Email Print Twitter Facebook Google LinkedIn
Agenda Digitale / Blogger / Egovnews / in evidenza / Innovazione / Marketing / Politica / Strategia

Agenda Digitale, la Madia media: dal #FPA14 piu’ ombre che luci

Agenda Digitale, la Madia media: dal #FPA14 piu’ ombre che luci
3 minuti di lettura

Marianna Madia è arrivata abbastanza puntuale, ha ascoltato tutti, si è districata bene alle critiche degli esponenti di alcuni sindacati pubblici, ma di agenda digitale onestamente ha parlato poco. E, essendo a #FPA14, il tutto un po’ stona perché ci aspettiamo, dopo l’unificazione delle deleghe (agenda digitale, Agid, semplificazione), una brusca accelerata sul tema che invece probabilmente non ci sarà.

Il perché è semplice, e giriamo i commenti a tutti quelli che, su Pionero, costantemente scrivono ed esprimono opinioni: mancano soldi per investire? Forse. Mancano idee su dove investire? Non proprio, perché il ‘fu’ (inteso come Mister Agenda Digitale) Francesco Caio qualcosa in proposito aveva lasciato. Manca la volontà di farlo? Si, nella maniera più assoluta.

Appunti dal ForumPA

Torniamo al #FPA14 (qui si può seguire lo streaming), al convegno inaugurale denominato “Quale PA per un’Italia più semplice e più giusta” e alle parole di Marianna Madia (qui l’intervento integrale). La quale si è focalizzata in primis sul blocco dei contratti dei lavoratori pubblici. “Nel Def non si dice assolutamente che i contratti sono bloccati fino al 2020, su questo è già stato fatto un confronto franco e chiaro. C’è scritto che sono bloccati solo fino alla fine del 2014. Non fa bene veicolare informazioni sbagliate“.

In più, giusto per ricordare gli 80 euro in busta paga di Renzi, ecco la stoccata finale. “L’auspicio è quello di poter sbloccare i contratti bloccati. Voglio ribadire che gli 80 euro arrivati anche ai lavoratori del pubblico piu in difficolta sono stati una prima, se pur parziale, risposta al blocco dei contratti“.

Il ministro ha fatto notare inoltre che nei 44 punti indicati per la riforma della Pa non ce n’è uno che indichi un taglio degli investimenti e delle risorse. Secondo Madia, attuando le riforme e creando una pubblica amministrazione più efficace ed efficiente si possono “recuperare risorse per sbloccare i contratti“; per questo la riforma deve essere fatta “bene e velocemente“.

In seconda battuta, di fronte ad un Auditorium stracolmo il Ministro ha ricordato che priorità del governo sono anche la lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, combattendo le quali lo Stato avrà più possibilità di investire.

Selfie_regioni_cogo

L’agenda digitale latitante

E l’agenda digitale? Mah, boh, mah: troppo facile dire “non c’è più tempo” se poi il tempo non lo usiamo mai. Noi di Pionero.it, girando per gli stand e parlando con tantissimi operatori della PA digitale, abbiamo captato da un lato la speranza che la delega affidata da Renzi alla stessa Madia, con – di fatto – concentrazione dei poteri anche dell’Agid sotto un unico Ministero, possano portare a una effettiva accelerata.

Ma su cosa? Siamo ancora fermi a identità digitale, fatturazione elettronica e anagrafe unica, la banda larga resta qualcosa di europeo (come se noi non ci fossimo). Possiamo essere contenti per la banca dati unica delle società partecipate? Forse, anche se non è di sicuro la svolta che ci si aspetta.

Banca dati unica delle societa’ partecipate

In ogni caso, vediamo un po’ di cosa si tratta: l’obiettivo è unificare le banche dati delle società partecipate dallo Stato per avere contezza delle stesse e avviare un processo di consolidamento all’insegna dell’efficienza.

Oggi esistono due banche dati – ha detto la stessa Madia – una sotto il mio ministero, l’altra sotto il ministero dell’Economia che, però non si parlano, non sono interoperabili. Nelle prossime settimane il Consiglio dei ministri varerà un provvedimento, nell’ambito delle azioni della spending review, che collocherà le informazioni in un’unica infrastruttura gestita dal Mef“.

Madia la definisce “la banca dati della Repubblica italiana“, e questo database sarà lo strumento principe per avviare i tagli al settore annunciati dal premier Matteo Renzi all’indomani del caro da parte del Cdm del decreto Irpef.

Si parla di risparmi immediati per 100 milioni nel breve termine ma, in prospettiva, ben più corposi: in tre anni le partecipate dovranno passare da 8.000 a 1.000. “Le municipalizzate, sapete quanto costano ai cittadini come costo complessivo? Circa un miliardo e mezzo di disavanzo. Noi proponiamo di sfoltire e semplificare: dobbiamo passare da ottomila a mille in tre anni“, aveva detto Renzi. La Madia lo ha ribadito. Ma ci resta il dubbio che l’agenda digitale delle Regioni e dei selfie sia l’unica che si muove. E purtroppo siamo sempre li, in quella macchia di leopardo maledetta che ancora non svolta.

Email Print Twitter Facebook Google LinkedIn

Cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. Campi richiesti *

Puoi usare questi HTML tags e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Lost Password

Register