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Europeana 1914-1918 project: si vis pacem, memento bellum

Europeana 1914-1918 project: si vis pacem, memento bellum
5 minuti di lettura

È pure una bella illusione quella degli anniversari per cui quantunque quel giorno non abbia niente più che fare col passato che qualunque altro, noi diciamo, come oggi accadde il tal fatto, come oggi ebbi la tal contentezza, fui tanto sconsolato etc. e ci par veramente che quelle tali cose che son morte per sempre nè possono più tornare, tuttavia rivivano e sieno presenti come in ombra, cosa che ci consola infinitamente allontanandoci l’idea della distruzione e annullamento che tanto ci ripugna e illudendoci sulla presenza di quelle cose che vorremmo presenti effettivamente o di cui pur ci piace di ricordarci con qualche speciale circostanza.

Giacomo Leopardi, Zibaldone

Quest’anno ricorre il centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale. Europeana ha così avviato un progetto ambizioso: costruire un archivio digitale delle memorie del conflitto.

Siete in possesso di foto, lettere, cartoline o altri oggetti che risalgono agli anni 1914-1918 e sono legati alla Prima Guerra Mondiale? Avete un aneddoto o una storia da raccontare su coloro che ne furono coinvolti o vi parteciparono? Vi invitiamo ad aggiungerla alla raccolta di storie online così che tutti possano conoscerla.

Questo l’invito alla raccolta diffuso fra i cittadini dell’Unione Europea, poiché questo è un progetto collaborativo: i contenuti dunque saranno generati dagli utenti stessi.
Tutti possiamo: digitalizzare e poi inviare i materiali al sito di riferimento  e partecipare in prima persona ai “collection days” programmati in varie città europee dove un team d’esperti digitalizzerà in seduta stante le testimonianze recapitate (immagini, racconti e altro).

A questo progetto hanno contribuito alcune tra le principali biblioteche nazionali del continente. L’Italia per esempio, oltre alle raccolte tra i cittadini, ha messo a disposizione il suo archivio digitale “1914-18 documenti e immagini della grande guerra”, al quale  hanno contribuito tra gli altri  l’ICCU, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, il Museo del Risorgimento e l’Istituto Luce, l’Ufficio Storico della Marina Militare e il Museo Storico della Guardia di Finanza.

Sul portale Europeana 1914-1918 si possono usare differenti filtri per la navigazione dei contenuti:
– per tipi (lettere, diari, fotografie, filmati, documenti ufficiali, cartoline)
– per argomenti (ricordi, propaganda, prigionieri di guerra, vita di trincea, guerra aerea, guerra navale, donne)
– per fronti (italiano, occidentale, orientale, società civile in guerra).

La ricerca è possibile non solo tra le fonti europee, ma anche tra le fonti neozelandesi, americane e australiane.

Una giornata da utente di “Europeana 1914-1918”

Poiché l’invito in homepage è “Scopri. Impara. Ricerca. Usa. Condividi” ho provato per un pomeriggio a navigare il portale, spinta solo da curiosità. Così mi sono ritrovata a sfogliare il Diario della mia vita militare di Augusto Moricci, all’inizio attirata soprattutto dalla sua calligrafia.
Il diario è stato digitalizzato dalla pronipote, Alessia Moricci: queste sono le prime pagine trascritte del diario di guerra del mio bisnonno Augusto, che descrive la drammaticità della vita di trincea e fu testimone dell’incidente in cui rimase ferito Benito Mussolini.

Augusto Moricci era un falegname ed ebanista romano, chiamato al fronte nel 1915 con l’11° Bersaglieri in data 6 Novembre, giorno del suo compleanno (sua annotazione), e presentatosi alle armi in data 8 Novembre, giorno del compleanno di suo figlio Danilo (sua annotazione ancora più malinconica della precedente).
Una notte di febbraio dell’anno successivo, un ordine improvviso: ‘
si parte (è vero? non è vero?) non si esce, si parte domani, questa notte. si va a dormire, ce chi non si spoglia. Dalla mattina alla sera in rango nel cortile, per una settimana, i nostri nervi sono tesi finalmente il 28 a notte (di febbraio) si parte (per dove? Non si sa!)’ Tra parentesi quelle domande che ho immaginato echeggiassero di continuo nella sua mente mentre indossava la divisa grigio verde di fretta, mentre provava ad addormentarsi.
Sempre nello stesso anno, qualche mese dopo, il soldato Moricci stava per montare la guardia: iniziano le cannonate, si rifugia subito in una piccola galleria. ‘Ci rimango solo un altro colpo più vicino, non esplode, mi vedo la morte vicino, se tirano due metri più a destra viene proprio dentro la piccola galleria, altro colpo, buttano giù circa due metri di trincea, l’istinto di conservazione mi fa uscire per fuggire, ma penso subito sono di sentinella, non posso muovermi per fortuna me la sono cavata con una gran paura, che ricorderò fino a che campo’.

Vi ho riferito cosa ho scoperto, imparato, ricercato, usato e condiviso poi con voi, da utente semplicemente curiosa. Il potenziale a livello di ricerca è chiaramente altissimo.
Si può ricostruire la storia del conflitto in diversi modi: attraverso dei dati come quelli sul conteggio delle vittime, attraverso documenti ufficiali, attraverso video e fotografie.
Fonte di uguale valore è il diario di Augusto Moricci: l’implementazione di contenuti da parte degli utenti consente inaudite possibilità ai fini dello sviluppo di quella corrente storiografica che è stata definita nouvelle historie, una storia costruita attraverso gli eventi piuttosto che attraverso le strutture.

Questo è solo un esempio di come progetti basati sulla condivisione e sull’uso dell’intelligenza collettiva possono costruire un ponte verso il passato, alimentando nuove forme di ricerca e di narrazione storica.
Riprendendo le parole di Leopardi citate all’inizio “ci par veramente che quelle tali cose che son morte per sempre nè possono più tornare, tuttavia rivivano e sieno presenti come in ombra”. Come la vita in trincea di Augusto Moricci e di tutti i soldati, su qualsiasi fronte.

Europeana Eagle Project è un ponte digitale verso il mondo antico, Europeana 1914-1918 verso un passato più recente, ma in entrambi i casi leggo in simili iniziative un alto potenziale di aggregazione per i cittadini europei che ricostruiscono insieme le proprie memorie. L’Unione Europea non è solo un fatto economico.
Le Goff, esponente della nouvelle historie recentemente scomparso, presentando il suo saggio “Il cielo sceso in terra: le radici medioevali dell’Europa”, scriveva:  “L’Europa oggi è ancora da fare e addirittura da pensare. Il passato propone, ma non dispone, il presente è determinato tanto dal caso e dal libero arbitrio quanto dall’eredità del passato”.
Si discute ancora molto su quali siano le radici dell’Europa, non sono io capace di dare un contributo decisivo a questo dibattito, ma intuisco che progetti come questi possano farlo.

Foto del profilo di Paola Liliana Buttiglione
Maturata classica, laureata in archeologia, appassionata di latino e greco. Alla ricerca di nuove strategie per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale mi sono avvicinata alla comunità open data, di cui ho sposato la filosofia della condivisione e dell'uso dell'intelligenza collettiva.

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