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Turchia digitale: i guanti che danno voce ai sordi

Turchia digitale: i guanti che danno voce ai sordi
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La Turchia Digitale segna un altro punto e crea i guanti in grado di interpretare il linguaggio dei segni e di trasformarlo in voce. Il progetto, opera di due dottorandi di ricerca dell’Istitituto di Alta Tecnologia di Izmir (Izmir Yüksek Teknoloji Enstitüsü), Elif Saygi Bavunoğlu e suo marito Harun Bavunoğlu, è stato scelto come finalista al New Ideas New Business, organizzato da ODTÜ (Orta Doğu Teknoloji Üniversitesi, Università della Tecnologia del Medio Oriente), considerato tra i più importanti concorsi in impresa basata sulla tecnologia.

Il prototipo è stato realizzato all’interno di un progetto di start-up, denominato Turtel  e nato proprio all’interno del  dello IYTE. Si basa su dataglove (guanti digitali), dotati di sensori di movimento, e un algoritmo di intelligenza artificiale che, rileva i movimenti della mano, riconosce il segno e lo traduce in parola attraverso un sistema di sintesi vocale. In questo modo, ha spiegato Elif Saygi Bavunoğlu, “una persona con problemi dell’udito, avrà la possibilità di esprimersi anche verbalmente oltre che con i segni”.

I due ricercatori hanno presentato la richiesta di finanziamento del progetto “Talking Hands” al TÜBİTAK, Il Consiglio della Turchia per la ricerca scientifica e tecnologica, ed attualmente è in fase di valutazione. Qualora ottenessero il finanziamento, Elif Sayigi e Harun sperano di lanciare la produzione entro un mese per realizzare inizialmente i guanti in grado di rilevare i movimenti. Nella fase successiva, dopo 10 medi circa, intendono dotare i guanti di un sistema in grado di riconoscere il linguaggio dei segni Turco e di convertirlo in suono.

Nella fase prototipale, i guanti riescono a convertire in parola 15 segni mentre ci si apsetta che alla fine riescano a tradurre le 2.000 parole presenti nel dizionario dei segni Turco. La volontà è comunque di estendere le potenzialità, offrendo la possibilità di caricare anche altre altre lingue tra cui, ovviamente, l’Inglese. Basandosi su un sistema di Intelligenza artificiale, i guanti potranno essere istruiti per apprendere nuovi segni ed associarli a nuove parole.

Questo strumento appartenente alle wearable technologies (tecnologie indossabili) trova diverse applicazioni. Se i due ricercatori puntano a fornirli all’Istituto di Sicurezza Sociale (SGK), il loro prodotto, opportunamente adattato, potrebbe trovare applicazioni in altri settori come la difesa, intrattenimento, pubblicità, cinema e potrebbe essere usato come interfaccia per la comunicazione uomo-macchina.

In Turchia le persone registrate con problemi all’udito è di circa 198.000 ma si stima che il numero complessivo superi i 500.000.  Non è un caso che “Talking Hands” nasca ad Izmir. Infatti la città è da molti anni impegnata sul fronte della salute e del miglioramento della qualità della vita, con attenzione crescente alle persone portatrici di handicap.

Originariamente pubblicato su Il Nuovo Levantino

Foto del profilo di Simone Favaro
Da oltre 10 anni collabora con imprese, personaggi pubblici e associazioni nella gestione della propria immagine. In rete sin dai primi anni 90, ha contribuito alla creazione del Medialab presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Trieste ed è stato autore di articoli su comunicazione e nuovi media per Punto Informatico. E’ stato co-fondatore dell’Associazione Italiana per lo Sviluppo di Scienze della Comunicazione (2000), prima associazione nazionale specificatamente dedicata al corso di Laurea, co-organizzatore dei Meeting Nazionali di Scienze della Comunicazione (2000-2003), promotore di VenetoIN, Business Network degli utenti LinledIN del Veneto (2008). Attualmente scrive per SNID magazine, rivista del master in Social Network Influence Design del Politecnico di Milano e tiene corsi e seminari su social media e comunicazione presso università pubbliche e private in Turchia.

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