Tutti limiti di Facebook e altri social: la virtu’ del bannare i presunti “amici”

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  24 agosto, 2014  |  Nessun commento
24 agosto, 2014
condivisione_social

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Lezioni di condivisione: partiamo dai limiti di Facebook. Quando insegno l’uso dei social network ripeto ai miei “scolari”, fino alla nausea, che non è rilevante il numero dei like o dei follower che ognuno ha accumulato.

Ciò che è importante, sempre, anche nella vita materiale, è la qualità delle relazioni che si instaurano tra le persone. Condividere è il sinonimo di regalare qualche cosa di te. Attraverso questo processo ogni “regalo” viene arricchito, viene contaminato, sia nel bene, come nel male. Non sempre le relazioni -condivisioni- generano effetti positivi.

Se mi chiedeste: “Hai 5000 amici su Facebook?”, sicuramente vi risponderei “no, non ho 5000 amici su Facebook”. Nel tempo, 5000 persone hanno chiesto (o io ho chiesto) di accedere al mio wall, di essere mie “amiche”, di condividere con me “qualche cosa” della loro vita.

Il processo di condivisione innescato dai social network ha cambiato le relazioni sociali. È un fenomeno positivo “a prescindere”. Valutando la qualità delle relazioni posso dire, senza esitazione, che esse non sono tutte soddisfacenti. Anzi!!! Non è solo un problema di “cani” e “gatti” postati su Facebook.

La verità è che l’imbarbarimento della nostra società e delle nostre relazioni sociali si è inevitabilmente riverberata, senza mezze misure, anche nella piazza aperta offerta da Facebook. Francamente sono molto infastidito da questo urlare continuo, dalla totale deresponsabilizzazione che viene assunta anche quando si tratta di argomenti delicati e controversi.

È giunto il momento, almeno per me, di dare un minimo di regole ai rapporti di “amicizia” che si sono instaurati nel tempo nel “recinto di sabbia”. Se qualcuno, tra i miei ex “amici”, d’ora in avanti verrà bannato non si offenda.

Semplicemente i SUOI POST NON INCONTRANO I MIEI INTERESSI. Nella vita di ogni giorno, in strada come al bar, cerco di evitare le persone che non dialogano con me. Naturalmente invito tutti ad applicare lo stesso criterio anche nei miei confronti.

Dieci relazioni interessanti (interessante non vuole dire essere sempre d’accordo, anzi…) valgono più di 5000 amici che non interagiscono o che postano filmati privi di alcun interesse. Poiché affermo l’importanza della condivisione come cultura per crescere tutti assieme, applico a me stesso questi principi.

Come dico basta all’unidirezionalità, dico basta anche alla mediocrità, e all’urlo deresponsabilizzato. Usiamo anche i social network per crescere ASSIEME.

Tratto da Michelecamp.it

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