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Dopo l’e-book il Q-Book: parole e immagini aiutano l’apprendimento

Dopo l’e-book il Q-Book: parole e immagini aiutano l’apprendimento
2 minuti di lettura

Dopo l’e-book, arriva il Q-Book. Il problema però è duplice: da un lato l’e-book non ha ancora attecchito completamente in Italia, dall’altro servono, per completare in maniera strategica certe invenzioni tecnologicamente utili solo se c’è uno sbocco operativo, un’alfabetizzazione digitale e quindi una cultura digitale che in Italia non abbiamo, perlomeno non ancora.

Ma cos’è, esattamente, questo Q-Book? Si tratta di un sistema di lettura più evoluto dell’e-Book e destinato a fornire grandi funzionalità, soprattutto per studenti e insegnanti. Lo ha ideato una studentessa sudcoreana dell’Università di Trento, Hyeong Kyeong Hwang.

Secondo le statistiche, circa 5 milioni di utenti hanno fatto uso di e-Book nel 2013, questo significa che il prodotto accoglie molti consensi. Eppure il nuovo sistema Q-Book ha potenzialità ancora maggiori ed è destinato a rivoluzionare i precedenti E- Book. In primis, potrebbe aiutare i bambini a studiare meglio. Come? Con l’apprendimento più immediato e intuitivo.

La peculiarità del Q-Book risiede infatti nell’offerta di immagini, video, links, domande, interrelazioni che mettano l’utente nella condizione di potersi creare un percorso autonomo e personalizzato nello studio, come nella lettura. Alla base vi è la possibilità di ampliare ciò che si sta leggendo, andando ad attingere anche ad altre fonti, per creare percorsi multimediali di approfondimento.

Q-Book si fonda di fatto sulla teoria cognitiva per cui il cervello umano rappresenta le informazioni combinando parole e immagini: se impariamo qualcosa di nuovo unendo a ciò che leggiamo anche immagini e video, sarà molto più facile ricordarlo.

Inoltre, impariamo meglio quando riusciamo a collegare le nuove informazioni a quello che già sappiamo. Q-book non si limita a mostrare contenuti multimediali, ma incoraggia chi legge a scegliere in prima persona i video e le immagini che considera più utili, interessanti e adatti a sé tra quelli proposti automaticamente.

Si sente spesso dire che gli e-book sono una grande opportunità perché consentono di affiancare contenuti multimediali al testo, ma finora questi dipendevano interamente dall’autore – ha detto l’ideatrice – Con Q-book ho voluto offrire la possibilità agli studenti di scegliere i contenuti che preferivano e di metterli a disposizione dei compagni, per personalizzare l’app rendimento e renderlo più facile“.

Attualmente il Q- Book è in fase di sperimentazione in un liceo di Trento, il Q- Book permette inoltre di mettere in relazione i compagni tra loro, per condividere idee, dubbi, appunti e porsi reciproche domande. Il prototipo si colloca nel progetto eSchooling, un insieme di modelli e piattaforme orientati a permettere la gestione e l’aggregazione flessibile di contenuti multimediali dinamici e la loro fruizione collaborativa e social per realizzare percorsi di apprendimento efficaci e personalizzati, in collaborazione della Provincia autonoma di Trento, Telecom Italia, Edizioni Centro Studi Erickson, Forteam Studio e Memetic per sviluppare modelli evoluti di didattica digitale.

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