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Tassa sugli smartphone: ecco le tabelle definitive dell’equo compenso

Tassa sugli smartphone: ecco le tabelle definitive dell’equo compenso
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L’equo compenso, altrimenti detta anche tassa sugli smartphone, ha i suoi importi definitivi: qualche ora fa sono infatte state pubblicate in Gazzetta Ufficiale (il decreto entrerà in vigore tra dieci giorni) le cifre esatte. Confermati i rincari. L’equo compenso colpirà anche hard disk esterni, televisori, schede di memoria.

E’ quindi possibile conoscere l’esatta entità della nuova tassa sugli smartphone fortemente voluta dal ministro Dario Franceschini ma che tante polemiche ha suscitato e continua a suscitare sull’opinione pubblica, Federconsumatori e altre associazioni di categoria. Le cifre sono anche peggio del previsto, e riguardano anche i pc senza considerare altre caratteristiche.

Nel decreto pubblicato in Gazzetta la tassa sugli smartphone conferma tutte le previsioni: fino a 5,20 euro di aumento per gli smartphone, 4 euro per i televisori, parecchi euro anche per le memorie integrate e per quelle esterne. Si capisce, dalle tabelle, che l’equo compenso ha un ventaglio più complesso di quanto sembrava all’inizio, questo perché legato alla capacità di memoria secondo una logica progressiva con cifra minima e massima assoluta.

Le tabelle definitive dell’equo compenso – tassa sugli smartphone

  • Supporti audio analogici: 0,23 euro per ogni ora di registrazione;
  • Supporti audio digitali dedicati quali minidisc, CD-R Audio: 0,22 euro/per ora;
  • Supporti digitali non dedicati, idonei alla registrazione di fonogrammi, quali CD-R dati: 0,10 ogni 700 MB;
  • Supporti audio digitali dedicati riscrivibili quali CD-RW: 0.22 euro/per ora;
  • Supporti video analogici: 0,10 per/ora;
  • Supporti video digitali dedicati quali: DVHS, 0.22 euro/per ora
  • Supporti digitali non dedicati, idonei alla registrazione di fonogrammi e videogrammi, quali DVD RAM, DVD DUAL LAYER, DVD-R, DVD+R: 0,20 euro ogni 4.7 GB;
  • Supporti digitali non dedicati, idonei alla registrazione di contenuti audio e video quali Blu Ray: 0,20 ogni 25 GB;
  • Supporti digitali non dedicati riscrivibili, idonei alla registrazione di contenuti audio e video quali Blu-Ray RW: 0,20  euro ogni 25 GB;
  • Apparecchi idonei alla registrazione analogica o digitale, audio e video e masterizzatori di supporti: 5% del prezzo;
  • Televisori aventi funzione di registrazione: compenso fisso di 4,00 euro.

Poi ci sono ovviamente tutte le altre tabelle, riassunte in un grafico a parte, nel quale si evincono le cifre per le tecnologie più in uso e che non risparmia televisori, schede SD, hard disk esterni.

  • 0,09 euro per ogni GB sulle memorie trasferibili;
  • 0,10 euro per ogni GB su chiavette USB superiori a 256MB;
  • 0,01 euro per ogni GB su hard disk esterni;
  • tariffe crescenti da 3,22 a 32,2 euro, in base alla memoria disponibile, per gli hard disk integrati in “apparecchi multimediali” o “analoghi”;
  • da 0,64 a 12,88 euro per i lettori MP3;
  • da 4,51 a 14,81 euro per dispositivi utili alla riproduzione di contenuti su TV o Hi-Fi;
  • 0,50 euro per telefonini;
  • da 3 a 5,2 euro per smartphone in base alla memoria prevista.

La sensazione, comunque, è che questa tassa sugli smartphone non abbia molto senso soprattutto in un paese che già è ai primissimi livelli in quanto a digital divide, anche se, secondo il Ministero, non si vanno a colpire i consumatori bensì i produttori. Il che è sempre dal confine molto labile…

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