Email Print Twitter Facebook Google LinkedIn
Blogger / Capitale sociale / Cultura digitale / Innovazione / Innovazione Sociale / Marketing / Social Innovation / Start Up

Nasce i-Sud.it : economia, identita’ e cultura negli ecosistemi digitali

www.i-sud.it
6 minuti di lettura

Serviva uno spazio sociale che permette alle nuove generazioni di comprendere e dar valore positivo alla propria identità? Può uno spazio sociale anche online consentire ai giovani di catalizzare un’economia basata su identità e cultura? Potranno quei giovani trarre benefici materiali come il proprio lavoro e guadagno da questo genere di ‘ecosistema’? In un tale scenario, potranno essi trovare la libertà di scegliere il proprio futuro o almeno la possibilità di decidere dove voler e poter vivere?

Un ecosistema per i giovani e non solo, che fornisca loro gli strumenti basilari per realizzare, sfruttando al meglio le loro capacità, conoscenza e competenze esiste già da un mesetto circa ed è consultabile su http://www.i-sud.it. Esso si presenta come motore delle iniziative creative di progresso personale e sociale, economicamente ed ecologicamente sostenibili a favore di un progresso (nel senso pasoliniano del termine) tutto nuovo per ‘i sud’ del mondo. Una piattaforma di relazioni e informazione, culturale e commerciale. Una cosa diversa, a nostro modestissimo parere.

Si nota un approccio concreto, costruttivo, pragmatico che supera il tradizionale individualismo autoreferenziale delle nuove attività online. Il progetto unisce imprenditori e cittadini legati alla propria identità intorno ad obiettivi reali e tangibili per migliorare le infrastrutture, l’identità culturale, il recupero del patrimonio… anche grazie ai fondi Europei da investire nei prossimi sei anni (2014-2020). Un ecosistema sociale online che mette in rete interessi comuni, tra i quali quello di  usare in toto i fondi europei per le aree convergenza e non solo. Un sistema che potenzialmente può aggregare per interessi e obiettivi, è un fattore cruciale per un piano di rinascita del mezzogiorno nella sua naturale collocazione, come centro storico del mediterraneo e non Sud d’Europa (un Sud prospero finchè fu primaria rotta e porto di approdo di culture e prodotti mediterranei, depauperato quando divenne una colonia interna europea).

Scopo fondante e fondamentale di questo collettore sociale è quindi l’unità: la possibilità di fungere, ossia, da tessuto connettivo di movimenti e persone, essere volano di idee contro ogni forma di autoreferenzialità e inconcludenza del tessuto amministrativo e politico meridionale.  Un piano e un obiettivo ambiziosi, una forma di auto-egovernment, perchè i-sud.it sarà anche contenitore di denuncia. Programmi e obiettivi di iSud si svilupperanno lungo piani quinquennali: da qui al 2019 l’aspirazione di iSud è rendere produttivo il tempo sociale passato online specialmente dai giovani (vista l’alta percentuale di adolescenti digitalizzati nelle regioni del Sud, maggiore rispetto al Nord – un paradosso agli occhi di molti, evidenziato dal rapporto Save The Children sullo stato dell’infanzia in Italia al 150° dall’unità) attraverso la commercializzazione delle piccole produzioni artigianali e un maieutico impulso a capitalizzare sulle proprie individuali capacità e competenze, oltre che sulle bellezze del territorio e sui prodotti ad esso legati.

logo_isudiSud rappresenta quindi ciò che da anni non si vede nel Sud del paese: una visione comune, concreta, orgogliosamente meridionalista, che superi l’endemica incapacità e volontà di organizzarsi in maniera strutturata ma anche le manie di protagonismo e di potere dei singoli a favore di quel “Sud” che sa fare la differenza con le sue eccellenze, quelle che restano a Sud e quelle che esso esporta nel mondo, tanto vituperato, offeso e disconosciuto, eppure invidiato e miseramente copiato nei suoi prodotti migliori, senza che l’indegna classe dirigente attuale muova un dito o sia in grado di difendere, valorizzare e capitalizzare le proprie ricchezze.

Questo è iSud, un’impresa fortemente sociale e con una prevalente componente di strumenti digitali per dare opportunità ai giovani, eticamente radicata nell’identità de ‘i Sud del mondo’, nata a Melfi nel gennaio di quest’anno per volontà di imprenditori meridionali dal background professionale a metà tra energie rinnovabili e innovazione sociale e tecnologica, con una forte impronta internazionale, spinti dall’amore per la propria terra afflitta da mali endogeni ed esogeni, ma desiderosa di riscatto; imprenditori che hanno deciso di lanciare questa startup per sfruttare le nuove tecnologie al fine di realizzare azioni a favore della cultura, della tradizione e dell’economia meridionale creando un nuovo modello di ‘socially-oriented business innovation’.

E la concretezza di tale progetto trova fondatezza in  una serie di attività sul web :

  • e-market per le produzioni autoctone del sud realizzando un sistema diretto di acquisto senza lungaggini e intermediari;
  • social network, un luogo di incontro per un proficuo scambio di idee, progetti, iniziative per costruire degli ecosistemi personali di relazioni sociali e non solo (online da Maggio 2014);
  • sistema multi-store per e-commerce che permetta a chiunque di commercializzare propri prodotti (o per conto di terzi)  e servizi all’interno di uno spazio sociale;
  • sistema per il censimento del patrimonio culturale e paesaggistico mediterraneo;
  • sistema di denuncia per le inefficienze della PA;
  • creazione di eventi per il rilancio del turismo e delle tradizioni produttive locali attraverso, in primis, il recupero degli antichi borghi, con un parallelo progetto di formazione di giovani meridionali alla summer school della Società Internazionale di Biourbanistica a Luglio 2014. Sono previste, a riguardo, delle borse di studio iSud (le candidature si raccoglieranno sul sito www.i-sud.it) ;
  • partecipazione a progetti internazionali di ricerca socio-economica e a bandi europei per l’innovazione sociale e tecnologica specialmente nei settori trasporti, energia, ricerca avanzata.

