Ecco l’identita’ digitale di Matteo Renzi

Scritto da:     Tags:  , , , , , ,     Data di inserimento:  30 aprile, 2014  |  Nessun commento
30 aprile, 2014
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L’idea è semplice: fornire a tutti

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i cittadini un’identita’ digitale che consenta loro di evitare le code agli sportelli della pubblica amministrazione. Francesco Caio ha preparato la strada, @matteorenzi a modo suo, ieri sera a “Porta a Porta” dove il Premier ha parlato delle tante nuove misure del suo Governo, non ultima la Riforma PA.

Vediamo nel dettaglio l’identita’ digitale di Matteo Renzi: tutti avranno “un pin per l’accesso alla PA” in modo da non dover “mai più fare code per un certificato e non pagare più in un certo modo la bolletta“. Ancora una volta una delle idee di base è quella di rendere la PA più accessibile e semplice, trasparente e a portata di tutti.

La domanda adesso è: servirà? L’idea di fornire un pin identificativo per tutti i cittadini ci sta, ma la digitalizzazione dell’esistente cambia poco se non supportata da un sistema di riferimento che si basi su una vera cultura digitale. In parole povere: il non fare code allo sportello per pagare la bolletta è l’obiettivo minimo, quello giusto sarebbe la sburocratizzazione totale dei servizi pubblici. Il singolo servizio, in se, viene informatizzato già da anni…

In ogni caso, prendiamo quello che c’è e vediamo come evolve questa idea dell’identita’ digitale che si inserisce in un più vasto pacchetto di riforme della PAa evidente matrice brunettiana‘. Si parla infatti ancora di fannulloni.

La riforma, ha spiegato Renzi (specificando che per ora verrà solo presentato il progetto, rimandando a un secondo momento il decreto legge), avrà l’obiettivo di “beccare i fannulloni e farli smettere, e valorizzare i tanti non fannulloni dando un premio a chi non è fannullone incentivando gli scatti di carriera e magari lo stipendio. Servono dirigenti che facciano i dirigenti, non è possibile che il premio di produzione aumenti con l’indennità e a prescindere dai risultati e dalla situazione del Paese“.

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