Sanita' digitale, si passera' dal DEF ai fatti? Il punto
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Sanita’ digitale, si passera’ dal DEF ai fatti? Il punto

Scritto da:     Tags:  , , , , , ,     Data di inserimento:  15 aprile, 2014  |  Nessun commento
15 aprile, 2014
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La sanita’ digitale è una cosa seria, o meglio lo sarebbe se iniziassimo a capire quanti risparmi e quanti miglioramenti nella vita del cittadino potrebbe portare. Il problema è che non sempre abbiamo amministratori e/o Ministri completamente sintonizzati sull’argomento che, anche per la sanita’ digitale, ripercorre le vicissitudini di “mamma” agenda digitale.

Fin quando si parla di digitale si sbaglierà sempre: la realtà è che bisogna parlare di piano industriale vasto, perché quello a cui mirerebbe un’agenda digitale fatta come si deve è l’innalzamento del PIL, la crescita economica, l’aumento di posti di lavoro, il risparmio di risorse re-investibili altrove.

Sanita’ digitale e DEF

Tutto quello che sappiamo di recente sull’agenda digitale è che il tema della sostenibilità del servizio sanitario universale ha avuto una posizione centrale nell’ambito degli “Stati Generali della Salute“, la kermesse di due giorni voluta dal Ministro Beatrice Lorenzin che ha riunito tutti gli stakeholder al massimo livello di rappresentanza.

Nel recente e gettonatissimo DEF, Documento di Economia e Finanza varato dal Presidente del Consiglio Renzi e dal sottosegretario Delrio, si parla di tagli alla sanità anche se, sottolinea il commissario Cottarelli, non ci saranno tagli lineari ma solo interventi sugli sprechi.

Magari, aggiungiamo noi. Cosa dovremmo fare per migliorare la nostra sanita’ digitale? Partiamo da quello che abbiamo: Il DEF appena varato dal Governo punta sulla sanita’ online per incrementare l’efficienza e la sostenibilità del sistema sanitario nazionale.

In particolare, il documento evidenzia tra i suoi obiettivi l’impulso all’informatizzazione dei processi di assistenza sanitaria, lo sviluppo e la diffusione della sanità elettronica in modo che la sanita’ digitale divenga parte integrante del sistema sanitario nazionale.

Telemedicina e ricette elettroniche

Per il 2014, è prevista, quindi, l’estensione a tutto il territorio nazionale delle attività di dematerializzazione delle ricette mediche cartacee, avviata già in alcune Regioni. Un’innovazione che consentirà, si legge nel Documento, il potenziamento dei controlli delle prescrizioni mediche.

Le linee di indirizzo nazionali sulla telemedicina sono state adottate a febbraio, d’intesa con la Conferenza stato-Regioni mentre è in fase di definizione la procedura che disciplina il Fascicolo Sanitario Elettronico, che dovrebbe essere istituito entro la fine di quest’anno.

Secondo le stime del Governo, il peso della spesa sanitaria in rapporto al PIL dovrebbe scendere dal 7% del 2014 al 6.8% nel 2018. Risparmi per circa un miliardo di euro dovrebbero arrivare dall’accordo con le Regioni nuovo Patto per la salute, ma – ha assicurato la Lorenzin - non ci saranno tagli lineari che andranno a ripercuotersi sui servizi offerti ai cittadini. Ci si concentrerà, piuttosto, sugli elementi di spreco e sul taglio delle spese che eccedono significativamente i costi standard.

Conclusioni e auspici

Quindi ricapitoliamo le sfide della sanita’ digitale post agenda: razionalizzazione della spesa, consolidamento e miglioramento dei servizi, trasformazione della professione di medico di medicina generale e maggior consapevolezza sulle modalità di fruizione dei servizi.

Servirebbe un cambiamento radicale, un’innovazione di processo della sanita’ digitale che vada aldilà delle singole eccellenze regionali (che ci sono, eccome se ci sono): ridisegnando completamente il servizio sanitario a partire dai paletti di riferimento ossia ospedali, medici, servizi locali. Ricordiamoci, giusto per completezza di informazione, che attualmente l’Italia è 11esima nella classifica della spesa IT per abitante relativa alla sanità pubblica e privata; spendiamo 19 euro all’anno, contro una media europea di 33.

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