City Sensing, fra monitoraggio, governo e conoscenza

Scritto da:     Tags:  , , ,     Data di inserimento:  20 marzo, 2014  |  Nessun commento
20 marzo, 2014
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Se osserviamo le ultime trasformazioni avvenute nelle nostre città ci rendiamo conto che probabilmente in qualche momento della storia abbiamo perso la capacità di controllare i processi evolutivi dei sistemi urbani e dell’ambiente.
Abbiamo certamente raggiunto importanti traguardi sul versante tecnologico ma molti soggetti, soprattutto le istituzioni, non hanno saputo cogliere l’opportunità di sviluppare una conoscenza evoluta di dinamiche e fenomeni divenuti sempre più complessi e difficili da interpretare. Società e mercato invece, molto più dinamici, hanno in gran parte recepito le istanze dell’innovazione e sviluppato efficacemente soluzioni e approcci anche a problematiche di competenza istituzionale.
Gli elementi principali dell’innovazione ICT nella conoscenza del territorio, i sensori e la rete Internet, ci permettono oggi di sviluppare un nuovo modello di conoscenza basato sull’acquisizione distribuita di informazioni sfruttando la nuova condizione di “pervasività” che caratterizza questi nuovi strumenti. Nuove fonti informative si vanno quindi ad aggiungere ai “giacimenti” di informazioni già consolidati creando un quadro dettagliato e aggiornabile in tempo reale, dinamico e accessibile, risorsa irrinunciabile per una corretta pianificazione del futuro di una città.
Mentre il nuovo modello di rappresentazione della città è digitale, tridimensionale, multi-risoluzione e in real time - lo chiameremo City Model –  il nuovo paradigma del monitoraggio è diffuso, pervasivo, collaborativo e condiviso, è il City Sensing.
City Model e City Sensing si conferiscono reciprocamente senso ed efficacia, sostenendo l’interazione pluri-attoriale e i processi di governance del territorio. (dal blog di Giovanni Borga)

Potremmo parlare a lungo di smart city partendo dalle tecnologie abilitanti, oppure dai dati (vera infrastruttura di una città intelligente), o ancora di conoscenza collettiva, sociale, aperta e condivisa, o ancora di governance, di regole, di opportunità e, perché no, di business. Insomma, potremmo parlare di mille cose per declinare un tema così complesso, ma difficilmente riusciremo a definire un modello di riferimento unico.

E forse è impossibile o forse non è nemmeno conveniente parlare di modellazione, perché la tecnologia corre più veloce delle nostre riflessioni e delle nostre reazioni. Eppure è solo analizzando i dati e reagendo con velocità su quello che i dati ci indicano che possiamo migliorare le nostre città. Le decisioni, oggi più che mai, si prendono in base a precisi indicatori risultato di analisi precise, scientifiche che sensori meccanici e umani ci restituiscono sotto forma di dati.

I dati restituiscono modelli temporanei, diversi e allo stesso tempo unici, sui quali bisogna reagire per tempo con decisioni adeguate.

Il Iibro di Giovanni Borga sul city sensing Giovanni Borga, socio fondatore di UniSky e Ph.D IUAV, ha appena pubblicato “City Sensing – Approcci, metodi e tecnologie innovative per la Città Intelligente”, un testo che approfondisce il valore e il potere derivato dall’acquisizione di dati in funzione della pianificazione urbana e della qualità della vita.

Gli abbiamo rivolto alcune domande più specifiche per capire meglio il paradigma e l’utilità del City Sensing -> City Model.

Giovanni, provi a spiegarci meglio cos’e’ il City Sensing?

City Sensing è innanzitutto il frutto di un percorso di circa 5-6 anni tra ricerca e business, tra formazione e professione, dove spesso i confini tra insegnare una cosa, progettarla e realizzarla si indeboliscono a volte fino a sparire.

City Sensing è sia analisi di casi studio ed esperienze, sia proposta metodologico-operativa sull’impiego di strumenti e soluzioni orientate al governo della città; l’approccio di City Sensing si basa sostanzialmente sull’impiego delle risorse tecnologiche più efficaci per costruire un’adeguata base di conoscenza senza la quale risulta impossibile comprendere molte delle dinamiche e dei fenomeni che caratterizzano i contesti urbani contemporanei.

City Sensing è però in primis un paradigma di conoscenza fondato sul rilevamento immersivo e pervasivo, ovvero sulle tecniche di acquisizione di dati capillari e distribuite applicate da un lato con l’ausilio di sensoristica miniaturizzata in rete, dall’altro con l’utilizzo di strumenti di crowdsourcing su base geografica. Operare con questo tipo di informazioni non comporta tanto un lavoro sui formati digitali quanto invece la definizione di nuove metodologie di gestione di flussi di dati in continuo e di correlazione semantica delle informazioni sia tra domini diversi sia tra City Sensing stesso e il cosiddetto City Model, il quadro di conoscenza 3D ad altissima risoluzione che restituisce in dettaglio la morfologia della città.

Cosa vuol trasmettere il City Sensing?

Il primo concetto che City Sensing intende comunicare e sviluppare riguarda la stretta connessione che esiste tra governo e conoscenza. Partendo dal presupposto secondo il quale governare significa operare delle decisioni a cui seguono delle azioni, è evidente come i soggetti titolati a decidere debbano operare sulla base del migliore quadro di conoscenze disponibile. Il quadro di conoscenze a supporto delle decisioni deve essere inoltre quanto più possibile trasparente, comprensibile e condiviso con la comunità e deve accogliere sia le informazioni di base, sia quelle relative alle decisioni stesse, alle azioni conseguentemente sviluppate e agli impatti da queste provocati sule dinamiche della città.

