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Impressioni da ForumPA 2014

Impressioni da ForumPA 2014
3 minuti di lettura

Se c’è un momento dell’anno nel quale si respira ottimismo e speranza per il comparto pubblico, quel periodo è indubbiamente Maggio e coincide con ForumPA.

L’edizione dello scorso anno è stata l’edizione della discontinuità. La manifestazione, infatti, già il maggio scorso si è trasferita dai locali giganteschi e dispersivi della Fiera di Roma a quelli più contenuti e razionali del Palazzo dei congressi all’EUR.

Dunque già dallo scorso anno si è innestato un cambiamento di format che porterà benefici al contesto e al settore a cui questo evento è dedicato, ovvero la Pubblica Amministrazione italiana. Pian piano sta sfumando l’aspetto celebrativo e autoreferenziale indotto anche dai grandi spazi e dai grandi flussi della fiera, e ci si sta indirizzando verso un evoluzione che valorizza al massimo  i momenti di aggregazione (anche face2face) in ottica relazionale e costruttiva.

I convegni sono sempre meno generalisti, si parla sempre meno di cosa bisognerebbe fare per cambiare tutto e sempre di più ci si concentra su temi specifici e su buone pratiche da emulare.

Anche la passerella di ministri e sottosegretari è stata riportata a un livello meno celebrativo e più dialogico, segno che la relazione è l’unico modo per costruire le basi su cui dar sostanza alle idee.

L’aria che ho respirato quest’anno è per certi aspetti simile a un grande Living Lab, e provo a spiegarmi meglio.

Spesso l’insoddisfazione e la frustrazione che si respira fra gli addetti della Pubblica Amministrazione è sfociata in accuse, condanne, pentimenti ma anche boria, presunzione, fuffa e delirio di onnipotenza. Tutto ciò perchè ci si parla poco, ci si relaziona meno e non si condividono i progetti sin dalla loro nascita.

A tutti è capitato di non essere soddisfatti di qualcosa. Un prodotto, un servizio, un software, un sito internet come pure un’interfaccia, o un’applicazione. Nella Pubblica Amministrazione questo succede spesso e impatta fortemente con l’utenza servita. Fino a un paio di anni fa, in eventi come ForumPA, prevaleva l’aspetto della soluzione dall’alto che cambiava tutto. Molti arrivavano sul palco degli oratori e pontificavano la loro strategia. Altri la mettevano a disposizione allo stand.

Da un paio di anni, invece, prevale la necessità e la convinzione che l’unico modo per cambiare è quello di essere coinvolti nella fase di progettazione di ogni servizio pubblico. Coinvolti come decisori, tecnici attuatori, ricercatori e infine utenti/consumatori del servizio.

Un Living Lab alla fine non è altro che un sistema/ecosistema aperto di prototipazione e dunque una grande opportunità di coinvolgimento degli utenti finali. Ecco, tutto questo mi è sembrato ForumPA 2014 e l’ho percepito dall’aumento sensibile e irrinunciabile dei momenti di co-costruzione ma anche di inclusione di attori che negli anni scorsi erano considerati, ingiustamente, passivi.

Il nuovo Governo ha fatto la sua prima apparizione in questo contesto cercando di spiegare le metodologie in itinere ma, per la prima volta, lasciando aperto il canale del dialogo e della collaborazione con l’innumerevole platea di stakeholders che a ForumPA portano competenze ed entusiasmo.

E’ sicuro, vista anche la legittimazione elettorale appena ricevuta, che il prossimo anno Madia e Poletti torneranno a ForumPA, e sarà l’occasione per capire se questo processo partecipato di riforme che hanno condiviso avrà dato i suoi frutti.

Un altro elemento di discontinuità è stato la brillantezza e la spensieratezza che si respirava quest’anno. Sarà merito dei social media e delle tante foto sorridenti ma ho avuto l’impressione che davvero serva anche prendersi meno sul serio e fare un po’ di combricola. Troppe le ragnatele, troppe le liturgie, troppa la seriosità che è richiesta a questo settore. Suvvia, facciamo anche festa e facciamola con gioia, in modo da affrontare la prossima riforma della PA con entusiasmo e non con la solita frustrazione che ci ha sempre contraddistinto

 

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Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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