Verso una fiscalita’ locale equa: Pordenone abbina tecnologia e formazione

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  25 settembre, 2014  |  Commento
25 settembre, 2014
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Dedagroup e Sinergis, aziende di Dedagroup ICT Network, stanno realizzando per il Comune di Pordenone un progetto finalizzato all’evoluzione e all’integrazione del sistema informativo territoriale dell’Ente con i sistemi gestionali per la fiscalita’ locale.

Si tratta di un progetto innovativo che fa leva sulle banche dati del comune per integrarle e incrociarle con fonti dati ufficiali ma esterne, come il Catasto e il SIATEL. L’obiettivo è verificare la situazione contributiva del cittadino e usare tali dati per simulare il piano economico e previsionale del comune in materia di gestione dei tributi.

L’approccio innovativo si basa sull’integrazione di processi e soluzioni tecnologiche in grado di estrarre e trattare le informazioni comunali al fine di  creare banche dati certificate che poi, opportunamente incrociate con i sistemi territoriali esterni al comune, consentono all’Ente di disporre di un patrimonio informativo certificato sul quale poter effettuare previsioni corrette e puntuali in materia di fiscalita’ locale e di entrate tributarie locali, nonché di disporre di efficaci strumenti per la verifica, l’accertamento ed il recupero dell’elusione dell’evasione fiscale, in una logica di razionalizzazione delle risorse e di equità fiscale.

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Dello stato dei ‘lavori’ e delle motivazioni che hanno spinto il Comune di Pordenone, da sempre molto attento, virtuoso ed efficiente sui temi che interessano il cittadino e necessitano implementazione di nuove tecnologie, abbiamo parlato col sindaco Claudio Pedrotti, impegnato in prima linea sul fronte fiscalita’ locale.

 

Partiamo dalle motivazioni. Tra il dire e il fare, spesso, c’è di mezzo l’inadeguatezza delle tecnologie?
Le motivazioni politiche del progetto sono quelle dell’equità. Parliamo tutti del controllo dell’evasione e dell’equità ma alla fine i nostri sistemi di controllo sono deboli. Dal punto di vista pratico, spesso il tema ‘caccia agli evasori’ ha proprio delle debolezze tecniche: incrociare dati che provengono da diversi Enti pubblici e privati crea confusione e problemi di privacy. Io ho un passato da informatico e la mia sensibilità in materia è alta: negli ultimi anni la complessità e l’evoluzione costante della normativa ha messo in difficoltà un sistema comunque complesso come quello di Pordenone. Ci siamo detti: facciamo qualcosa che ci aiuti a fornire la cartella unificata al cittadino, un‘luogo’ dove lui stesso possa monitorare la sua situazione fiscale. Pertanto abbiamo avviato il progetto, dapprima analizzando con la parte tecnica del Comune di quali strumenti avevamo bisogno. Sono pochissimi i comuni italiani che stanno attuando un progetto di questo tipo.

E qui entra in scena Dedagroup ICT Network
Sì, abbiamo coinvolto Dedagroup, che ci supporta fornendoci i gestionali con cui trattiamo tutta la parte di contabilità e fiscalità, e poi Sinergis, altra azienda del Gruppo, che invece ci ha aiutato nell’integrazione di tali dati con le informazioni dell’Agenzia delle Entrate e quelle geografiche provenienti dal SIT Comunale. In pratica gli abbiamo proposto una partnership finalizzata al miglioramento del servizio: da parte nostra abbiamo portato la competenza sulla ‘pratica’ dei temi in questione. Da parte loro, abbiamo chiesto l’implementazione di uno strumento di analisi che aiuti i nostri dipendenti, ma anche il cittadino che ha bisogno di controllare la sua situazione contributiva, a fare delle verifiche in modo più veloce e agevole.

Qual è l’obiettivo principale di questa nuova soluzione?
L’obiettivo è incrociare banche dati diverse: alcune interne al comune, provenienti dai sistemi gestionali Dedagroup, e alcune esterne al comune, come il catasto. Come collegare questi due mondi secondo un unico sistema integrato per la raccolta e la condivisione di tali dati in tutto il comune secondo uno standard condiviso? Avevamo bisogno di creare un sistema che mettesse in comunicazione l’interno con l’esterno. Questo perché la nostra idea è di arrivare alla verifica massiccia e massiva sui dati facendo precisi confronti. In questo momento possiamo controllare la situazione del contribuente ‘x’, ma non incrociare questi dati con quelli del catasto o altri. E questo è ciò che vogliamo ottenere con questo progetto.

A livello tecnico, quindi, come si è proceduto? Il sistema è molto complesso?
Con Dedagroup e Sinergis abbiamo pensato di implementare delle query per effettuare incroci di dati e analisi massive: da qui si può capire dove focalizzare l’attenzione. In un secondo momento vorremmo acquisire anche la competenza per implementare query relative situazioni estemporanee e darci la capacità, nel tempo, per la gestione anche di altre incombenze quali, ad esempio, Tasi e Tari. Le query in questione sono leggermente complesse: ci lavorano i tecnici, ma si può pensare da un lato di costruire, con l’orientamento agli open data, la scheda del cittadino. Da parte nostra c’è un supporto sulle verifiche e un aggiornamento sui cambi di normativa. Per quel che riguarda il cittadino, da ultimo, possiamo aiutarlo in un compito non gradito che implica da parte sua un impegno diretto o un ricorso al CAF o professionista.

Quali sono i tempi di realizzazione?
Il prototipo ce l’abbiamo già, ora è importante dedicare il tempo giusto per validarlo. Contiamo di averlo a disposizione per inizio 2015, e poi faremo tanta formazione del personale perché la ritengo fondamentale. Se un progetto costa 100, 30 è il costo tecnico, 70 è il costo della formazione e organizzativo. Da quando sono sindaco di Pordenone, non ho ancora visto questa regola applicata alla PA: i progetti, se si fanno seriamente, devono avere in testa questo tipo di schema altrimenti qualsiasi progettazione è inutile. Se non c’è la giusta formazione, il castello crolla.

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  • Giuseppe Carratta

    un plauso per l’intuizione, ma mi permetto di rilevare che in Italia vi sono diversi Comuni che da tempo adottano sistemi innovativi integrati che realizzano appieno l’interazione orizzontale tra i diversi gestionali (Ufficio Tributi – Polizia Locale – Ufficio tecnico) e naturalmente verticale con banche dati esterne. Un progetto per servire al cittadino deve prevedere una serie di interazioni tra i diversi uffici, la multicanali dei pagamenti, l’utilizzo di strumenti digitali per l’invio massivo di documenti e di qualsivoglia documentazione a mezzo P.E.C., la possibilità di stamparsi comodamente da casa certificazioni in bollo. In altre parole, i comuni che hanno inteso offrire un servizio efficiente ai cittadini, prima dell’aspetto informatico, si sono preoccupati di effettuare una analisi – reigegnerizzazione dei processi con l’obiettivo di modernizzare la gestione passando da una gestione per “funzioni” ad una per “processi”, l’unica in grado di garantire efficienza – efficacia e piena soddisfazione da parte dei cittadini utenti.