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Social media: le vie della comunicazione sono infinite

Social media: le vie della comunicazione sono infinite
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Ci sono alcuni aspetti legati alla simpatica vicenda di Paola Bacchiddu che dovrebbero farci riflettere sull’efficacia dei social media in ambito politico e, più in particolare, in ambito elettorale.

Per chi non conoscesse la vicenda, Paola Bicchiuddu è la portavoce della lista Tsipras che, con questo messaggio ha accompagnato una sua foto su Facebook: ‘Ciao. È iniziata la campagna elettorale e io uso qualunque mezzo.Votate L’altra Europa con Tsipras‘.

Abbiamo imparato tutti l’insegnamento principe che suona ormai da anni come mantra nel mondo del social media, ovvero:  ‘Content is King!‘ che, tradotto in modo esageratamente semplicistico, sta a significare più o meno: ‘è inutile che ti sbatti a spammare come un mandrillo, tanto è il contenuto che conta e che alla fine fa la differenza‘!

L’altro aspetto che ci ha accompagnato in questi anni di comprensione delle dinamiche del web sociale è il concetto di viralità. Qui ci vorrebbe più spazio, più tempo per dissertare, anche perchè la viralità … fa dei giri assurdi e poi ritorna … (parafrasando un famoso ritornello).

Ma la viralità è difficile eleggerla a strategia anche perchè nelle varie definizioni viene accompagnata dalla caratteristica che la contraddistingue di più, ovvero l’originalità che, permettetemi di dire, tutto può essere tranne qualcosa di predefinito e/o di emulabile. Caratteristica, quella dell’originalità, che dipende più dal giudizio del destinatario che dalla capacità del proponente.

Certo, puoi sbatterti notti intere nelle ricerca dell’originalità ma spesso questa tua percezione non viene ripagata dai destinatari e il perchè sfugge ancora persino ai guru del marketing.

La viralità, comunque spesso non è altro che l’obiettivo ultimo di engagement, e in questo caso specifico, credo ma non ne sono sicuro, sia stato anche l’obiettivo di Paola visto che la lista Tsipras poco riusciva a bucare nel mondo della comunicazione tradizionale e pure in quello della comunicazione sociale.

Dopo una settimana, però, l’effetto buzz (passa parola) ha determinato l’attenzione anche del mainstream, ovvero di quel settore della comunicazione a cui tutti i politici nostrani ambiscono.

Un bell’articolo di Ilvo Diamanti su Repubblica conferma come la televisione sia il luogo deputato (almeno in Italia) a raccogliere il consenso e dunque a riempire le urne: ‘… Dunque: la televisione, nonostante tutto. Impossibile farne a meno, se si ha l’ambizione di “vincere”, o almeno di “esistere”, alle elezioni. Perché le scelte degli elettori si definiscono proprio lì. E perché, soprattutto lì, si risolve l’incertezza. Maturano le decisioni degli indecisi. Che sono ancora molti …’

Che questa sia stata la strategia di Paola Bacchiddu ovviamente non è facile da intuire ma l’effetto prodotto è sicuramente interessante e utile a stilare una piccola bullet list a mo di lezioncina da apprendere:

  • Il contenuto sarà anche king ma se ci aggiungi un po’ di appeal (sexiness) è meglio.
  • Quando posti in un social network ricordati che l’immagine che accompagna il post vale più di ogni parola.
  • Tanti follower non si traduce magicamente in urne piene.
  • Il brand e il nome che lo accompagna è fondamentale. Tsipras è incomprensibile e impronunciabile (a prescindere da ogni valutazione sul contenuto politico e sulla persona).
  • In politica non vale il ‘social first’, purtroppo, ma il ‘mainstream first’ … o per lo meno in Italia è così!
  • Una volta bucato il mainstream con la viralità è necessario tornare sul contenuto e, soprattutto, riportare l’interesse dei destinatari sul contenuto

Detto questo, la discussione è aperta e il paradigma in continuo divenire. Schiere di spin doctor, di social media strategist e di improvvisati curatori di campagne elettorali social vi diranno che nel 2014 si può vincere un elezione politica con un #hashtag. Io mi siedo con i pop corn in mano in attesa dei risultati finali.

Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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