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Elezioni europee: ecco l’agenda digitale dei nostri partiti

Elezioni europee: ecco l’agenda digitale dei nostri partiti
3 minuti di lettura

Abbiamo detto più volte che l’agenda digitale non è digitalizzazione dell’esistente (quindi non è dematerializzazione o carta d’identità elettronica) quanto digitalizzazione della cultura generale del cittadino. Ora che ci avviciniamo alle Elezioni Europee di domenica 25 maggio e che, per qualcuno, il voto avrà un valore politico con possibili risvolti anche sul futuro dell’Italia, vediamo cosa propongono i nostri partiti a livello di digitale.

Ci accorgeremo che, purtroppo, nessuno da molto peso all’agenda digitale e anche negli accenni a chi lo fa, non c’è mai una governance precisa e soprattutto le priorità sono altre.

Il programma del Partito Democratico

Partiamo dal Partito Democratico di Matteo Renzi, che si è occupato in prima persona di webtax e poi ha affidato la delega per l’Agenda Digitale a Marianna Madia, non designando quindi nessun sottosegretario al Digitale perché, secondo il premier, è più che sufficiente la strada tracciata da Francesco Caio all’epoca del Governo Letta (e quindi i tre must anagrafe unica, identità digitale e fatturazione elettronica PA).

L’Agenda Digitale è trattata nel punto 8 del programma PD. Gli obiettivi dichiarati sono:

  • revisione del copyright in Europa;
  • neutralità della rete;
  • sostegno alle startup
  • completamento del mercato unico digitale;
  • accelerazione sulla banda larga;
  • promozione di strumenti europei che favoriscano lo sviluppo del commercio online e di una forte tutela dei consumatori grazie a informazioni più facilmente comparabili e maggiori diritti al momento di cambiare fornitore o contratto.

Nel programma inoltre si sostiene che la creazione di un mercato unico digitale potrebbe generare 260 miliardi di euro supplementari, ovvero più del PIL della Danimarca stimato nel 2014 e che anche per questo la rete deve continuare ad essere uno spazio di libertà e creatività, pur non dimenticando che c’è bisogno anche di una normativa comunitaria efficace in materia di protezione dei dati personali dei cittadini e di accesso all’informazione.

Il programma di Forza Italia

Al centro del programma di Forza Italia troviamo il welfare, soprattutto per le classi deboli, e una posizione critica e in sottile equilibrio tra il PPE e i movimenti anti-euro. L’Agenda Digitale è completamente assente.

Il programma del Movimento 5 Stelle

Tra i sette punti del programma del M5S non si parla specificatamente di innovazione e digitale. Si punta forte su referendum per la permanenza nella moneta unica e abolizione del fiscal compact, mentre sugli sgravi fiscali e gli investimenti oltre il 3% del rapporto debito-PIL le proposte sono identiche a quelle del PSE.

L’Agenda Digitale è dunque più che altro tra le righe dei principi da sempre espressi dal Movimento: la scelta dell’innovazione invece dello scambio merci su strada, la circolazione delle informazioni invece che dei prodotti, l’investimento su nuove risorse rinnovabili invece che su carburanti fossili e produzioni di vecchio stampo.

Il resto dell’Agenda Digitale

Merita un accenno la L’Altra Europa con Tsipras che tratta l’argomento diritti digitali. Addirittura 11, i punti specificamente dedicati ai temi dei diritti nell’epoca di Internet: dalla partecipazione alla trasparenza, per finire alla privacy, al diritto d’autore e anche al problema della sorveglianza di massa, sul quale la lista che appoggia il leader greco assume la posizione prevedibilmente più dura rifiutando l’accordo safe-harbour con gli Stati Uniti.

Come si vota per le europee

La scheda per le elezioni europee avrà colori differenti a seconda della circoscrizione nella quale si vota: grigio per l’Italia nord-occidentale, marrone per quella nord-orientale, rosso per l’Italia centrale, arancione in quella meridionale e rosa nelle isole.

L’elettore (tutti dai 18 anni in su) esprime il voto tracciando un segno sul simbolo della lista prescelta e può manifestare, in ogni circoscrizione, fino a un massimo di tre preferenze, ma nel caso in cui vengano espresse tre preferenze per candidati dello stesso genere sessuale, la terza sarà annullata.

I voti di preferenza si esprimono scrivendo nelle apposite righe tracciate nel rettangolo a fianco del simbolo il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti, compresi nella lista medesima. Gli scrutini inizieranno subito dopo le 23 e termineranno soltanto quando saranno conclusi.

Un fac-simile della scheda elettorale per le europee. A fianco del simbolo è possibile scrivere fino a un massimo di tre preferenze, ma non di soli candidati dello stesso genere sessuale. Alcune liste hanno già indicato pubblicamente il candidato a presidente della Commissione, ma non si può indicare nella scheda. Il compito toccherà ai deputati dell'Europarlamento.

 

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