Non hai ancora scaricato gli U2 su iTunes?! Ti sbagli

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  13 settembre, 2014  |  Nessun commento
13 settembre, 2014
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Il sodalizio commerciale Apple U2 su iTunes funziona! Durante il breve concerto tenuto nel corso della presentazione del nuovo iPhone 6 e di Apple Watch, la storica band ha annunciato a sorpresa l’uscita del loro tredicesimo discoSongs of Innocence.

Dopodiché Apple ha detto che avrebbe distribuito gratuitamente il nuovo album degli U2 su iTunes per 5 settimane. Solo allo scadere di questo lasso di tempo sarà possibile acquistarlo su tutte le altre piattaforme e in formato fisico, ma a pagamento.

Per farla breve, i circa 500 milioni di utenti della piattaforma Apple (me compresa) si sono ritrovati, volenti o nolenti, nella propria libreria di musica iTunes, i file mp3 dell’ultima fatica artistica della notissima band. Meraviglioso, ma se gli U2 non mi piacessero? Fa lo stesso, basta che Apple possa dire che l’album è stato scaricato da 500 milioni di persone per 5 settimane. Per forza, non c’erano molte alternative.

Una politica commerciale decisamente aggressiva, costosa sì, ma senza possibilità di errore, perché non soggetta al libero arbitrio del quale gode – o almeno credevo – l’essere umano. Rimane da sapere solo se i download li hanno pagati a forfait, uno per uno o un tanto al chilo.

La somma che Apple ha pagato per i 500 milioni di album non è stata resa nota, ma l’innocenza con la quale è stata presentata questa operazione commerciale è sconcertante. Ma forse anche questo effetto shock fa parte della strategia degli smaliziati esperti marketing delle due “aziende”.

Anche perché a detta del loro frontman, quella in download gratuito è solo l’anteprima del disco, sia in termini di numero di tracce che in termini di modalità di registrazione. Il vero lavoro della band Song of Experience, uscirà a breve sfruttando la scia di pubblicità generata dall’anteprima e seguirà i canali tradizionali e anche i prezzi tradizionali.

Quindi loro ci guadagnano perché sono dei bravi venditori. Fatto sta, però, che gli utenti di iTunes, ma soprattutto gli amanti della musica, hanno avuto una parte nella faccenda non proprio decorosa. A quanto pare, non sono più i consumatori che decidono le sorti di un prodotto (anche intellettuale), ma la piattaforma che lo distribuisce.

Questa sì che è una rivoluzione! Ok, i teorici della comunicazione lo avevano già detto 30 fa che sarebbe stato così, ma vederlo con i propri occhi fa tutto un altro effetto.

La dichiarazione di Apple:

La musica è da sempre al centro della nostra storia e di quello che facciamo. Oggi diamo il via al più grande lancio discografico mai visto: con noi la musica fa un altro passo avanti.

Per andare dove? Ho quasi paura di saperlo.

E poi, scusate, dov’è l’innovazione nel download gratuito? Posso presentarvi un sacco di amici (me compresa) che danno i propri brani in download gratuito sul web (non ridete). Certo è vero che le motivazioni che spingono gli U2 a fare una cosa del genere sono molto diverse da quelle che spingono i “miei amici” e che il potenziale numero dei download degli U2 non si può neanche lontanamente paragonare al numero dei download di una band famosa, ma a maggior ragione, che bisogno avevano i giurassici U2 di fare un’operazione commerciale di questo tipo? Cosa vogliono dal mercato discografico che ancora non hanno ottenuto?

Comunque, a parte gli scherzi, tanti gruppi prima degli U2 hanno perseguito questa strada con la differenza che la loro motivazione era ideologica e andava a criticare proprio il mercato della musica che invece oggi gli U2 e la Apple hanno voluto così candidamente e sfacciatamente sfruttare.

Per fare qualche nome: i Radiohead che hanno messo in download ad offerta libera nel 2007 In Rainbow (un doppio album di 20 canzoni) e che hanno poi deliberatamente boicottato alcune piattaforme di distribuzione musicale perché non ne condividevano la politica del riparto dei guadagni tra gli artisti.

Si pensi ai Pearl jam che già nei lontani anni Novanta si sono impegnati seriamente per il contenimento dei prezzi dei cd facendo anche concerti gratuiti, andando ovviamente contro gli interessi della propria casa discografica.

E tanti altri, non tantissimi ora che ci penso…E ora che la rivoluzione è stata compiuta e la strada è spianata, prepariamoci ad accettare tanti cavalli ai quali non si può guardare in bocca prossimamente.

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