Apps & Mobile / in evidenza / Marketing

Whatsapp tra record e collasso: i motivi del crash

Whatsapp tra record e collasso: i motivi del crash
2 minuti di lettura

Whatsapp ormai è diventato ‘totale’. Lo utilizziamo per tutto, probabilmente è la prima app che usiamo al mattino e l’ultima la sera prima di andare a dormire. C’è che vorrebbe scalzarla dal tetto della messaggistica, ma non c’è n’è: ci hanno provato con la privacy, adesso col secondo #Whatsappdown di circa 1 ora dalle 14 alle 15 di mercoledì pomeriggio, ma non ci riescono.

Come spesso accade, per i campioni di ogni campo parlano i numeri e quelli di Whatsapp sono egemonici: nella giornata di martedì 1 aprile (ma non era un Pesce…) sono stati gestiti 64 miliardi di messaggi inviati. Lo ha annunciato l’azienda su Twitter proprio alcuni minuti prima del secondo down, visto che il primo era avvenuto lo scorso 22 febbraio subito dopo l’acquisizione da parte di Facebook per la cifra record di 19 miliardi di dollari.

Storia di un dominio

450 milioni di utenti attivi mensilmente, 320 milioni di utenti giornalmente e nuove iscrizioni per un milione nel giro di 24 ore. Di ieri la notizia che sono stati oltre 64 miliardi i messaggi scambiati in un solo giorno sulla piattaforma, cifra che di fatto scalza la precedente che era di circa 50 miliardi (il numero elevato e da capogiro si deve alla diffusione di e al crescere di chat multi gruppo che è possibile gestire con l’app).

Whatsapp nel giro di un anno ha raddoppiato i suoi numeri (nel 2013 gestiva ogni giorno ventisette miliardi di messaggi) e, in questo senso, non sembra che le alternative Whatsapp che proliferano, Telegram in primis, per ora possano minimamente scalfirne la leadership.

Il paradosso del Whatsappdown

Il servizio di messaggistica istantanea, infatti, si è tecnicamente impallato per oltre un’ora, bloccando la ricezione e l’invio di messaggi. Al momento sono ancora ignoti i motivi dell’interruzione, anche se probabilmente, come e’ accaduto già a febbraio, la causa del blackout potrebbe risiedere – anzi, è pressoché certo – in un sovraccarico del sistema per il traffico intenso.

Del resto qualsiasi sito internet, ogni tanto, va in crash se le visite sono eccezionali: non è un caso che i due crash siano avvenuti proprio in concomitanza di annunci potenzialmente massivi per l’utilizzo di un’app che di certo non ha bisogno di pubblicità. Il paradosso, per Whatsapp, è che è meglio non parlarne troppo online per evitare dei down…

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>