Processore a 64 bit: cosa ne e’ stato?

Scritto da:     Tags:  , , , ,     Data di inserimento:  9 maggio, 2014  |  Nessun commento
9 maggio, 2014
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Qualche mese fa (era settembre del 2013), Apple ha presentato il processore a 64 bit, incorporato nell’iPhone 5. Fiumi di parole e valanghe di commenti sono seguiti all’annuncio dell’azienda, e tutti o quasi si sono raccolti attorno all’opinione di un dirigente di Qualcomm, secondo il quale si sarebbe trattato soltanto di un’abile mossa di marketing.

Nessuno ha badato a un fatto: il dirigente che aveva sminuito la mossa di Apple, dopo qualche settimana è stato trasferito a nuovo incarico. E ci sono forti sospetti che non si sia voluto premiarlo…

La realtà in Qualcomm era infatti leggermente diversa: panico. E soltanto nel mese di aprile di quest’anno sono stati annunciati due processori 64 bit per Android, prodotti proprio da Qualcomm: gli Snapdragon.

Sempre ad aprile di quest’anno, l’azienda TSMC, una delle maggiori produttrici di processori, ha affermato quello che alcuni, pochi in realtà, avevano previsto. Vale a dire: dopo l’annuncio a sorpresa di Apple, il resto dell’industria mobile, presa in contropiede, si è affrettata a passare ai 64 bit. Sarà anche questo marketing? Forse, però i critici sono rimasti insolitamente silenziosi.

Di sicuro non si è trattato di una passeggiata per il produttore di Taiwan. TSMC (probabilmente incaricata di produrre il processore A8 a 20 nanometri, che equipaggerà l’iPhone 6), ha dovuto mettere in campo un team di 4600 ingegneri dislocati in due fabbriche, oltre a un paio di migliaia di altre figure professionali.

In fondo era marketing anche l’interfaccia grafica del Macintosh nel 1984. Si è visto che cosa ha rappresentato poi. Anzi: lo vediamo ogni volta che accendiamo il nostro computer. Se questo è appunto il marketing, ben venga.

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