OpenStreetMap e Open Data: farli conoscere davvero a tutti, anche attraverso il turismo

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  13 luglio, 2014  |  Commento
13 luglio, 2014
Destinazione-umana

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Lo scorso inverno sono andato a parlare di tecnologie digitali aperte, agopuntura biourbana e altro in Valsamoggia. Il motivo l’ho già raccontato qui su Pionero, ed è il fatto che secondo me la Biourbanistica è un modello valido anche per l’innovazione “digitale”.

Uno degli effetti di quella visita è stato l’invito a partecipare, a fine giugno, al lancio di Destinazione Umana: un progetto della rete turistica rurale ViviSostenibile che “promuove una nuova concezione del viaggio: non più DOVE vuoi andare, ma CHI vuoi conoscere.”

destinazione-umana-su-osmViviSostenibile ha già pubblicato un rapporto sull’evento,, molto interessante e completo. Qui troverete quelle aggiunte che interessano particolarmente il lettore “digitale” di Pionero, ma ne consiglio la lettura a tutti. Io ho partecipato raccontando come usare Open Data, e OpenStreetMap in particolare, per “creare una mappa delle destinazioni umane”, tutti insieme e in maniera aperta come tutta l’iniziativa. La mappa ufficiale delle Destinazioni Umane, di cui vedete una bozza con le prime cinque, userà infatti proprio OSM, ma non è certo questo l’unico uso che se ne potrebbe o dovrebbe fare in un contesto del genere.

destinazione-umana-osmA ognuno dei quattro gruppi che si sono seduti al mio tavolo ho iniziato ricordando che chi disegna le mappe controlla come gli altri vedono il mondo (cit.). Poi ho mostrato, direttamente sui rispettivi siti Web, come OpenStreetMap possa essere molto più dettagliata e aggiornata di Google Maps. La zona intorno alla sede dell’evento, il Fienile Fluò, è molto più presente nella mappa aperta che in quella proprietaria. Quasi tutti, fra i partecipanti da me incoraggiati a ripetere la prova subito, sul mio laptop, sul quartiere in cui vivono, hanno ottenuto lo stesso risultato.

Ho concluso spiegando come e perché OpenStreetMap è anche estremamente personalizzabile e sempre legalmente utilizzabile, senza burocrazia o procedure costose, come base per innumerevoli prodotti e servizi. Cioè non solo per fare tutti insieme una mappa più aggiornata possibile, ma anche come aiuto per vedere o far vedere meglio certe cose in particolare. Poi ho lasciato a loro discutere di come usare OpenStreetMap per promuovere e conoscere Destinazioni Umane.

Com’è andata?

Quasi tutti, appena afferrato il concetto, si sono entusiasmati e hanno proposto loro parecchi usi in tema con il progetto. Fra essi cito, senza nessuna pretesa di completezza:

  • mappe generali con filtri per individuare le categorie di destinazioni che interessano, da quella dove si mangia vegano a quella in cui si può fare tutti insieme musica dal vivo.
  • mappe del territorio intorno a ogni singola struttura, curate dal gestore insieme ai suoi ospiti, che permettano:
    • al gestore, di proporre tante “viste” diverse della sua destinazione: mostrare itinerari, magari con link a tracce GPS, punti d’interesse circostanti divisi per categoria, cronologie della storia locale o solo della struttura…
    • ai visitatori, di documentare il più possibile qual è il tipo di esperienza umana unica che hanno potuto vivere, mettendo i loro ricordi direttamente sulla mappa
    • a tutti insieme, con la supervisione del gestore, di modificare e tenere aggiornata la parte di OSM intorno alla struttura, interagendo continuamente anche a distanza, dopo la visita

Conclusioni?

Al lancio di Destinazione Umana oltre a ottima compagnia, bel paesaggio e gran buffet, ho trovato diverse conferme di cose che ho già detto qui e altrove.

Qualsiasi proposta come Destinazione Umana attira, ovviamente, persone molto più attive e interessate della media alla conoscenza, protezione e promozione del territorio in cui vivono e lavorano. Nonostante questo, quasi nessuno aveva già sentito parlare di OpenStreetMap.

L’Italia è un paese pieno di persone meravigliose, in gamba e già molto attive che però, oltre a non essere, in media, proprio giovanissime, dell’informatica e del digitale che contano sanno ancora pochissimo, anche quando hanno banda larga e due smartphone in tasca.

Noi “fanatici” di bit e di Open-tutto, almeno se vogliamo davvero cambiare qualcosa qui e in tempo utile, dobbiamo coivolgere subito tutti gli altri. Dobbiamo, ora, parlare molto di più a loro che ritrovarci plurisettimanalmente in dipartimenti, tavoli o convegni tutti per noi. Parliamo (umilmente) di turismo con chi “sa” solo turismo (idem per artigianato, salute, scuola…) e se lo faremo seriamente Open Data, Software Libero e tutto il resto verranno fuori da soli.

PS: il contest per trovare e aggiungere alla mappa altre Destinazioni Umane è aperto a tutti e termina il primo settembre. Se durante le prossime vacanze trovate una destinazione del genere, partecipate anche voi.

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