Paadvisor: diamo voce ai cittadini

Scritto da:     Tags:  , , , , , ,     Data di inserimento:  29 maggio, 2014  |  Nessun commento
29 maggio, 2014
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In un momento strategico per la riforma dell Pubblica Amministrazione, Pionero intervista Daniele Poletti coordinatore del team che ha sviluppato Paadvisor, il servizio che ha l’obbiettivo di ricompensare chi nella PA mette in atto al meglio i principi previsti dall’art. 97 della Costituzione, ovvero “le ricompense per avere migliorato il rendimento sono più efficaci delle punizioni per avere commesso un errore”.

Domanda classica ma dovuta per rompere il ghiaccio: perche’ Paadvisor?

Perché ci sembrava il modo più semplice ed intuitivo per far capire la funzione principale del nuovo sito web: il tripadvisor della pubblica amministrazione. Un sito di recensioni, come il famoso Tripadvisor, ma in cui si trovano le sedi della pubblica amministrazione italiana.

Siete una societa’ di comunicazione, ci spieghi come riuscirete a diffonderlo a fare usare il servizio dai cittadini?

Diffondere il progetto è proprio la parte più difficile perché ci siamo resi conto, dopo i primi test, che il primo scoglio da superare è spiegare ai potenziali utenti cos’è la pubblica amministrazione. Se infatti risulta chiaro su Tripadvisor che è possibile trovare alberghi, ristoranti ed attrazioni turistiche non è altrettanto comprensibile per il cittadino quali sono le sedi e le tipologie di pubblica amministrazione. Pur vivendo costantemente a contatto con scuole, uffici di polizia, comuni ecc. non è chiaro a tutti che si tratta di sedi della pubblica amministrazione. Per questo abbiamo deciso di creare 6 macro categorie comprensibili a tutti e di riorganizzare e rinominare le categorie Istat della PA per renderle più comprensibili a tutti.

In parallelo a questo abbiamo iniziato una campagna di comunicazione con l’obbiettivo di stimolare la partecipazione attiva dei cittadini al cambiamento di cui ha bisogno il nostro paese e di cui speriamo il nostro progetto possa essere uno strumento utile. Per questo stiamo realizzando una serie di video in cui, in modo ironico, vogliamo stimolare l’azione dei cittadini a far sentire la propria voce, eccone un primo esempio.

Inoltre tramite I canali social abbiamo creato una serie di pagine in cui vogliamo ricordare alle persone come gli italiani che hanno deciso di “fare” siano stati in grado di realizzare cose incredibili, cose che hanno in certi casi cambiato il mondo.

Qualche contatto con PA centrale o locale? E, soprattutto, possibilità di riuso da parte di una PA in ottica eParticipation?

Stiamo cercando di collaborare direttamente con i comuni della nostra area per costruire insieme un progetto che non sia fine a se stesso ma che possa convertirsi in un vero e proprio strumento di comunicazione tra cittadino e PA. Attualmente ogni sede della PA Può accreditarsi e diventare gestore della propria pagina in modo da tenerne aggiornati i dati e rispondere direttamente ed in maniera ufficiale alle recensioni ricevute. Stiamo anche sviluppando un’applicazione mobile per rendere più semplice ed immediato l’utilizzo integrando funzioni di geolocalizzazione e ricerca avanzata.

Ho visto che usate dati pubblici (Open Data) per la localizzazione delle sedi della PA. Com’e’ la qualita’ e la freschezza di questi dati?

L’attuale database è stato creato utilizzando gli open data reperibili in rete ma questo è anche il punto dolente dell’attuale sito in quando i dati che abbiamo trovato non sono completi e spesso erano poco curati. Per questo prima di utilizzarli abbiamo fatto un lavoro di controllo e modifica anche se ancora molto c’è da fare per ottenere un database completo di tutta la rete delle PA italiana. Abbiamo inoltre aggiunto un form per permettere agli stessi utenti di segnalare errori nei contenuti o di indicare sedi PA ancora non presenti nel nostro archivio.

E’ possibile pensare a PAadvisor come a un luogo che avvicina il cittadino ai suoi rappresentanti e dunque alle istituzioni?

Questo è proprio il vero obbiettivo dell’intero progetto. Il problema forse più evidente che si è delineato negli ultimi anni della politica italiana è la distanza tra le vere esigenze dei cittadini e quello che le istituzioni ritengono importante in un determinato periodo. Questo problema nasce dal fatto che una volta eletti, i nostri rappresentanti si crea un distacco fra cittadino ed istituzione fino alle prossime elezioni. Per questo Paadvisor vuole essere uno strumento per ridurre questo distacco mantenendo attiva l’interazione fra cittadini e istituzione.

Per i cittadini e’ facile e immediato portare critiche ma, se il progetto deve evolvere, forse bisognerebbe virare alle proposte. Cosa proponi in considerazione della sindrome da ‘braccino corto’?

Proprio per questo motivo la parola d’ordine in Paadvisor.it è “premiare”. Questo vuol dire che appena raggiungeremo una quantità di dati sufficienti inizieremo a pubblicare le classifiche delle migliori PA italiane. Inoltre analizzando le recensioni sarà possibile costruire un elenco di “Best Practice”, di consigli e buone praticare che le singole P.A. potranno consultare per sfruttare l’esperienza positiva di altre sedi, migliorando così i propri servizi e l’efficienza dell’intera pubblica amministrazione italiana.

Come ti vedi da qui a due anni con questo progetto?

Senza un soldo e con una serie di querele a mio nome. No scherzo, quello che spero è che questo non sia un progetto mio personale ma qualcosa che possa raccogliere la partecipazioni di tutti i cittadini italiani diventando un progetto pubblico. Il nostro scopo non è monetario ma quello di poter vivere in una nazione nuova in cui le cose cominciano davvero a funzionare come si deve. Questo progetto è solo il nostro contributo di cittadini sulla base di quelle che sono le nostre competenze professionali.

I social network nella P.A.

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