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Competenze Digitali, l’accordo c’e’. Ora usiamole bene!

Competenze Digitali, l’accordo c’e’. Ora usiamole bene!
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L’accordo sulle competenze digitali c’è, adesso andranno sviluppate per vedere se possono creare lavoro, miglioramento della qualità della vita del cittadino, possibilità nuove. E’ quanto, ovviamente, auspicano i protagonisti dell’accordo ossia l’Agenzia per l’Italia Digitale ed Assinform.

L’Accordo quadro firmato si chiama “Le competenze digitali per lo sviluppo del Paese” ed è stato siglato insieme ad Assintel, Assinter, Cna Ict e Unimatica Confapi in occasione della presentazione delle “Linee Guida – Indicazioni strategiche e operative del Programma nazionale per la cultura, la formazione e le competenze digitali”, a cui hanno partecipato rappresentanti delle pubbliche amministrazioni nazionali e locali, consentirà l’individuazione degli skill professionali più adeguati all’evoluzione dell’Information Technology, alla migliore definizione e attuazione dei programmi di divulgazione, nonché alla formazione e all’aggiornamento per le pubbliche amministrazioni, per la scuola e per le imprese.

Il tema dell’alfabetizzazione informatica e delle competenze digitali è cruciale per il nostro Paese, sia per lo sviluppo dell’occupazione che per la crescita dell’economia. Il varo di questo programma nazionale è un passaggio fondamentale per sostenere l’attuazione dell’Agenda Digitale e Assinform è fortemente impegnata per determinare il suo pieno successo – ha detto il vice presidente di Assinform con delega all’education Agostino Santoni, che ha siglato l’accordo con il presidente dell’AgID Agostino Ragosa -. L’Italia deve fare un salto di qualità nel campo dell’innovazione. La formazione digitale a tutti i livelli è una precondizione per raggiungere gli obiettivi di ripresa economica e di crescita“.

I numeri, da questo punto di vista, parlano chiaro: in Europa la professionalità digitale e attualmente risultano disponibili 449 mila posizioni nel 2014 e si prevede che nel 2020 saranno tra 730 mila e 1,35 milioni (fonte: Empirica 2013). Bisogna quindi partire dalle competenze digitali e dai professionisti che sanno come usarle.

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