Acquisizione Whatsapp, i retroscena dell’indagine Ue chiesta da Facebook

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  28 maggio, 2014  |  Nessun commento
28 maggio, 2014
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Facebook e Whatsapp sono sotto gli occhi di tutti, di passare inosservati non se ne parla. C’è un down? Colpa di Facebook che ha acquisito Whatsapp (per 19 miliardi di dollari, fra l’altro). C’è un market che mette fuori Whatsapp come Windows Phone? Colpa di Facebook e della sua concorrenza con Microsoft. Ecco che, allora, per giocare d’anticipo Facebook prende la palla al balzo e chiama direttamente la Commissione Europea per di esaminare l’acquisto di Whatsapp. L’indiscrezione è del Wal Street Journal.

In parole povere: la Commissione europea ha informato le autorità antitrust nazionali dei vari Paesi che, se nessun Paese avrà obiezioni in proposito, Facebook ha chiesto che sia Bruxelles a esaminare il caso. Ovviamente Facebook sa da tempo che il problema principale sono proprio le commissioni antitrust ‘nazionali’ e, per questo, si è rivolto a Mamma CE.

Facebook preferisce essere passata al vaglio dalla commissione che dalle autorità di regolamentazione di vari stati, che potrebbero chiedere più informazioni“, ha detto Thomas Graf, esperto di antitrust di Cleary Gottlieb Steen & Hamilton. La Commissione infatti potrebbe essere tenuta ad adottare un approccio più neutrale rispetto alle autorità dei singoli Paesi, che potrebbero subire le pressioni dei gruppi di interesse locali, come le compagnie di telecomunicazioni e telefoniche.

Del resto l’acquisizione di febbraio è stata la maggiore operazione degli ultimi anni che ha come protagonista una startup: il valore dell’accordo supera nettamente il miliardo di dollari pagato sempre da Facebook per Instagram nel 2012 e gli 8,5 miliardi da Microsoft per Skype.

La richiesta di Facebook alle autorità europee arriva con le compagnie telefoniche europee che hanno messo in guardia contro l’acquisizione di Whatsapp, che mette Facebook in una posizione dominante nel mercato della messaggistica in Europa. Ricevere il placet della Commissione all’inchiesta, quindi, potrebbe spianare la strada Facebook, evitando di dover rispondere una ad una alle singole autorità garanti nazionali, i cui lavori sono peraltro spesso improntati su approcci diversi alla medesima tematica.

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