In quest’ottica, sono stati già chiusi diversi accordi con:

  • ISB (Società Internazionale di Biourbanistica) per la realizzazione di un programma di azione comune a favore del rilancio degli antichi borghi e la creazione di lavoro col recupero del patrimonio locale;
  • Gruppo Sidera per il rilancio della logistica meridionale specie, soprattutto quella via mare e nella direzione dei mercati orientali;
  • EBPC, un’azienda Cinese di import e sostegno alle PMI per l’apertura di sbocchi verso il mercato cinese alle produzioni tipiche e altri prodotti anche ad alto contenuto tecnologico di origine meridionale, con ufficio di rappresentanza e area di stoccaggio e showroom delle produzioni nella zona franca di Shanghai;
  • Gruppo Sigma per progetti di rafforzamento dell’autosufficienza energetica per le unità produttive e per le comunità locali.

Questi come altri accordi in via di definizione per la ricerca applicata e la creazione di nuove imprese si pongono l’obiettivo di tenere qui i cervelli, evitandone la fuga e l’espatrio.

iSud nasce dalla volontà di riscatto di un popolo e di una terra, il desiderio di recuperare la dignità e l’orgoglio di essere semplicemente e meravigliosamente se stessi, parte di un’Europa a cui è necessario oltre che possibile dare un proficuo e specifico apporto, lo stesso apporto dato per 3000 anni, come fonte di conoscenza e progresso morale, culturale e scientifico. Un progresso ineluttabile, venuto scemando col crescere del potere finanziario e industriale eurocentrico. Una piattaforma metodologica e tecnologica come si presenta essere i-sud.it potrebbe far da volano a questa visione del futuro dei giovani del mediterraneo. i-sud.it – sottolineano i fondatori – rappresenta un’iniziativa imprenditoriale che si aprirà nel breve (a partire dal 2016) all’azionariato popolare attraverso un’azione di equity crowdfunding, perché la rete delle persone è la grande e vera forza di questa terra e, se molti non lo capiscono ancora, il Sud è la maggiore risorsa del paese che senza di esso non sarebbe nato per mancanza di capacità finanziaria e produttiva forte proprio nel Sud della penisola, almeno fino all’avvio, nel 1861 di un piano di depauperamento più che di costituzione di una nazione (http://www.treccani.it/enciclopedia/meridionalismo_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Economia)/ ; http://it.wikipedia.org/wiki/Studi_sulla_situazione_economica_dell’Italia_al_momento_dell’Unit%C3%A0_nazionale cfr in particolare le pubblicazioni – qui scaricabili – di Daniele_ Malanima e gli studi Bankitalia).

Email Print Twitter Facebook Google LinkedIn
Foto del profilo di Nicola Christian Rinaldi
Nato a Napoli nel 1971, Laureato presso la School of Oriental and African Studies di Londra nel 1995 frequenta poi il King’s College - sempre a Londra – per un Master interdisciplinare in Mediterranean Studies. Rientra in Italia nel 1998 – dopo oltre 15 anni di esperienza accademica e professionale tra Lussemburgo, Bruxelles, Parigi e Londra – e consegue una borsa di studio MIUR per un Master interdisciplinare in Modelli di Complessità. In oltre 20 anni, sin dalle prime esperienze professionali dei primi anni '90 presso le Istituzioni Europee nel G.D. del Lussemburgo, si occupa con continuità di sviluppo dei tecnologie new media e di strategie di valorizzazione della conoscenza, ricerca applicata ed efficienza delle strutture organizzative, di concept design e innovazione di prodotto e processo. Dal 1996 a più riprese si è occupato di progetti di eGovernment, eBusiness e Quality of Service (design & delivery), di comunità virtuali e social media in ambito pubblico e privato. Oltre a gestire proprie aziende dei settori internet (www.advenio.it e www.i-sud.it) e educazione (www.littlegenius.it). Cultore di storia, lingue, culture orientali e mediterranee è appassionato studioso di organizzazioni sociali, spirituali e civili, postmodernismo e meridionalismo, sistemi di conoscenza e teorie della complessità, elementi del sapere che ricombina nell’attività professionale. Negli anni opera in aziende pubbliche e private in qualità di Temporary Manager, occupandosi di sviluppare strategie d’innovazione, agendo su Qualità, Ricerca, Web, Sistemi informativi e Progetti internazionali (Programmi quadro UE). Ha frequentato accademicamente e professionalmente personaggi come Edward de Bono, Anthony Giddens, Sudipta Kaviraj, Alexander Pyatigorsky e Edward Said, filosofi, psicologi e orientalisti di cui ha assorbito la forte propensione al pensiero speculativo. Dal 1990 Pubblica storie a carattere surrealista in lingua francese e gestisce vari blog e social network sotto pseudonimi fino al 2008, quando Facebook comincia a monopolizzare il tempo online. Conosce le lingue francese, inglese, italiano e spagnolo. Investe attraverso fondi di microcredito in microimprese femminili in Asia, centro-America e Medioriente. La sua prima pubblicazione è L'Innovazione Integrata Ed. Maggioli (www.ibs.it/code/9788838774690/cipollini-claudio/innovazione-integrata.html)

Lost Password

Register