Ice Bucket Challenge tra polemiche e dati di fatto. La doccia gelata social funziona

Scritto da:     Tags:  , , , , ,     Data di inserimento:  25 agosto, 2014  |  Nessun commento
25 agosto, 2014
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Il moralismo sta francamente a zero, quando si tratta di capire se ad una certa ‘azione’ corrisponde una ‘reazione’: in questo senso, la catena dell’Ice Bucket Challenge sta funzionando dal momento stesso in cui i dati numerici sulle donazioni per la ricerca contro la SLA (sclerosi laterale amiotrofica).

La fonte ASL-USA (Associazione americana per la ricerca sulla SLA) parla chiaro, non ci sono secchi d’acqua che tengono: 62.5 milioni di dollari raccolti dal 29 Luglio al 22 Agosto, periodo di Ice Bucket Challenge, contro i 2.4 milioni nello stesso periodo del 2013. Non c’è bisogno di fare raffronti, l’aumento è sensibile e figlio di quello che un tam-tam sui social network, ancor più se ‘sponsorizzato’ dai vip, è in grado di fare.

Chiudendo il cerchio come i numeri italiani delle donazioni pro SLA provenienti in maniera diretta o indiretta in questo ‘delirio’ da Ice Bucket Challenge, siamo messi così: dai 40.000 euro registrati lo scorso sabato mattina23 agosto ad oltre 100.000, e soltanto per l’Aisla, la più grande delle associazioni impegnate in Italia nella lotta alla Sclerosi Lateriale Amiotrofica (Sla). ”E’ stata un’idea straordinaria, che ha coinvolto tutto il mondo, un successo fantastico”, il commento di Massimo Mauro presidente dell’Aisla.

Passiamo all’analisi del fenomeno Ice Bucket Challenge come ‘virale’:  la ”sfida del secchio ghiacciato” è semplicissima. Chi viene sfidato/nominato ha 24 ore di tempo per rovesciarsi addosso un secchio di acqua gelata, altrimenti deve fare una donazione all’associazione. Chi supera la prova conquista il diritto di sfidare altre persone. Ma il senso, ovviamente, non è questo, bensì il passaparola, la sensibilizzazione, il ‘non’ oblio.

Siamo a quota 24 milioni di video, ormai girati da praticamente quasi tutti i più importanti politici, sportivi, attori, registi e vip di tutto il Pianeta. Di fatto,  Ice Bucket Challenge non può più essere descritto come un”inutile messa in onda di auto-pubblicità’. Chiunque clicchi su Internet Ice Bucket Challenge non può fare a meno di imbattersi nella SLA: cos’è, cosa provoca, e quant’altro. Senza IBC, questa consapevolezza non ci sarebbe.

Lanciata a inizio agosto da Pete Frates, 29 anni, malato di Sla ed ex promessa del baseball americano, l’Ice Bucket Challenge è servita eccome per sensibilizzare l’opinione pubblica su una malattia sottovalutata e poco conosciuta. Che poi – come dicono in tanti – non ci sia bisogno di farsi una doccia gelata da condividere per donare 1, 100 o 1.000 euro alla ricerca, questo è un altro discorso che nulla ha a che vedere col senso dell’Ice Bucket Challenge.

Capitolo polemiche: Luciana Litizzetto, contestualmente al video, ha fatto sapere di aver donato 100 euro all’Aisla ed è stata letteralmente disintegrata sulla pubblica piazza per lo scarso importo in funzione delle possibilità, così come il ”Comitato 16 novembre“, l’associazione che raggruppa i malati di Sla in Italia che si battono da anni contro i tagli costanti ai fondi per la non auto sufficienza, ha definito tramite la vicepresidente Mariangela Lamanna l’Ice Bucket Challenge  ”secchiate di ipocrisia e quattro spiccioli. Di quelli che hanno partecipato, salvo solo Jerry Calà, che ha messo online un bonifico da 1000 euro. Ma capisco che faccia più comodo partecipare alla moda e farsi ritrarre con i capelli bagnati e magari, il portafogli intonso“.

E’ incredibile come siamo tutti bravi a giudicare qualcosa di potenzialmente positivo come negativo: questa iniziativa, bizzarra e particolare, è l’esempio di quello che i social possono avere a livello di cassa di risonanza su diversi temi sociali importanti. Certo, non esiste solo la SLA e le donazioni non bastano mai, ma piuttosto che le catene di Sant’Antonio inutili o i ‘mi piace’ senza senso, una sana doccia ghiacciata con presa visione su chi sta molto male e ha bisogno di noi – si, anche tramite una secchiata – è cosa buona e giusta.

COME FARE LA DONAZIONE: CLICCA QUI 

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