La tassa sugli smartphone e’ legge. Il confine resta labile

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  23 giugno, 2014  |  Nessun commento
23 giugno, 2014
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Da oggi cambia tutto e la tassa sugli smartphone esiste per davvero. Chiamatelo equo compenso o come volete, fatto sta che da oggi acquistare un dispositivo elettronico in grado di riprodurre o conservare in memoria brani musicali o altro materiale soggetto a diritto d’autore (e, quindi, anche uno smartphone) comporterà anche il pagamento di una tassa una tantum, da versare in favore della SIAE (Società italiana autori ed editori) come indennizzo per lo sfruttamento delle proprie opere.

Il decreto sull’equo compenso è stato firmato dal Ministro delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, dopo “un’approfondita istruttoria e un confronto che ha visto coinvolte tutte le categorie interessate“, così si legge nella nota ufficiale emanata dal Ministero. Il Ministro Franceschini e il Presidente della Siae, Gino Paoli, hanno convenuto di impegnarsi, per la parte incrementale di gettito delle nuove tariffe, affinché tutte le categorie di titolari dei diritti di copia privata impieghino una quota di tali somme alla promozione di giovani autori e artisti e di opere prime.

Da parte della Siae, ovviamente, tanti complimenti e ringraziamenti a Franceschini. Secondo diversi blog e molti privati cittadini, invece, si tratta dell’ennesima stangata, l’ennesima tassa – neppure troppo occulta – che va a impattare, guarda caso, su un settore – quello degli smartphone – in crescita esponenziale. Sul piede di guerra, ovviamente, i produttori di dispositivi tecnologici.

Le nuove tariffe della tassa sugli smartphone sono: 4 euro per gli smartphone con capacità di 16 gb (in Francia sono 8 euro e in Germania 36 euro); 4 euro per i tablet, sempre con 16 gb di memoria (in Francia sono 8 euro e 40 centesimi e in Germania 15.18 euro); 0.36 euro per le memory card con 4 gb di capacità (in Francia sono 0.32 euro e in Germania 0.91); 0.20 euro per i dvd (in Francia sono 0.90 euro).

Franceschini ha definito capzioso chi parla di tassa sugli smartphone a carico dei consumatori. “Parlare di tassa sui telefonini è capzioso e strumentale: il decreto non introduce alcuna nuova tassa ma si limita a rimodulare ed aggiornare le tariffe che i produttori di dispositivi tecnologici dovranno corrispondere (a titolo di indennizzo forfettario sui nuovi prodotti) agli autori e agli artisti per la concessione della riproduzione ad uso personale di opere musicali e audiovisive scaricate dal web. Un meccanismo esistente dal 2009 che doveva essere aggiornato per legge“.

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Una lucida analisi

L’adeguamento italiano alla tassa dugli smartphone è  in linea con quanto avviene in tutti i Paesi dove si è deciso di introdurre l’eccezione. Infatti gli Stati membri posso optare o meno per l’eccezione ma se l’adottano poi devono applicare il compenso. Su come e dove applicarlo purtroppo l’Unione europea non ha armonizzato le regole e quindi si sono create delle distonie, ma i principali Stati hanno comunque introdotto compensi per smartphone e tablet.

Che cos’è l’eccezione? Tecnicamente il diritto d’autore è un’esclusiva, il che significa che non si può riprodurre un contenuto senza il consenso dell’autore. Nel caso della copia privata è stata introdotta un’eccezione, nel senso che l’autore non si può opporre alla copia ma per questa rinuncia a esprimere il proprio consenso ottiene in cambio un compenso, chiamato licenza legale. Gli Stati che hanno adottato questo regime devono prevedere un equo compenso.

Non è assolutamente vero che tali compensi deprimano l’innovazione. In Francia, ad esempio, ma anche in Germania, dove i compensi come abbiamo visto sono un bel po’ più elevati che in Italia, la crescita di smartphone e tablet è stata molto più spinta che in Italia.

In Francia, secondi i dati di Comscore, gli smartphone erano il 25% del mercato nel 2012 e alla fine dell’anno Parigi ha elevato ancora la remunerazione. Nel 2013 sono arrivati al 35% del mercato, segno che il compenso è assolutamente ininfluente sullo sviluppo del settore.

I firmatari della legge

Hanno firmato l’appello al ministro Franceschini tra gli altri: Paolo Sorrentino, Toni Servillo, Roberto Andò, Renzo Arbore, Pupi Avati, Malika Ayane, Claudio Baglioni, Al Bano, Angelo Barbagallo, Franco Battiato, Pippo Baudo, Andrea Bocelli, Fausto Brizzi, Caterina Caselli, Luca Carboni, Riccardo Cocciante, Paolo Conte, Paola Cortellesi, Maurizio Costanzo, Simone Cristicchi, Gigi D’Alessio, Maria De Filippi, Francesco De Gregori, Elisa, Roby Facchinetti, Fedez, Sabrina Ferilli, Tiziano Ferro, Elio Germano, Paolo Genovese, Dori Ghezzi, Irene Grandi, Raphael Gualazzi, Francesco Guccini, Luciano Ligabue, Daniele Luchetti, Neri Marcoré, Franco Migliacci, Riccardo Milani, Mogol, Enzo Monteleone, Gianni Morandi, Ennio Morricone, Orchestra Piazza Vittorio, Laura Pausini, Piero Pelù, Max Pezzali, Nicola Piovani, Eros Ramazzotti, Danilo Rea, Antonio Ricci, Marco Risi, Kim Rossi Stuart, Stefano Rulli, Renzo Rubino, Stefano Rulli, Claudio Santamaria, Enrico e Carlo Vanzina, Antonello Venditti, Carlo Verdone, Renato Zero, Nina Zilli e Zucchero.

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