Agenda digitale Umbria: istituito il primo datacenter unico. Finanziamenti a scuole su #Opendata e #Opengov, riordino ICT e identita’ digitale

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2 maggio, 2014
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Molte novità sul fronte dell’Agenda digitale dell’Umbria. E’ stata infatti approvata dalla Giunta Regionale della Regione Umbria, con Deliberazione n. 323 del 29 aprile 2014, la nuova legge: “Norme in materia di sviluppo della società dell’informazione e riordino della filiera ICT (Information and Communication Technology) regionale“.

Con l’approvazione della nuova legge (la cui pubblicazione al BUR è prevista nei prossimi giorni e che si aggiunge alla recente l.r. n.31/2013 sulle infrastrutture di telecomunicazione) viene a essere completato il quadro normativo relativo alle forme di coordinamento e pianificazione su scala regionale, nonchè per la razionalizzazione delle strutture organizzative necessarie alla concreta attuazione del Piano digitale regionale triennale (PDRT) 2013-2015, già adottato con DGR n.1555 del 23/12/2013, Piano che con la nuova legge si estenderà per arrivare alla gestione di un vero portafoglio di programmi e progetti ICT nell’intera Amministrazione regionale “allargata”(Giunta, Agenzie, ASL/AO, partecipate ecc).

La legge è uno dei frutti dell’attuazione dei principi dell’Open gov, con un percorso collaborativo chiamato #umbriadigitale, aperto sia ai contributi via internet sia con un confronto più strutturato con tutti gli stakeholder regionali (nella forma stabile voluta dalla Presidente Marini chiamata “Tavolo dell’Alleanza”). Tutte le fasi del percorso #umbriadigitale sono consultabili sul sito tematico dell’Agenda digitale della Regione.

Proprio perchè la legge non nasce all’inizio del percorso, ma a metà dello stesso, alla legge si affiancano già 5 programmi trasversali finanziati, alcuni già in fase avanzata di realizzazione ed altri in progettazione. La legge va ad affermare principi importanti per la programmazione regionale negli anni a venire (non solo rispetto ai fondi 2014-2020), a rimuovere alcuni ostacoli per rispondere alle esigenze emerse dal percorso partecipato, a facilitare l’attuazione dei programmi pensati per l’attuazione dell’agenda umbra. E’ disponibile online anche l’avanzamento dei progetti del Piano digitale.

I principi affermati dalla nuova norma sono tanti, anche se gran parte del testo è stato necessariamente occupato dai dettagli della complessa riorganizzazione del sistema dei soggetti in house: da n.6 organismi/società in house ICT esistenti prima, si passa ora ad 1 sola società partecipata direttamente dalla Regione, la nuova società consortile “Umbria Digitale” dedicata alla infrastrutturazione digitale per tutta la PA umbria (anche EELL oltre a Giunta, Agenzie, ASL/AO). Il riordino, oltre a garantire un risparmio economico notevole (solo di compensi agli amministratori si pensi che Umbria digitale permetterà di risparmiare circa 240 euro all’anno, passando da molti consiglieri di amministrazione ad un amministratore unico), permetterà anche di avere un centro servizi infrastrutturali per tutto il sistema pubblico umbro. Ad Umbria Digitale si affianca la nuova società consortile “Umbria Salute” di cui saranno socie le sole aziende sanitarie, per erogare servizi rivolti alla salute e quale “Centrale regionale di acquisto per la sanità” (CRAS), per dare un importante contributo alla razionalizzazione della spesa sanitaria per forniture e servizi. Con i due nuovi consorzi, si eviteranno sovrapposizioni di competenze e si avranno importanti economie di scala e di scopo su scala regionale. Inoltre, Umbria Digitale assume un ruolo strategico di riferimento per la banda ultra larga, il datacenter unitario e per la sicurezza dell’informazione.

Razionalizzazione e risparmio ma soprattutto innovazione: viene istituito, per la prima volta a livello di legge, un Data center regionale unitario (DCRU). È previsto dalla norma un Piano di razionalizzazione dell’infrastruttura digitale dell’Umbria per il collegamento in larga banda degli enti e per la migrazione di tutti i server della PA (entro 18 mesi dovrà essere completato il consolidamento nel data center regionale unitario di tutti i server di Regione, Agenzie, ASL/AO – gli EELL potranno aderire nella loro autonomia) . La Regione Umbria ha già investito 1,5milioni€ per il programma “#consolidamento” per potenziare il datacenter che così rispetta, già oggi, i più elevanti standard internazionali (TIA942 Tier III) con una completa virtualizzazione e sistemi pronti per il cloud computing.

Un principio importante affermato dalla legge è la necessità di una vera integrazione dei processi tra gli enti, e con Umbria Digitale, per avere un “Sistema informativo regionale dell’Umbria” inteso come forma di coordinamento tra gli uffici ICT e di integrazione tra i sistemi informativi di tutti gli enti dell’Umbria – la regione ha stanziato 1,5milioni€ per due programmi dedicati al ridisegno dei processi e dei servizi della PA (con un programma per l’Amm.ne regionale allargata, chiamato “#regionedigitale”, ed uno per gli EELL chiamato “#comunidigitali ed incentrato in particolar modo sul SUAPE – Sportello Unico per le Attività Produttive e l’Edilizia).

Viene inoltre dato impulso al Sistema regionale di identità digitale (FED) per avere una password unica per tutti i servizi degli enti umbri, messo espressamente in connessione al nuovo SPID nazionale. Il connesso programma “#piattaforme” prevede un investimento di 0,5 milioni di euro.

Altro elemento estremamente innovativo è che viene creato un “Centro di competenza sull’Openness” per lo sviluppo dell’Open source, il riuso degli Open data e la crescita dell’Open gov in tutta l’Amministrazione regionale allargata, nelle Scuole e nell’Università, con l’istituzione di un fondo che ogni anno finanzia iniziative di EELL e scuole sui temi anzidetti, in collaborazione con le associazioni e il partenariato economico-sociale, questo andando a modificare la Legge regionale n.11/2006 (ovvero la prima legge italiana sul pluralismo informatico, che già prevedeva un centro di competenza tra i cui frutti principali c’è il progetto LibreUmbria che ha avuto importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali, oltre a aver dato fondi a scuole e enti locali per diversi anni per progetti di riuso di hardware e Open source con il FLOSS). La legge pone queste azioni come importante elemento per la crescita delle competenze digitali, oltre a prevedere che la regione promuova anche l’e-leadership (competenze a livello manageriale).

Sempre sul tema Open Data viene stabilito per legge l’obbligo di redarre entro 180 giorni un piano di catalogazione dei dati da parte di ognuno degli enti dell’Amministrazione regionale allargata (compreso il supporto agli enti locali che vorranno aderire nella loro autonomia) e poi la pianificazione del loro processo di “liberazione” dei dati, con dataset che saranno da pubblicare nel repertorio regionale unitario del portale www.dati.umbria.it (già online in fase beta con pochi dataset) secondo uniformi linee guida regionali. Per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e per la diffusione/riuso dei dati aperti (sia pubblici che di pubblica utilità) è già previsto un apposito programma “#opendata“ finanziato con circa 1 milione di euro cui in sinergia con le iniziative progettuali private del partenariato economico-sociale.

La strategia complessiva dell’Agenda digitale dell’Umbria si collega strettamente anche con la Strategia di specializzazione intelligente (RIS3) per la “crescita digitale” (documento attualmente nella fase finale di partecipazione pubblica) e prevede anche l’attuazione di molti altri progetti legati ad esempio alla Salute digitale, al Paesaggio, al Turismo, alla Cultura, ecc

Il sistema delle regioni e le Agende digitali regionali, con questo altro importante passo in avanti della Regione dell’Umbria, continuano a porsi come punto di riferimento fondamentale per il cambiamento digitale nel nostro paese, visto anche lo stallo in cui si è trovata negli ultimi tempi quella nazionale.

Giovanni Gentili/Francesca Sensini

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