L’anno delle competenze digitali

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  14 aprile, 2014  |  Nessun commento
14 aprile, 2014
barcamp_agenda_digitale

Visite: 1261

Nasce il Programma Nazionale per la Cultura, la Formazione e le Competenze Digitali. Un programma ambizioso, multistakeholder, che colma una grave lacuna dell’Agenda Digitale italiana. E che ha bisogno di un chiaro e continuo committment politico

Il tema delle competenze digitali finalmente può diventare centrale nell’attenzione politica nazionale. Nell’ultima settimana due episodi ci consentono di guardare con realistica ambizione al futuro:

  • il 10 aprile è stata presentata la versione preliminare delle Linee Guida-Indicazioni Strategiche e Operative del Programma Nazionale per la Cultura, la Formazione e le Competenze Digitali. Una versione che è adesso in consultazione pubblica fino al 12 maggio. È la prima volta che si avvia un’iniziativa di questa portata sul tema delle competenze digitali;
  • l’11 aprile si è svolto il primo Barcamp della Camera dei Deputati, il cui tema è stato l’agenda digitale e che ha avuto l’obiettivo di raccogliere dai partecipanti idee, progetti, proposte, contributi finalizzati al miglioramento della posizione dell’Italia in rapporto agli indicatori dell’agenda digitale europea. Un Barcamp aperto a chiunque aveva proposte da presentare. Ebbene, circa la metà dei contributi presentati era relativa al tema delle competenze digitali, contributi basati su esperienze in corso, sul fronte della scuola, dell’alfabetizzazione digitale degli adulti, dell’inclusione digitale.

Le due iniziative, diverse per impostazione, natura, ambito si sono rivelate subito strettamente connesse, grazie al principio ispiratore che le connota, semplice e rivoluzionario allo stesso tempo: la crescita e lo sviluppo della comunità-Paese concepiti come processo che necessariamente si basa sul fare rete rispetto alle esperienze e alle eccellenze che sono già nel nostro Paese ma che in gran parte rimangono episodiche, progettuali, locali.

Da un lato, con il Barcamp della Camera, l’esigenza della politica di aprirsi all’interlocuzione ricca e appassionata di chi oggi sul territorio fa innovazione e (nello specifico) sviluppo delle competenze e dall’altra, con il Programma Nazionale, l’esigenza di dare forma coordinata all’insieme delle iniziative e di “farsi piattaforma” di coordinamento e knowledge management.

Ed è la stessa rete, che connette le iniziative e allo stesso tempo punta a demolire il concetto di autosufficienza e monadismo, lo sguardo monodirezionale e la prevalenza della competizione sulla collaborazione, della chiusura sull’”openness”. Oggi vince chi “si apre” e l’apertura è il fondamento comune del processo di cambiamento che si è avviato.

Non è un caso che il Programma Nazionale faccia del coinvolgimento ampio e multistakeholder l’elemento chiave per il successo dell’iniziativa, con la consapevolezza che il tema dello sviluppo delle competenze digitali è del tutto pervasivo non solo perché abbraccia tutta la popolazione, ma perché lo fa in tutte le fasi del ciclo di vita, dall’infanzia all’adolescenza all’adultità, dalla scuola al lavoro e alla pensione, e con un’elevata capillarità su tutto il territorio. Un Programma che per sua natura è corale e per ciò stesso richiede diversificazione e coordinamento, collaborazione e condivisione di strategie e obiettivi.

Nei mesi che sono trascorsi dal suo avvio ad oggi, con un percorso differenziato rispetto alle aree di intervento individuate (competenze per la cittadinanza digitale e inclusione digitale, competenze specialistiche ICT, competenze per tutti i lavoratori e di e-leadership, competenze digitali per la PA) , i gruppi di lavoro hanno proceduto attraverso diversi workshop sulle buone pratiche, facendo sì che coloro che presentavano le proprie esperienze diventassero subito parte attiva e integrante dell’iniziativa nazionale. In questo percorso si innesta la consultazione pubblica, appena avviata, che si articola su tre livelli:

  • il primo, online, focalizzato sui testi delle Linee Guida, per recepire integrazioni specifiche rispetto alla definizione delle linee di intervento, e che si chiuderà il 12 maggio, per consentire il consolidamento della prima versione e la sua presentazione in occasione di ForumPA, e che vedrà in parallelo lo svolgersi di un Contest delle buone pratiche;
  • il secondo, online, che si svilupperà da fine maggio a luglio, focalizzato su contributi e idee per la definizione delle azioni del Piano Coordinato delle Iniziative, che è il prossimo risultato del Programma (previsto per fine ottobre);
  • il terzo, in presenza, e che si intreccerà con le consultazioni online, con un confronto diffuso in incontri ed eventi sul territorio (come ad esempio quelli promossi da Stati Generali dell’Innovazione e AICA).

E l’attenzione al coinvolgimento è testimoniata anche dal fatto che il sito web che accoglie questa consultazione è “il sito web delle consultazioni pubbliche” (fino ad adesso ciascuna amministrazione agiva in totale autonomia), tale dal 10 aprile. Un risultato importante per le politiche di Open Government e un primo passo verso un coordinamento delle iniziative di consultazione.

Il Programma Nazionale per la cultura e le competenze digitali rappresenta una delle iniziative strategiche per il futuro del nostro Paese, per innescare il circolo virtuoso tra la domanda di servizi, di partecipazione, l’offerta da parte delle organizzazioni pubbliche e private e lo sviluppo di professionalità innovative e adeguate per la rivoluzione digitale (coscienti che le competenze non sono mai definitivamente “acquisite” e che è necessario strutturare un sistema a rete capillare, in cui mentor e facilitatori del digitale diventano ruoli fondamentali).

Non c’è alternativa: cultura e competenze digitali devono acquisire rapidamente centralità nelle politiche di crescita e benessere sociale del Paese, con un chiaro e costante committment politico.

Lascia un commento


Ti potrebbe interessare anche: