Gli Open Data punto chiave della Riforma PA di Renzi e Madia

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5 maggio, 2014
renzi_madia

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Open Data, stavolta la parola è usata bene. La Pubblica Amministrazione italiana deve digitalizzarsi in un’ottica diversa per far si che il Paese migliori. La nostra analisi prende spunto da quanto è arrivato, nelle case dei dipendenti pubblici, direttamente da Matteo Renzi e Marianna Madia.

La lettera spedita dal Presidente del Consiglio e dal Ministro per la PA e la Semplificazione a margine del CDM sulle linee guida della Riforma PA all’interno del Decreto Salva Roma (leggi il testo finale), per certi versi, è sorprendente.

Forse per la prima volta si mette all’interno di una roadmap per la PA l’aspetto tecnologico. In questo caso, si tratta degli Open Data che rappresentano da sempre qualcosa di difficilmente comprensibile per i profani e che, invece, il Governo vorrebbe sfruttare per ottenere un sistema pubblico più efficiente partendo proprio dai servizi e dall’importanza dei dati che in tutte le pubbliche amministrazioni albergano.

Le nostre linee guida sono tre“, si legge nella lettera. Vediamole:

  1. Il cambiamento comincia dalle persone. Abbiamo bisogno di innovazioni strutturali: programmazione strategica dei fabbisogni; ricambio generazionale, maggiore mobilità, mercato del lavoro della dirigenza, misurazione reale dei risultati, conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, asili nido nelle amministrazioni.
  2. Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell’Amministrazione. Non possiamo più permetterci nuovi tagli orizzontali, senza avere chiari obiettivi di riorganizzazione. Ma dobbiamo cancellare i doppioni, abolendo enti che non servono più e che sono stati pensati più per dare una poltrona agli amici degli amici che per reali esigenze dei cittadini. O che sono semplicemente non più efficienti come nel passato.
  3. Gli Open Data come strumento di trasparenza. Semplificazione e digitalizzazione dei servizi. Possiamo utilizzare le nuove tecnologie per rendere pubblici e comprensibili i dati di spesa e di processo di tutte le amministrazioni centrali e territoriali, ma anche semplificare la vita del cittadini: mai più code per i certificati, mai più file per pagare una multa, mai più moduli diversi per le diverse amministrazioni.

I punti specifici degli Open Data come strumento di trasparenza

  • introduzione del Pin del cittadino: dobbiamo garantire a tutti l’accesso a qualsiasi servizio pubblico attraverso un’unica identità digitale
  • trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche: il sistema Siope diventa “open data”
  • unificazione e standardizzazione della modulistica in materia di edilizia ed ambiente
  • concreta attuazione del sistema della fatturazione elettronica per tutte le amministrazioni
  • unificazione e interoperabilità delle banche dati (es. società partecipate)
  • dematerializzazione dei documenti amministrativi e loro pubblicazione in formato aperto
  • accelerazione della riforma fiscale e delle relative misure di semplificazione
  • obbligo di trasparenza da parte dei sindacati: ogni spesa online

IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA AI DIPENDENTI PUBBLICI

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