Gmail e Skype a rischio: la Russia stringe Internet

Scritto da:     Tags:  , , , , ,     Data di inserimento:  27 aprile, 2014  |  Nessun commento
27 aprile, 2014
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Anche alla Russia inizia a non piacere la totale libertà di Internet: GmailSkype e altri servizi di posta elettronica e messaggeria rischiano infatti di essere bloccati, se rifiutano di conservare i dati dei loro utenti in server all’interno del territorio della Federazione.

Spieghiamo meglio la situazione: Putin ha dato il suo placet al pacchetto di leggi anti-terrorismo messo a punto dopo gli attentati di Volgograd di dicembre e approvato ieri in via definitiva alla Duma. Tra le altre cose, il documento equipara, di fatto, i blogger con almeno 3.000 utenti giornalieri ai mass media, inserendoli in un registro speciale.

Uno scenario che può spiegare il senso delle dure parole di Pavel Durov, creatore del social network russo Vkontakte, obbligato ad abbandonare il sito: “La Russia al momento è incompatibile con Internet“.

Di fatto, quindi, le compagnie straniere come Google (Gmail) e Microsoft (Skype) sono tenute ad avere server nel Paese come Yandex e Mail.ru. Ma secondo Konstantin Trapaidze, esperto di diritto aziendale, contattato dal sito Lenta.ru, ”le società straniere di servizi internet non ricadono sotto la giurisdizione russa, pertanto su di loro le autorità federali non hanno reali strumenti giuridici di influenza. Se Google o Microsoft rifiutano di installare server in Russia, Mosca non può fare nulla per obbligarle, l’unico modo è bloccare l’accesso ai loro servizi su tutto il territorio. La legge e’ un altro passo verso il rafforzamento del controllo statale su internet in Russia e avrà un impatto negativo sullo sviluppo del settore nel Paese.

La nuova normativa ha sollevato forti critiche da parte della Rete e degli attivisti per diritti umani, che vedono in Internet l’unico spazio di espressione ancora libero. Il testo, tra le altre cose, obbliga i blogger a registrarsi presso un albo apposito, a verificare l’attendibilità delle informazioni diffuse, a evitare pubblicazioni di carattere estremista e a non violare la privacy dei cittadini.

Le pene prevedono multe fino a 30.000 rubli (600 euro) e fino a 300.000 rubli (6.000 euro) per persone giuridiche. Per i recidivi la multa arriva a 50.000 rubli e a 500.000 (o sospensione dell’attività sino a 30 giorni).

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