Email Print Twitter Facebook Google LinkedIn
Beni comuni / in evidenza / Informazione / Innovazione / Marketing / Strategia

Il mistero del Canone Rai speciale: ecco chi paga e chi no

Il mistero del Canone Rai speciale: ecco chi paga e chi no
2 minuti di lettura

Il canone Rai colpisce ancora. E, come al solito, scatena un putiferio tutto italiano. Pare che Mamma Rai abbia fatto recapitare a tutte le partite IVA in possesso di un computer la richiesta di pagamento del Canone Speciale. Siccome si tratta di una cifra superiore ai 400 euro, è chiaro che la patata si fa rovente.

Le richieste sarebbero di vario tipo e colpirebbero un po’ tutte le categorie professionali iscritte al registro della Camera di Commercio, dal semplice professionista, all’artigiano, passando per il commerciante. Trattasi, è bene sottolinearlo, non del Canone Rai Ordinario, ma del Canone Rai Speciale, cioè quello dovuto dalle attività professionali che consentano o possano consentire l’utilizzo di apparecchiature televisive. Classico esempio di Canone Rai speciale: gli alberghi che forniscono l’uso della televisione ai propri clienti.

La lettera

Vi informiamo che le vigenti disposizioni normative impongono l’obbligo del pagamento di un canone speciale a chiunque detenga, fuori dall’ambito familiare, uno o più apparecchi atti o adattabili – quindi muniti di sintonizzatore – alla ricezione delle trasmissioni televisive, indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti

canoneraispeciale_lettera

Le proteste dei diretti interessati: chi paga e chi no

Le lettere di richiesta del canone Rai speciale sono arrivate un po’ a tutti: artigiani, commercianti, partite Iva che magari hanno solo un computer e non un televisore e non guardano certo trasmissioni televisive sul pc mentre lavorano.

Ma tutti gli uffici, aziende o attività commerciali in genere in cui il computer è utilizzato solo per lavorare, non dovranno assolutamente pagare il Canone Rai SpecialeTuttavia, a chi dovesse arrivare la famigerata cartella esattoriale della RAI, non basterà solo non pagare il Canone Speciale per chiudere la vicenda.

Gli utenti coinvolti dovranno infatti giustificare il mancato pagamento spiegando che i computer nell’ufficio sono utilizzati solo a scopo lavorativo e che non sono presenti televisioni nei locali. Un bel pasticcio. Anche perché molte partite Iva vedono questo ennesimo adempimento come un ulteriore ostacolo alla loro attività. E il fatto che la Rai ci ‘riprovi’ dopo le lettere già spedite, per Canone Rai Speciale analogo, nel 2012, ha mandato su tutte le furie le associazioni di consumatori.

La difesa della Rai

Il consigliere Rai Antonio Verro spiega come il canone speciale “esiste per legge ed è, infatti, la legge che consente alla Rai” di chiedere ora alle aziende iscritte alle Camere di Commercio il versamento del 2014. “La polemica di questi giorni è una vecchia storia, ma il punto è che finora la Rai è stata timida ed ora invece non più“.

La legge – sottolinea Verro – dice che il canone è una tassa di possesso e lo devono pagare tutti quelli che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive” fuori dall’ambito familiare nell’esercizio di un’attività commerciale e a scopo di lucro diretto o indiretto: per esempio alberghi, bar, ristoranti, uffici.

Insomma per il consigliere la Rai “sta facendo solo quello che le compete. Detto, questo, però si parla di lotta all’evasione e di rivisitazione del canone ed io penso che entro l’anno il governo ci debba mettere il naso, dando certezza sulle risorse dell’anno prossimo“.

Email Print Twitter Facebook Google LinkedIn

Cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. Campi richiesti *

Puoi usare questi HTML tags e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Lost Password

Register