PA Digitale, Renzi e Madia ci provano. Speriamo ci riescano

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  14 luglio, 2014  |  Nessun commento
14 luglio, 2014
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Le idee ci sono anche, la PA Digitale è nei pensieri di @matteorenzi e @mariannamadia così come, ne siamo certi, in quelli della neo direttrice dell’Agenzia per l’Italia Digitale Alessandra Poggiani (@la_pippi). Lo abbiamo sempre detto, che la tecnologia non serve a nulla senza una governance condivisa e senza persone con progetti seri, perseguibili, non idilliaci ma concreti.

In questo senso, al Premio Egov 2014 parleremo proprio di Pa Digitale che ci crede ma soprattutto che mette ‘su piazza’ dei servizi utili ed effettivamente migliorativi per la vita della collettività. Ecco cosa si chiede al Governo italiano. Sentire – sono parole del premier – che a regime la PA andrà “a casa del cittadino e metterà online tutti i tipi di certificati, o li invierà a casa entro 48 ore” ci fa molto piacere, ma bisogna capire come, con quali modalità, con quali possibilità.

Erogazione dei servizi: il futuro e’ solo online

L’obiettivo del Governo è ambizioso: migliorare la vita dei cittadini riducendo al minimo la necessità di presentarsi di persona agli uffici pubblici per sbrigare pratiche, ottenere certificati e autorizzazioni in genere.

La delega prevede quindi modifiche alle procedure e alle modalità di erogazione dei servizi ai cittadini, in modo da assicurare la totale accessibilità on line alle informazioni e ai documenti in possesso degli uffici pubblici.

In teoria dovrebbero cambiare, diventando più semplici e telematiche, anche le modalità di pagamento per eventuali servizi della PA. Si punta alla consegna dei documenti al domicilio del cittadino, nel caso non abbiano le caratteristiche necessarie per l’invio con modalità telematiche.

Dalla dematerializzazione alla partecipazione pubblica: se ne parla da una vita…

Poi, la solita e annosa questione della dematerializzazione protagonista giorno e notte di chi si occupa di PA digitale. I decreti delegati previsti dal ddl delega dovranno garantire il superamento dell’uso della carta nel normale funzionamento delle amministrazioni. In pratica, i documenti dovranno essere predisposti, utilizzati, trasmessi e conservati in forma telematica.

Poi c’è la questione software della PA: la volontà dell’Esecutivo è che in futuro la Pubblica amministrazione si organizzi in maniera da utilizzare software con standard aperti e non dipendenti da specifiche tecnologie proprietarie.

Ultima ma non per ultima, la partecipazione dei cittadini alle decisioni sulla cosa pubblica. Il governo intende utilizzare in modo migliore le tecnologie dell’informazione e l’applicazione del sistema pubblico dell’identità digitale.

Il Pin dell PA panacea di tutti i mali?

Tutto in un codice: Madia e Renzi ci puntano a chiare lettere per differenziare l’Italia dal resto del Mondo. Ci sarà infatti “la possibilità di accedere a tutte le informazioni che ci riguardano da un pc, con un nostro Pin – pienamente funzionante dal 2015 – e di potere ricevere tutto ciò che si può al domicilio telematico o di residenza“, ha detto proprio Marianna Madia,

D’altra le risorse da destinare al digitale rientrano nel dibattito europeo sulla flessibilità, ricorda il ministro. Anzi con il superamento della carta si dovrebbero ottenere anche risparmi, ma comunque, tiene a precisare il ministro, “l’impostazione non è di spending review: non siamo partiti dai risparmi“.

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