Agenda digitale ‘feat’ Agid: selezionarne 156 per scriverne una

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  20 giugno, 2014  |  Nessun commento
20 giugno, 2014
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Ok, l’agenda digitale, come dice il nostro direttore, è meglio che venga cancellata dal vocabolario a livello semantico. Soprattutto per chi la considera digitalizzazione dell’esistente e per chi, sfruttandone il sinistro richiamo al ‘digitale’, pensa che basti fare un F5 sullo schermo del PC per cambiare la nostra PA.

La nostra agenda digitale è un’altra, lo diciamo da secoli ma qui lo ribadiamo: piano industriale, ricerca di punti chiave su istruzione, economia, anagrafe, alfabetizzazione e quant’altro, applicati alle tecnologie che possono essere da traino ai miglioramenti ma non la chiave dei miglioramenti.

In questo senso vuoi o non vuoi la carica dei 156 aspiranti direttori dell’Agenzia per l’Italia Digitale scelti in base a bando pubblico (sul sito della Funzione Pubblica c’è la lista completa) sarà fondamentale per capire se, da domani, qualcosa finalmente si muoverà.

Tra i candidati ci sono persone che hanno già lavorato per l’Agenda digitale, tecnici amministrativi, ma anche figure esterne alla PA. Per esempio, Roberto Moriondo, responsabile della direzione Innovazione, ricerca, università e sviluppo energetico sostenibile della Regione Piemonte, lavora già con l’Agenzia come intermediario con le Regioni, una delle funzioni che con il nuovo mandato dovrebbe avere maggiore rilevanza.

Sono poi già inquadrati nell’organico dell’Agenzia Maria Pia Giovannini, responsabile area Regole, Standard e Progetti Innovativi, Francesco Tortorelli, dirigente dell’ufficio Interoperabilità, cooperazione applicativa e relativi centri servizio, e Giorgo De Rita, in passato direttore generale di DigitPA. Sempre nella PA vi è il nome di Oscar Sovani della Regione Lombardia. C’è anche un nostro caro amico, collaboratore e super #nomadworker, Michele Vianello, al quale ovviamente la redazione di Pionero augura il meglio.

Ma quello che ci si aspetta è un piano immediato: la scelta di Marianna Madia arriverà a breve e lei stessa sa, per prima, che dal nuovo Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale dipenderà, in buona misura, la possibilità che l’Italia, nei prossimi tre anni – tanto durerà in carica – provi a recuperaredrammatici ritardi sin qui accumulati nell’attuazione dell’agenda digitale europea.

Non sono ammessi ulteriori ritardi, e sarà opportuno anche ricordare che – a norma di quanto disposto dall’art. 5 dello Statuto Agid – l’incarico di Direttore Generale “è incompatibile con altri rapporti di lavoro subordinato pubblico o privato o di lavoro autonomo, nonché con qualsiasi altra attività professionale privata, anche occasionale, che possa entrare in conflitto con gli scopi ed i compiti dell’Agenzia“. Il nuovo Direttore, quindi, non dovrà essere solo una persona esperta e competente ma anche una persona davvero indipendente e lontana da ogni conflitto di interessi anche solo potenziale o, almeno, pronta a divenirlo sul serio nel corso del suo incarico.

 

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