in evidenza / Informazione / Marketing / Strategia

Diritto d’autore, la palla passa alla Corte Costituzionale

Diritto d’autore, la palla passa alla Corte Costituzionale
1 minuti di lettura

Il Tar del Lazio accoglie le eccezioni preliminari proposte da Movimento Difesa del Cittadino, Altroconsumo, Assintel e Assoprovider-Confcommercio nei confronti del nuovo Regolamento Agcom sul diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica e e trasmette il fascicolo alla Corte Costituzionale.

Secondo il Tar, il Regolamento viola i principi di riserva di legge e di tutela giurisdizionale in relazione all’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero e di iniziativa economica, sanciti dagli articoli 2, 21, I comma, 24 e 41 della Costituzione, nonché per la violazione dei criteri di ragionevolezza e proporzionalità nell’esercizio della discrezionalità legislativa e per la violazione del principio del giudice naturale, in relazione alla mancata previsione di garanzie e di tutele giurisdizionali per l’esercizio della libertà di manifestazione del pensiero sulla rete almeno equivalenti a quelle sancite per la stampa, con la conseguente violazione degli articoli 21, commi 2 e seguenti, 24 e 25, comma 1, della Costituzione.

Il giudice riconosce, inoltre, che l’Agcom si è attenuta ai “criteri di ragionevolezza e proporzionalità nell’esercizio della propria potestà di amministrazione vigilante, disciplinando una procedura che, pur contraddistinta da carattere d’urgenza, garantisce la piena partecipazione degli interessati”.

Alla luce di tali pronunce, che non annullano né sospendono l’efficacia del regolamento, “l’Agcom continuerà ad operare con l’equilibrio che l’ha contraddistinta sino ad oggi”, attendendo con serenità il giudizio della Corte Costituzionale sulla questione sollevata dal TAR del Lazio.

In effetti, per adesso il Regolamento sul diritto d’autore resta pienamente operativo e continua a produrre i suoi effetti giuridici, com’era negli auspici dei produttori di contenuti, soprattutto musica e video. Il rinvio alla Corte Costituzionale servirà a valutare nel dettaglio i profili di eventuale incostituzionalità delle leggi italiane che hanno conferito ad Agcom il potere di adottare un provvedimento regolamentare in materia: e cioè i decreti legislativi 70/2003 e 44/2010.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>