Riforma PA: online gli esiti della consultazione pubblica

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5 giugno, 2014
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Per la consultazione pubblica, lanciata lo scorso 30 aprile dall’esecutivo in vista della Riforma della pubblica amministrazione, hanno risposto con oltre 39mila e-mail inviate all’indirizzo rivoluzione@governo.it, che hanno discusso puntualmente i 44 punti della riforma della pubblica amministrazione, contenuti nella lettera indirizzata dal presidente del Consiglio e da me ai dipendenti pubblici e ai cittadini. Al primo posto, con un totale di 9.765 e-mail, la richiesta “Renzi rinnova il mio contratto“, lanciata dai sindacati di categoria Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa per chiedere il rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti pubblici. A queste si aggiungono altre 3.326 e-mail chiamate “Sblocco contratti“, che sommate alle precedenti portano a un 13.091 mail su questo punto, ovvero più di un terzo del totale. Seguono poi 1.038 e-mail “Software libero e gratuito nella Pa” e 1.489 e-mail “Segretari comunali“.

“Tutte le mail – assicurano dal ministero – sono state lette e analizzate grazie al supporto dei ricercatori del Dipartimento di metodi e modelli per l’economia il territorio e la finanza di Sapienza Università di Roma, coordinati dal professor Sergio Bolasco, che hanno utilizzato la tecnica del text mining”.

All’interno della consultazione, spiega il report del ministero, prevale l’attenzione per le persone e il rinnovamento generazionale della Pa, seguito dall’esigenza di combattere gli sprechi, per chiudere con le riflessioni sugli Open data, la trasparenza e la Pa digitale.

Se si prendono invece i singoli punti, quelli piu’ menzionati sono in ordine:

  1. eliminazione dell’obbligo di iscrizione alle camere di commercio;
  2. abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio, sono oltre 10.000 posti in più per giovani nella PA., a costo zero;
  3. modifica dell’istituto della mobilità volontaria e obbligatoria
  4. valutazione dei risultati fatta seriamente e retribuzione di risultato erogata anche in funzione dell’andamento dell’economia;
  5. riduzione del 50% del monte ore dei permessi sindacali nel pubblico impiego
  6. possibilità di licenziamento per il dirigente che rimane privo di incarico, oltre un termine
  7. introduzione del ruolo unico della dirigenza;
  8. agevolazione del part-time;
  9. riorganizzazione della presenza dello stato sul territorio;
  10. conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle amministrazioni.

Grazie al contributo e alle idee dei cittadini possiamo ora varare, all’appuntamento previsto del Consiglio dei ministri del 13 giugno, una riforma migliore e ancora più incisiva“. Questo il commento del ministro, Marianna Madia, in una nota.

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