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Se l’agenda digitale non e’ prevista nel contratto

Se l’agenda digitale non e’ prevista nel contratto
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Alla nomina, anzi alla delega, di @mariannamadia alle questioni dell’agenda digitale non ha fatto seguito nulla – neppure un comunicato stampa, una presa di coscienza, un auspicio, una frase di circostanza – semplicemente perché l’agenda digitale non è prevista nel contratto del Governo Renzi.

Del resto la realtà è che l’agenda digitale continua ad essere qualcosa di non ben definito, una sorta di branca a se stante che possono capire solo i cervelloni o gli esperti di e-government e i malati di tecnologia.

O meglio, questo è quello che i nostri dirigenti fanno passare alla collettività, la quale si mette il cuore in pace camminando per strada alla ricerca di un wifi pubblico che non c’è (o magari c’è, ma questa non è agenda digitale è un’altra cosa…), di un libro digitale che i nostri figli non possono avere (sei matto?!), di una sequenza di termini troppo difficiliopen data (qui abbiamo delle linee guida by Renzi e Madia), cloud computing, e-participation e via ancora – che è meglio non aprire perché chissà quali segreti custodiscono e quali formule matematiche sottintendono.

Così facendo ci facciamo del male da soli, non abbiamo capito nulla di quel che dovrebbe essere l’agenda digitale e soprattutto l’Europa ci continua a guardar male perché invece che andare avanti noi siamo dei gamberi storici.

Tutto questo non è mica colpa di Marianna Madia, sia chiaro. Forse non è colpa neanche di Francesco Caio, l’ex Mister Agenda Digitale che pur non entusiasmando aveva, però, individuato tre must da seguire. Anche qui si poteva fare meglio, ma partire da identità digitale (non intesa come carta d’identità elettronica però altrimenti smettiamo subito…), fatturazione elettronica PA (dal 1° gennaio 2015 obbligatoria per tutti) e anagrafe unica era già qualcosa.

Non che non lo si farà, ma come? E ancora, a parte le ottime iniziative sulle competenze digitali e il gruppo parlamentare che tratta delle cose del digitale, dov’è la strategia di Governo? Perché siamo passati dal possibile Ministro dell’Agenda Digitale al possibile sottosegretario con delega al Ministro per la PA delegato?

Quello che maggiormente preoccupa è il continuo cambio di indirizzo strategico rispetto a scelte obbligate ed il  consueto avvicendamento ai vertici di un’organizzazione che avrebbe, viceversa, necessità di stabilità e impiego di adeguate risorse.

Letta e Caio, nel loro piccolo, almeno avevano iniziato a tracciare una strada – quella della consapevolezza e cultura digitale – che teoricamente il ‘digital’ Renzi pareva potesse seguire. Ora invece si ritorna indietro. Si torna al punto di partenza: l’agenda digitale non sarà una riforma dello Stato – lo dissero proprio Enrico Letta e Francesco Caio – ma l’espressione di una digitalizzazione dell’esistente che non serve a nulla.

Sarà ancora, da decenni e per decenni a venire, l’informatizzazione della pubblica amministrazione, il risparmio della carta più tutta una serie di altri argomenti che non sono innovativi. Sono passati, obsoleti, morti.

L’occasione è ancora persa. Fateci almeno una favore. Non venite a dirci che mancano le risorse, che serve la governance, che ci sono altre priorità, che il divario tra il Nord e Sud impedisce lo sviluppo e altre amenità simili.

Sarebbe bastato sfogliare lo scoreboard della Commissione europea sullo stato di attuazione dell’agenda digitale, per rendersi conto che la più parte dei parametri sulla base dei quali il nostro Paese viene giudicato preistorico in termini di digitalizzazione non hanno nulla a che vedere con le responsabilità del dicastero della Pubblica Amministrazione.

Sviluppo economico, scuola, università e ricerca, sanità, infrastrutture e naturalmente economia sono l’agenda digitale europea che poi se vogliamo tratta anche di e-government e annessi, ma solo in via secondaria. Noi no. Noi siamo ancora lì, fermi alla dematerializzazione pensando che mettere sul sito dell’Agid linee guida a nastro (e a caso) serva a qualcosa di concreto. Allucinante? No, inevitabile se non ti interessa.

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