Agenda Digitale: Ragosa lascia, Madia raddoppia

Scritto da:     Tags:  , , , , , , , , , ,     Data di inserimento:  4 giugno, 2014  |  Nessun commento
4 giugno, 2014
madia_forumpa

Visite: 1268

Oggi pomeriggio Marianna Madia firmerà ufficialmente il commissariamento dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Il tutto, dopo le dimissioni ufficiali, arrivate ieri ma nell’aria già al ForumPA, di Agostino Ragosa, che alla fine non ha fatto polemiche mettendosi da parte in maniera piuttosto elegante.

A seguito di un amichevole colloquio con il Ministro Madia, che gli ha rappresentato le esigenze connesse alla politica governativa di rinnovamento e discontinuità nell’amministrazione pubblica, e condividendo le finalità di questa politica, l’ing. Agostino Ragosa, ha rassegnato oggi le proprie dimissioni da Direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale – si legge nel comunicato stampa ufficiale emanato dalla Funzione Pubblica - L’ing. Ragosa ha manifestato la propria disponibilità a rimanere in carica fino all’insediamento del suo successore. Ciò consentirà di assicurare continuità all’attività dell’Agenzia e di definire le attività in corso, al fine di supportare il Governo in questa fase transitoria e di avvio di alcuni importanti progetti pubblici (relativi tra l’altro alla fatturazione elettronica, al sistema pubblico di identità digitale, all’anagrafe della popolazione residente), che l’Agenzia sta svolgendo con la Sogei e con i Ministeri interessati. Il Ministro Madia, anche a nome del Presidente del Consiglio, ha ringraziato l’ing. Ragosa per il suo operato, apprezzandone altresì la sensibilità istituzionale dimostrata e il supporto che egli continuerà a fornire al Governo”.

Rinnovamento e discontinuita’

Rinnovamento e discontinuità della PA rispetto al passato, quindi, sono i due must di Madia. Dopo i tre di Francesco Caio (anagrafe digitale unica, fatturazione elettronica in rampa di lancio e identità digitale) che dell’agenda digitale attuale sono forse l’unica certezza, siamo già a cinque e magari, se l’agenda digitale diventerà “una cosa seria” nelle intenzioni, si potrà anche partire.

Il nuovo commissario, come anticipato anche da Pionero, sarà Elisa Grande, dirigente della Presidenza del Consiglio dei ministri, esperta di bilanci pubblici. Dovrà sistemare i conti dell’ente e gestire la selezione del nuovo direttore generale che avverrà tramite bando. Se poi ci si dovesse rendere conto che l’AgID non serve, si potrebbe anche chiudere, risparmiando tempo e soldi e incanalando risorse fisiche e tecniche direttamente sotto la Funzione Pubblica.

Ultima chance

Abbiamo già avuto modo di dire che l’Europa non perdona la nostra agenda digitale. Siamo in zona retrocessione su tutto: l’Italia ultima nella copertura in banda larga di nuova generazione e non è ancora arrivata dove la media degli europei era nel 2010 (20%). Quart’ultima in termini di cittadini che accedono a internet almeno una volta a settimana (55%). Terz’ultima per uso dell’ecommerce (20%). Penultima nell’uso che i cittadini fanno di internet per le relazioni con la PA, il vecchio e-government (10/20%).

Quindi la discontinuità e il rinnovamento sono necessari ma lo è ancor di più la consapevolezza che il tempo è finito. L’agenda digitale non serve a digitalizzare la carta. Serve a far crescere il Pil. A creare posti di lavoro. A diminuire i costi fissi. A risanare bilanci, si. I dati di Fondazione Symbola-Ca’ Foscari ci dicono che non solo le aziende attive online sono grandi esportatrici (67% contro 55%), ma per ogni euro di crescita del Pil italiano, in media 15 centesimi sono riconducibili alla web economy.

Fatturazione Elettronica: meno 2

Venerdì 6 giugno sarà il d-day della fatturazione elettronica verso la PA, uno dei tre must dell’agenda digitale di Caio. Il 6 giugno 2015, poi, l’obbligo si estenderà anche alle Pa locali e quindi la rivoluzione sarà completa. Quel che succederà subito è che Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di Previdenza e assistenza non potranno più accettare fatture cartacee.

Lo Stato saprà quanto sta spendendo e come, mese per mese, e le aziende avranno uno stimolo per abbracciare il digitale. Tutto elettronico, tutto certificato? Grazie al formato elettronico, ogni fattura viene tracciata in modo univoco, dal Sistema di interscambio (gestito dall’Agenzia delle Entrate) fino all’ufficio competente nella PA che deve pagarla.

Lo Stato potrà apprendere così mese per mese lo stato dei conti per ciascuna PA, mentre finora ha dovuto aspettarne il bilancio annuale. La Ragioneria generale dello Stato può confrontare le fatture ricevute dal Sistema con i mandati di pagamento, per scovare le amministrazioni ritardatarie. Più trasparenza, più tracciabilità, più controllo, insomma: il sistema dei conti pubblici diventerà più efficiente. Così, almeno, dicono.

Lascia un commento


Ti potrebbe interessare anche: