Nasce i-Sud.it : economia, identita’ e cultura negli ecosistemi digitali

Scritto da:     Tags:  , , , , , ,     Data di inserimento:  26 maggio, 2014  |  Nessun commento
26 maggio, 2014
www.i-sud.it

Visite: 1184

Serviva uno spazio sociale che permette alle nuove generazioni di comprendere e dar valore positivo alla propria identità? Può uno spazio sociale anche online consentire ai giovani di catalizzare un’economia basata su identità e cultura? Potranno quei giovani trarre benefici materiali come il proprio lavoro e guadagno da questo genere di ‘ecosistema’? In un tale scenario, potranno essi trovare la libertà di scegliere il proprio futuro o almeno la possibilità di decidere dove voler e poter vivere?

Un ecosistema per i giovani e non solo, che fornisca loro gli strumenti basilari per realizzare, sfruttando al meglio le loro capacità, conoscenza e competenze esiste già da un mesetto circa ed è consultabile su http://www.i-sud.it. Esso si presenta come motore delle iniziative creative di progresso personale e sociale, economicamente ed ecologicamente sostenibili a favore di un progresso (nel senso pasoliniano del termine) tutto nuovo per ‘i sud’ del mondo. Una piattaforma di relazioni e informazione, culturale e commerciale. Una cosa diversa, a nostro modestissimo parere.

Si nota un approccio concreto, costruttivo, pragmatico che supera il tradizionale individualismo autoreferenziale delle nuove attività online. Il progetto unisce imprenditori e cittadini legati alla propria identità intorno ad obiettivi reali e tangibili per migliorare le infrastrutture, l’identità culturale, il recupero del patrimonio… anche grazie ai fondi Europei da investire nei prossimi sei anni (2014-2020). Un ecosistema sociale online che mette in rete interessi comuni, tra i quali quello di  usare in toto i fondi europei per le aree convergenza e non solo. Un sistema che potenzialmente può aggregare per interessi e obiettivi, è un fattore cruciale per un piano di rinascita del mezzogiorno nella sua naturale collocazione, come centro storico del mediterraneo e non Sud d’Europa (un Sud prospero finchè fu primaria rotta e porto di approdo di culture e prodotti mediterranei, depauperato quando divenne una colonia interna europea).

Scopo fondante e fondamentale di questo collettore sociale è quindi l’unità: la possibilità di fungere, ossia, da tessuto connettivo di movimenti e persone, essere volano di idee contro ogni forma di autoreferenzialità e inconcludenza del tessuto amministrativo e politico meridionale.  Un piano e un obiettivo ambiziosi, una forma di auto-egovernment, perchè i-sud.it sarà anche contenitore di denuncia. Programmi e obiettivi di iSud si svilupperanno lungo piani quinquennali: da qui al 2019 l’aspirazione di iSud è rendere produttivo il tempo sociale passato online specialmente dai giovani (vista l’alta percentuale di adolescenti digitalizzati nelle regioni del Sud, maggiore rispetto al Nord – un paradosso agli occhi di molti, evidenziato dal rapporto Save The Children sullo stato dell’infanzia in Italia al 150° dall’unità) attraverso la commercializzazione delle piccole produzioni artigianali e un maieutico impulso a capitalizzare sulle proprie individuali capacità e competenze, oltre che sulle bellezze del territorio e sui prodotti ad esso legati.

logo_isudiSud rappresenta quindi ciò che da anni non si vede nel Sud del paese: una visione comune, concreta, orgogliosamente meridionalista, che superi l’endemica incapacità e volontà di organizzarsi in maniera strutturata ma anche le manie di protagonismo e di potere dei singoli a favore di quel “Sud” che sa fare la differenza con le sue eccellenze, quelle che restano a Sud e quelle che esso esporta nel mondo, tanto vituperato, offeso e disconosciuto, eppure invidiato e miseramente copiato nei suoi prodotti migliori, senza che l’indegna classe dirigente attuale muova un dito o sia in grado di difendere, valorizzare e capitalizzare le proprie ricchezze.

Questo è iSud, un’impresa fortemente sociale e con una prevalente componente di strumenti digitali per dare opportunità ai giovani, eticamente radicata nell’identità de ‘i Sud del mondo’, nata a Melfi nel gennaio di quest’anno per volontà di imprenditori meridionali dal background professionale a metà tra energie rinnovabili e innovazione sociale e tecnologica, con una forte impronta internazionale, spinti dall’amore per la propria terra afflitta da mali endogeni ed esogeni, ma desiderosa di riscatto; imprenditori che hanno deciso di lanciare questa startup per sfruttare le nuove tecnologie al fine di realizzare azioni a favore della cultura, della tradizione e dell’economia meridionale creando un nuovo modello di ‘socially-oriented business innovation’.

E la concretezza di tale progetto trova fondatezza in  una serie di attività sul web :

  • e-market per le produzioni autoctone del sud realizzando un sistema diretto di acquisto senza lungaggini e intermediari;
  • social network, un luogo di incontro per un proficuo scambio di idee, progetti, iniziative per costruire degli ecosistemi personali di relazioni sociali e non solo (online da Maggio 2014);
  • sistema multi-store per e-commerce che permetta a chiunque di commercializzare propri prodotti (o per conto di terzi)  e servizi all’interno di uno spazio sociale;
  • sistema per il censimento del patrimonio culturale e paesaggistico mediterraneo;
  • sistema di denuncia per le inefficienze della PA;
  • creazione di eventi per il rilancio del turismo e delle tradizioni produttive locali attraverso, in primis, il recupero degli antichi borghi, con un parallelo progetto di formazione di giovani meridionali alla summer school della Società Internazionale di Biourbanistica a Luglio 2014. Sono previste, a riguardo, delle borse di studio iSud (le candidature si raccoglieranno sul sito www.i-sud.it) ;
  • partecipazione a progetti internazionali di ricerca socio-economica e a bandi europei per l’innovazione sociale e tecnologica specialmente nei settori trasporti, energia, ricerca avanzata.

In quest’ottica, sono stati già chiusi diversi accordi con:

  • ISB (Società Internazionale di Biourbanistica) per la realizzazione di un programma di azione comune a favore del rilancio degli antichi borghi e la creazione di lavoro col recupero del patrimonio locale;
  • Gruppo Sidera per il rilancio della logistica meridionale specie, soprattutto quella via mare e nella direzione dei mercati orientali;
  • EBPC, un’azienda Cinese di import e sostegno alle PMI per l’apertura di sbocchi verso il mercato cinese alle produzioni tipiche e altri prodotti anche ad alto contenuto tecnologico di origine meridionale, con ufficio di rappresentanza e area di stoccaggio e showroom delle produzioni nella zona franca di Shanghai;
  • Gruppo Sigma per progetti di rafforzamento dell’autosufficienza energetica per le unità produttive e per le comunità locali.

Questi come altri accordi in via di definizione per la ricerca applicata e la creazione di nuove imprese si pongono l’obiettivo di tenere qui i cervelli, evitandone la fuga e l’espatrio.

iSud nasce dalla volontà di riscatto di un popolo e di una terra, il desiderio di recuperare la dignità e l’orgoglio di essere semplicemente e meravigliosamente se stessi, parte di un’Europa a cui è necessario oltre che possibile dare un proficuo e specifico apporto, lo stesso apporto dato per 3000 anni, come fonte di conoscenza e progresso morale, culturale e scientifico. Un progresso ineluttabile, venuto scemando col crescere del potere finanziario e industriale eurocentrico. Una piattaforma metodologica e tecnologica come si presenta essere i-sud.it potrebbe far da volano a questa visione del futuro dei giovani del mediterraneo. i-sud.it – sottolineano i fondatori – rappresenta un’iniziativa imprenditoriale che si aprirà nel breve (a partire dal 2016) all’azionariato popolare attraverso un’azione di equity crowdfunding, perché la rete delle persone è la grande e vera forza di questa terra e, se molti non lo capiscono ancora, il Sud è la maggiore risorsa del paese che senza di esso non sarebbe nato per mancanza di capacità finanziaria e produttiva forte proprio nel Sud della penisola, almeno fino all’avvio, nel 1861 di un piano di depauperamento più che di costituzione di una nazione (http://www.treccani.it/enciclopedia/meridionalismo_(Il-Contributo-italiano-alla-storia-del-Pensiero:-Economia)/ ; http://it.wikipedia.org/wiki/Studi_sulla_situazione_economica_dell’Italia_al_momento_dell’Unit%C3%A0_nazionale cfr in particolare le pubblicazioni – qui scaricabili – di Daniele_ Malanima e gli studi Bankitalia).


Ti potrebbe interessare anche: