#SOD14, l'energia della societa' civile per gli open data - Pionero
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#SOD14, l’energia della societa’ civile per gli open data

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  1 aprile, 2014  |  Nessun commento
1 aprile, 2014
#SOD14

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L’amico Alberto Cottica mi ha proposto di elucubrare su open data e società civile durante la prima giornata di #SOD14, il secondo raduno di Spaghetti Open Data che si è tenuto a Bologna il 28, 29 e 30 marzo scorsi. La compagnia era stimolante e l’ambientazione ottima.

Innanzitutto devo fare i complimenti a tutti i volontari di SOD e agli amici della Regione Emilia-Romagna che hanno dato tanta enfasi al progetto Europeo Homer e al prossimo Hack4Med. Si respirava un’aria davvero  elettrizzante, piena di passione e di energia positiva.

aula_#SOD14

Ma torniamo al tema. Come al solito non sono stato tenero su questo argomento e continuerò a non esserlo perché credo che la società civile italiana (termine vago che raccoglie movimenti, associazioni, ONG, fondazioni, lobby, e chi ne ha più ne metta) abbia bisogno di trovare una sintesi, un’identità e soprattutto un riconoscimento formale per poter negoziare alla pari con altri soggetti sui temi del digitale, e non solo.

In particolare su Open Data e dintorni ho citato la frase di Luca Corsato che un giorno twittò: “in Italia ci son più associazioni che dataset”.
Sintomatico ma vero.

Solo alcuni mesi fa eravamo sempre qui a Bologna durante l’Opendataday e si discuteva di un ipotetico “Istituto Italiano per l’Open Data” mentre, in altre occasioni, si è profilata persino l’ipotesi di consorziare le tante (troppe) associazioni che promuovono il paradigma e aiutano a renderlo utile per cittadini e imprese.

Spesso chi gravita attorno al sistema Open Data e ai suoi satelliti minori, viene affascinato dalle grandi ONG o Fondazioni anglosassoni e americane Okfn-The Open Knowledge Foundation, Sunlight Foundation, FOIAnet e moltissime altre) che riescono a sedersi a un tavolo con i governi e negoziare alla pari di altri soggetti lobbistici come Confindustria o i sindacati dei lavoratori.

Queste siedono a tavoli importanti e negoziano sia policy che fondi. Più o meno come avviene nei nostri Tavoli di Partenariato, dove la società civile è del tutto assente, mentre i rappresentanti delle categorie siedono comodi e portano avanti i loro interessi.

È il mestiere all’italiana degli STAKEHOLDERS, bellezza!

Detto questo, la comunità di Spaghetti Open Data ha un grande vantaggio che è dato dalla diversità dei soggetti che la compongono e la animano e che porta come valori principali multidisciplinarietà e competenze. Forse è l’unico luogo del mondo associativo dove ho incontrato una quasi maggioranza di dipendenti pubblici appassionati e volenterosi. In altre associazioni questi ultimi vengono quasi schifati da un grande pregiudizio di appartenenza.

Ora deve trovare solo il modo di farsi conoscere come portatrice di interessi. Sempre che sia questo il ruolo che si prefigge per scalare verso l’alto e diventare strategica.

Nei prossimi giorni proverò anche a dissertare su un’altra grande questione, ovvero l’Open Data by default visto in relazione al lock-in tecnologico e non tanto all’aspetto giuridico che avvolge questa opportunità.

Stay tuned

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