Col Markdown, il testo torna multipiattaforma

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19 marzo, 2014
Markdown

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È dei primi giorni del mese di febbraio la notizia che la piattaforma di blogging WordPress gestisce in maniera nativa il Markdown. Se si utilizza WordPress.com basta andare nelle Impostazioni, selezionare “Scrittura” e mettere il segno di spunta all’opzione “Use Markdown for posts and pages”. La stessa opzione è attivabile anche se selezioni “Discussione”: potrai attivare il Markdown pure per i commenti. Ricorda solo di premere il pulsante “Salva le modifiche” per rendere attive queste novità.

Se invece possiedi un server sul quale gira WordPress, sarà necessario scaricare il plugin Jetpack, messo a punto da Automattic stessa. Esatto, si tratta della medesima realtà che sviluppa WordPress.com, una piattaforma che nel mondo conta oltre 70 milioni di blog.

Ma che cos’è questo Markdown? E per quale ragione dovresti almeno gettarci un’occhiata?

Markdown è un metodo di scrittura sviluppato dal blogger statunitense John Gruber, assieme ad Aaron Swartz.

Qualcuno parla (per semplificare) di linguaggio, ma si tratta di una forzatura. Il suo scopo è di rendere semplice, molto semplice, la scrittura in HTML.
Quanto semplice? Vediamolo con qualche esempio.

Nell’HTML per inserire un testo in corsivo o grassetto, occorre racchiudere il termine tra due tag quali:

tag html

Il Markdown ottiene lo stesso risultato in questa maniera:

tag markdown

Semplice, vero? No, non si tratta di un altro formato che va ad affiancarsi a .doc di Microsoft. Quando si salva il file, la sua estensione è .md, e per aprirlo è sufficiente ricorrere a un normale editor di testo.

Per i link? Un paio di parentesi quadrate il cui fine è di contenere il testo del link, e di seguito, tra le parentesi tonde, l’indirizzo del sito Web.

link markdown

Per le liste? Se usi l’HTML devi scrivere qualcosa del genere:

liste html

Ricorri al Markdown?

liste markdown

Terminata la redazione del testo, non ti resta che esportare: in .docx, o RTF, e poi aprire il documento.

anteprima doc esportato

D’accordo. Ma tutto questo a che pro?
Prima, per catturare la tua attenzione, ho scritto che il Markdown è un mezzo per semplificare la scrittura in HTML. Che sia facile è evidente, ma permettimi di estendere il discorso.

Tutto nasce da una necessità: i contenuti è bene che siano “svincolati” dall’applicazione. Perché scrivere è facile, ma tutto è reso più complicato dai formati. Se Word è il principe, tutti sanno che mantenere la compatibilità tra un esteso documento in .docx creato su Mac, ed esportato poi su Windows, è più frutto del caso, che del lavoro degli ingegneri. Inoltre, non esiste più solo una piattaforma, ma diverse: iOS, Android, tablet e smartphone.

C’è un altro aspetto da tenere in considerazione. C’è da sempre, il formato .doc. Poi Microsoft ha presentato quello .docx. Al di là delle qualità di questo rispetto a quello, quali garanzie abbiamo che tra 10 anni, ci sia ancora il mezzo per aprire i file creati con quei formati, e magari modificarli? Lascia che ti risponda io: nessuna.

Markdown offre la soluzione: crei i tuoi documenti, non importa dove. E quando li dovrai modificare su Mac, iPhone o iPad, non avrai sorprese di alcun genere. Perché il Markdown consente a chi scrive di creare dei file di testo, in grado di contenere la formattazione. Come si dice: il testo è (e deve restare) multipiattaforma e con il Markdown è proprio così.

Per saperne di più, consiglio di cercare su iBookstore i testi che ne parlano, e indicano le caratteristiche del Markdown. Buona ricerca!

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