In seconda battuta City Sensing mette in evidenza il legame tra conoscenza e innovazione tecnologica, descrivendo un’ampia rosa di strumenti hardware e software e di metodologie di elaborazione delle informazioni, sfruttando materiali prodotti in contesti diversi, tra formazione universitaria, attività di ricerca e professionali; si tratta in sostanza di report, set di dati, progetti e prototipi che danno conto di fattibilità ed elementi critici che caratterizzano l’applicazione di soluzioni rilevamento diffuso.

Il cerchio si chiude infine nel momento in cui applichiamo la proprietà transitiva ai due concetti sopra espressi, ovvero quando mettiamo in relazione governo e innovazione tecnologica. Questo passaggio evidenzia il rapporto che intercorre tra soggetti di governo e conoscenze tecnologiche, nota dolente che caratterizza il sistema paese, nel quale il trasferimento di competenze tra contesti di ricerca, mercato e istituzioni è un processo di fatto mai iniziato ma che si è sempre manifestato a macchia di leopardo assumendo sempre i caratteri di eccezionalità, quando invece avrebbe dovuto essere un elemento qualificante dei processi decisionali in atto presso le istituzioni.

Infine, cosa ci aspetto scorrendo i capitoli del tuo libro?

City Sensing è costituito di 7 capitoli ma in sostanza le componenti principali dell’opera sono tre: a) lo scenario dell’innovazione tecnologica per la conoscenza della città e del territorio con le caratteristiche del paradigma City Sensing; b) le risorse tecnologiche disponibili per sviluppare soluzioni secondo questo paradigma; e infine c) quattro progetti due dei quali in forma di idea progettuale e due caratterizzati da una fase prototipale avanzata.

La prima parte (capp. 1-3) sviluppa il tema della conoscenza nei processi decisionali, il modello di conoscenza basato sul rilevamento diffuso e pervasivo e offre un’articolata rassegna di esperienze nazionali e internazionali di riferimento. La seconda parte (capp. 4-5) è invece più tecnica e descrive sia strumenti hardware e software, sia alcune tecniche di trattamento e di organizzazione delle informazioni con un’ottica particolare verso la gestione dei flussi di dati in continuo e dei dati prodotti da crowdsourcing. La terza parte riporta in dettaglio due idee di progetto (a cui quindi non è seguita alcuna fase realizzativa ma che di fatto hanno costituito la base per le successive due iniziative) e due progetti con forte impronta prototipale realizzati per la città di Feltre che dal 2009 costituisce laboratorio a cielo aperto per le attività di formazione e ricerca dell’Università Iuav di Venezia e il suo spin-off UniSky.

Struttura del libro

Beniamino Murgante, Prefazione. Smart Cities e City Sensing
Luigi di Prinzio, 
Premessa. Conoscenza, innovazione e governo del territorio

  • Introduzione
  • Conoscenza e innovazione
  • (La conoscenza per il governo del territorio; Il cambiamento in atto sul versante politico culturale; L’innovazione tecnologica e concettuale; Dimensione del tempo reale e dati territorio-ambiente; Il contributo di tecnologie e metodologie innovative nel governo del territorio)
  • City Sensing: un nuovo paradigma per la conoscenza di città, territorio e ambiente
  • (City Sensing e City Modelling: idee per un modello interpretativo integrato; Remote Sensing, Proximal Sensing e City Sensing; Monitoraggio attivo, passivo e data mining; Collaborative Sensing – Participatory Sensing; City Sensing, sensori e attuatori; Il paradigma del low cost; Vecchi dati e nuovi dati)
  • Esperienze nazionali e internazionali di riferimento
  • (Dimensione sociale dell’informazione, istituzioni e governance del territorio; La Rete sensibile: ricerca al SENSEable City Laboratory del MIT di Boston; Sensor Web Enablement: l’Internet dei sensori; Iniziative e progetti per il monitoraggio ambientale di tipo collaborativo; Comprensione dei fenomeni territoriali complessi; Spazio interconnesso e oggetti intelligenti; Dimensione del tempo reale, dimensione multitemporale e telerilevamento; Un quadro di riepilogo sullo stato dell’arte)
  • Strumenti e metodi nelle soluzioni City Sensing
  • (Le tecnologie hardware; Software, protocolli e standard; Soluzioni architetturali; Progettare il City Sensing)
  • Gestione e consultazione di dati da sistemi di monitoraggio diffuso
  • (Gestire flussi di dati; Problematiche relative alla visualizzazione, comunicazione, condivisione di dati da sistemi diffusi; Approcci per l’integrazione di livelli informativi eterogenei; Toolcase per il monitoraggio collaborativo)
  • Idee progettuali, test e applicazioni di City Sensing
  • (Ambiti di applicazione, scenari e approcci; Due idee progettuali; Due prototipi)
  • Riflessioni conclusive
  • (Criticità e prospettive; Note conclusive)
  • Fonti bibliografiche e web.

Giovanni Borga è dottore di ricerca in Nuove Tecnologie e Informazione Territorio-Ambiente; svolge attività professionale nel settore delle tecnologie per l’informazione territorio-ambiente, possiede competenze specifiche sul trattamento di dati geografici a supporto della pianificazione territoriale e urbanistica e nell’impiego di tecnologie web per la pubblicazione e gestione di Sistemi Informativi Geografici in Rete. Ha collaborato come consulente con amministrazioni pubbliche locali, con la Regione del Veneto e con l’Università Iuav di Venezia come docente a contratto presso il Dipartimento di Progettazione e Pianificazione in Ambienti Complessi.

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