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La pillola contraccettiva wifi e le lacrime dei brasiliani

La pillola contraccettiva wifi e le lacrime dei brasiliani
2 minuti di lettura

Siamo un popolo wifi, o almeno così pensiamo. Talmente wifi che mi colpiscono, in un weekend teoricamente d’estate piena ma invece sinistramente somigliante a un fine marzo da Italia settentrionale, un paio di chicche strettamente collegate con il wireless, wifi o Internet senza fili, chiamatelo come diavolo volete.

Il wifi è la rivoluzione più incredibile degli ultimi 20 anni, secondo me assomiglia all’invenzione del telefono, della radio, prima ancora della macchina a vapore. Ora lo vediamo ovunque, il wifi, tanto che i nostri figli (o i vostri, o i loro) dal 2018 in poi potrebbero essere figli anche del wifi.

No, non sono ubriaco. La nuova pillola contraccettiva studiata dal MIT, il Massachusetts Institute of Technology che in tantissimi film americani è la frontiera dei cervelloni troppo tecnici per Hrdware, funzionerà con un microchip collegato al wifi.

pillola_wifi

In pratica, un microchip impiantabile sotto la pelle dei glutei o dell’addome della donna sarà in grado di impedire la gravidanza. Con un ciclo di vita stimato di 16 anni, il microsistema rilascia una piccola dose dell’ormone (il levonorgestrel) che impedisce la gravidanza. Quando la ‘cliente’ sarà pronta a diventare mamma (e il suo lui a diventare papà, opinione personale l’esperienza più fantastica dell’Universo), basterà fermare il rilascio dell’ormone che impedisce la gravidanza direttamente dal pc, o dallo smartphone, o dal tablet.

Il chip per il controllo vanta misure contenutissime, pari a 2 centimetri per il chip e 1,5 centimetri per il serbatoio ormonale collegato. La pillola wifi verrà sperimentata negli Usa dal 2015, con l’obiettivo di venderla entro il 2018.

I due punti di forza del dispositivo sono l’economicità (gli ideatori promettono un prezzo competitivo) e la facilità di istallazione (l’impianto sarà ambulatoriale a differenza di molti apparecchi oggi in uso che richiedono un breve ricovero per essere istallati).

Ora io mi chiedo: possiamo pensare in questo caso alla tecnologia e al wifi come migliorativo della nostra vita? O le lacrime – vere – dei bimbi brasiliani dopo il Mineirazo (leggasi 7 pere dalla Germania in casa nel Mondiale dei Mondiali) non potranno mai essere ricondotti a un sistema di ‘onde’ che gestisce ormai il mondo.

Essendo un narratore dell’innovazione utile, a vantaggio della collettività, ma anche un leopardiano romantico di quelli post-moderni, credo francamente che sia a metà tra il pazzesco e l’allucinante pensare che, con un tasto, decideremo il nostro futuro più importante.

Però è così: e mentre il Maracanà non vedrà i bambini brasiliani gioire ma tanti altri ‘ninos’ sognare, alle volte fermarsi un attimo senza wifi, mirando l’orizzonte, è cosa necessaria al genere umano. Anche nell’epoca dei figli programmati al wifi.

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