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Fatturazione elettronica PA: tutte le istruzioni in una circolare

Fatturazione elettronica PA: tutte le istruzioni in una circolare
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E’ stato per anni un tormentone assoluto del nostro egovernment, e per mesi uno dei tre must dell’ex Mister Agenda Digitale Francesco Caio: la fatturazione elettronica obbligatoria per la PA ora è al centro del mirino perché il Dipartimento delle Finanze del MEF e il Dipartimento della Funzione Pubblica della PCM, in accordo con AgID e le altre amministrazioni responsabili del progetto “Fatturazione elettronica”, il 31 marzo 2014 hanno emanato la Circolare interpretativa nella quale vengono forniti chiarimenti e indicazioni necessari per il corretto avvio del regime di fatturazione elettronica nei confronti della pubblica amministrazione.

Bene, ricapitoliamo. Dal prossimo 6 giugno, scatta l’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate dalle imprese nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni. Attenzione alle date: l’obbligo, in particolare, si applica nei confronti di Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e di assistenza sociale; per tutte le altre amministrazioni centrali e per le amministrazioni locali l’obbligo di fatturazione elettronica scatta, invece, dal 6 giugno 2015.

Il che, evidentemente, qualche dubbio lo lascia visto che le amministrazioni locali, in Italia, sono la stragrande maggioranza del pubblico. Considerazioni a parte, la sopracitata circolare fornisce chiarimenti in merito alle varie perplessità espresse sia dai fornitori che dalle pubbliche amministrazioni stesse.

Primo: da dove passano tutte le fatture? Obbligatoriamente dal sistema di interscambio istituito dal Ministero dell’Economia e da esso gestito attraverso le proprie strutture societarie e che le PA destinatarie di fatture elettroniche dovranno inserire l’anagrafica dei propri uffici deputati alla ricezione delle fatture nell’indice delle Pubbliche amministrazioni (Ipa) che, a sua volta, provvederà ad assegnare un codice univoco a ciascuno dei propri uffici, nonché a renderlo pubblico sul proprio sito (indicepa.gov.it).

Lo stesso codice dovrà, poi, essere inserito obbligatoriamente in tutte le fatture, pena il non riconoscimento da parte del sistema di interscambio. Le PA dovranno indicare il codice entro massimo tre mesi dalla data in cui scatterà l’obbligo di fatturazione elettronica.

Ultimo passaggio, per provare che la fattura è stata emessa e che è stata ricevuta dalla pubblica amministrazione competente, sarà sufficiente il rilascio, da parte del sistema di interscambio, della ricevuta di consegna.

SCARICA LA CIRCOLARE

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