Sicuri che il mondo sarebbe migliore senza Whatsapp?

Scritto da:     Tags:  , , , , , ,     Data di inserimento:  26 maggio, 2014  |  Nessun commento
26 maggio, 2014
whatsapp_mania

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Ho guardato con attenzione il video sul #whatsappdown che spopola in rete, realizzato da un gruppo di ragazzi italiani (Scarti) che ironizzano, in maniera peraltro geniale, su uno dei blackout di Whatsapp occorsi qualche settimana fa.

Il senso del video è chiaro, quel che non mi è chiaro però è la consapevolezza di un qualcosa che si può definire in mille modi ma che, come al solito, siamo noi a rendere patologico piuttosto che utile, superfluo piuttosto che interessante, patetico piuttosto che innovatore.

Il video di Scarti fa riflettere sul ruolo che gioca Whatsapp nelle nostre vite e di come, in alcuni casi, si sia diventati realmente dipendenti da una semplice applicazione per smartphone e non se ne possa fare davvero a meno.

Il problema è che Whatsapp è quello che era ieri Facebook, quello che l’altro ieri era Skype, quello che prima ancora fu Messenger, quello che in precedenza furono gli sms. L’unica differenza è che gli smartphone, oggi, rappresentano per noi qualcosa di imprescindibile, non Whatsapp. Quindi sarebbe meglio chiedersi se il mondo sarebbe migliore senza smartphone, non tanto senza Whatsapp che degli smartphone è solo una logica conseguenza.

Numeri caldi

Ragioniamo, per una volta, su numeri chiari e incontrovertibili che dimostrano quanto Whatsapp, oggi, rappresenti il sistema di comunicazione di massa più pervasivo al mondo semplicemente perché unisce due caratteristiche fondamentali. Internet e il messaggio (con foto o video), velocità, multipiattaforma, semplicità d’uso. Non è un caso se un intenauta su cinque, nel mondo, è connesso con Whatsapp.

Si scambia messaggi sulla piattaforma circa il 19% della popolazione ‘connessa’ globale. Al top i Paesi asiatici e il Sudafrica. Unico mercato europeo fra i primi dieci la Spagna, al sesto posto, per cui in realtà l’Europa e anche l’Italia non rappresentano i Paesi più ‘malati’ di Whatsapp.

Whatsapp, che a breve dovrebbe introdurre accanto ai messaggi anche la possibilità di effettuare telefonate via internet, ha il maggior tasso di penetrazione sulla popolazione online a Hong Kong (53%). A seguire in Sudafrica (52%), Malesia (50%), Singapore (50%), Messico (47%) e Spagna (45%). Secondo gli ultimi dati rilasciati dalla compagnia, Whatsapp ha 500 milioni di utenti attivi al mese, nel mondo. La maggior parte nei Paesi emergenti o in quelli in cui internet ‘mobilè cresce a velocità esponenziale.

Credo che Whatsapp sia un’invenzione super perché è gratuita o quasi (89 centesimi l’anno fanno ridere paragonati ai 700 di un iPhone) e perché, ad esempio, in grado di soppiantare o quasi un sistema come quello degli SMS che per anni ha retto di fatto la comunicazione dei vecchi ‘cellulari’.

L’ansia della spunta

Dicono che se guardi 12 volte in un’ora Whatsapp sei patologico. Hanno anche fatto in modo di poter togliere l’ultimo accesso perché qualcuno ci diventava matto. La realtà è che Whatsapp rappresenta un mondo che è cambiato, se in peggio o in meglio non dipende dalla tecnologia ma dal suo uso, e che senza questo sistema non potrebbe esistere semplicemente perché Whatsapp è solo la risultante di una serie di invenzioni utili, come gli smartphone e la messaggistica, che poi per motivi di business – questo è vero – tendiamo a rendere esagerati.

Sostenere che un mondo senza Whatsapp, oggi, ci consentirebbe di avere più rapporti diretti e di notare meno persone che al ristorante invece che parlare guardano i loro smartphone come fossero alienati, sarebbe come sostenere che il calcio era più bello quando si correva meno, si dribblava di più ed esisteva il retro passaggio al portiere. Oppure che si stava meglio senza Internet perché si andava tutti insieme in biblioteca a studiare e, una volta a casa, il mondo era quello che ti facevano conoscere i telegiornali (e non quello che adesso, se vuoi, puoi conoscere tramite diversi blog di testimonianza).

Ecco perché credo che Whatsapp sia semplicemente frutto del nostro tempo. Se poi lo usate con moderazione o troppo non lo so, fate voi, ma pensare che per migliorare questo mondo sarebbe sufficiente eliminare un’app di messaggistica mi fa sorridere davvero.

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