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H-Camp: intervista al team della startup FOOID

H-Camp: intervista al team della startup FOOID
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Oggi incontriamo il team di FOOID, altra startup della scuderia H-camp, formato Marco Cremaschi (CEO), Valeria Gennari (smm e ux), Nicola Zarrilli (De.v App.) e Daniele Lamastra (Dev. Web.)

Come vi siete conosciuti e cosa è il vostro progetto?

Arriviamo tutti dalla Bicocca di Milano, perché il progetto in realtà nasce con un finanziamento della Regione Lombardia del 2010, a cui abbiamo tutti partecipato ed una volta finito il progetto universitario, abbiamo creato uno spin off che è poi diventato la startup FOOID.

Cos’è FOOID?

Nasce per semplificare la comprensione delle etichette nutrizionali degli alimenti, che ad oggi nonostante le varie leggi non sono quasi mai a norma. Quindi ci siamo allacciati a queste norme non messe in pertica per superare il problema in maniera digitale.

Praticamente?

E’ un applicazione che permette di scansionare il codice a barre del prodotto e a questo punto genera tutta una serie di informazioni e di Alert in relazione al profilo dell’utente, consigliandoli così il prodotto più consono a se stesso, sia per quanto riguarda intolleranze, stili alimentari e diete particolari.

Al Camp se non sbaglio c’è un altra iniziativa simile, come vi differenziate?

La nostra idea è arrivare ad un sistema che rappresenti semanticamente il profilo utente ed il prodotto, è quindi in base a questa premessa che il sistema darà i suoi consigli in maniera proattiva. L’app di Tommaso si basa invece sulle conoscenze chimiche, quindi opererà su un diverso target ma soprattutto su una diversa User Experience. non nascondo che comunque alla sera si discute parecchio.

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Come siete arrivati in Farm?

Marco ci racconta di essere venuto in contatto con Farm grazie ad un applicazione a cui lavorava precedentemente, quindi chiacchierando con gli analist qui all’interno, ha pensato bene di inviare il suo progetto che ora segue la trafila del Camp. Quindi ci siamo tutti trasferiti qui per continuare il nostro percorso.

In cosa consiste ora questo percorso?

Ora stiamo continuando lo sviluppo in modo da poter arrivare ad un prototipo, devi considerare che l’Università è ancora u partner scientifico del progetto, quindi una volta sviluppato il prototipo, troveremo all’interno dell’ateneo le competenze necessarie a farlo diventare un prodotto.

Come vi siete trovati qui in Farm?

E’ sicuramente un esperienza importante soprattutto per chi come me (Valeria) è fresco di laurea, (20 gg). Trovarmi qui come prima esperienza temo posa viziarmi un pochettino rispetto alle aspettative del mondo del lavoro tradizionale, calcetto, foresteria, serra…difficile trovarli tutti i giorni, ma forse possono diventare anche un incentivo per mirare più in alto.

Foto del profilo di Ferdinando Acerbi
C.E.O. e Founder, 47 anni, atleta professionista con la passione per il mare, nel 2004 subisce un incidente subacqueo, causa di una aprassia midollare, gravissima lesione spinale che lo paralizza dalla vita in giù e che la medicina tradizionale non è in grado di curare. Trascorsi alcuni anni dedicati ad una intensa riabilitazione, Ferdinando torna a camminare grazie ad un semplice ausilio. Inguaribile “visionario” entra con H-enable nel Seed Village di H-FARM, il Venture Incubator trevigiano che opera a livello internazionale in ambito Web, Digital e New Media, proponendosi di porgere un bastone digitale a chiunque voglia approfittarne.

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