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Accessibilita’, che illusione: oggi sono veramente…

Accessibilita’, che illusione: oggi sono veramente…
4 minuti di lettura

Ditemelo voi cosa dovrei essere oggi, come dovrei sentirmi dopo che avrete letto quanto segue: per chi ancora non lo sapesse il mio lavoro, la mia Startup, il mio impegno consiste anche e soprattutto nel raccogliere idee e consigli da chi ha problemi, possibilmente risolvibili attraverso l’accessibilita’ e la tecnologia digitale, problemi dettati da condizioni di disabilità o disagio in generale, come potete meglio approfondire qui: http://henable.me.

Ebbene qualche giorno fa sono stato contattato da alcuni soci dell’Unione Italiana Ciechi di Belluno per un incontro durante il quale mi avrebbero spiegato le loro necessità e la condizione in cui versano, quindi ieri pomeriggio ci siamo incontrati con Presidente e Vicepresidente presso la loro sede.

E mi si è aperto un mondo, non bello, un mondo dove l’arroganza e la presunzione di manager ed amministratori è talmente assurdo da rasentare il ridicolo, non solo su scala regionale, si proprio nell’avanzato Veneto, fiore all’occhiello di imprenditoria e innovazione, ma anche su scala Nazionale, perché? Ve lo dico subito e senza commenti così come è nella realtà, vi chiedo solo di fingervi un attimo non vedenti.

  • Gli autobus della società che opera nel comprensorio delle Dolomiti non sono tutti accessibili, cioè dotati di sintesi vocale per evidenziare le stazioni dove ci si sta fermando, ma quelli che lo sono sono comodamente evidenziati sul sito della stessa compagnia e ci si può organizzare il tragitto…Il sito NON è accessibile ne da non vedenti ne da ipovedenti (ha due anni di vita e da due anni dicono che lo aggiorneranno) in barba a tutte le leggi.
  • la scala mobile, non accessibile, che collega la parte bassa della città di Belluno con il centro (per intenderci come quella di Perugia) è contro la legge, vietata ai cani guida, e quotidianamente vi sono discussioni.

Ma più in generale:

  • a bordo dei nuovi treni veloci ci sono ausili BRAILLE su porte, finestrini, toilette, addirittura spiegazioni di dove sia il lavandino piuttosto che la carta igienica, FIGO!! … Peccato che siano attaccati specularmente rispetto al senso di lettura ….
  • le nuove porte degli stessi treni non si aprono più in automatico, ma tramite un pulsante sulla fiancata del treno stesso …. Il non vedente deve percorrere con la mano tutta la fiancata per trovare il pulsante, magari passando per un ubriaco che nn si regge in piedi
  • il sito delle Ferrovie dello Stato come sappiamo non è accessibile a un ingegnere nucleare quindi non commento nemmeno

Però nello stesso veneto si stanziano quasi 200 Mila Euro per iniziative di questo genere:

Beh, traete da soli le vostre conclusioni, si parla di prese per il culo offensive e assurde, di soldi, tanti, spesi in maniera superficiale ed arrogante, tanto per fare, soldi nostri. Soldi spesi per creare problemi invece che per risolverli, solamente per la superficialità di amministrazioni e manager.

Non sono certo io che vi devo ricordare che con poche decine di migliaia di euro potremmo studiare un applicazione che guida il disabile attraverso tutta la sua giornata, magari anche a seconda del suo tipo di disabilità, come non sono certo io a dovervi ricordare che con tecnologie di prossimità anche obsolete il treno potrebbe dirmi dove sta l’entrata…

Oggi quindi dovrei essere contento: c’ė business! Ed invece sono abbattuto e non ho voglia perché nessuno si rende conto che la vita può girare per tutti, che un semaforo intelligente vicino alla fermata dell’autobus non serve a rallentare chi freneticamente rincorre la sua giornata, ma serve a salvare la vita non solo al disabile, ma anche ai nostri figli che tornano da scuola, ai nostri anziani o anche a te runner che con le tue cuffiette in testa te la corri per la città.

Sono arrabbiato perché si trovano allegramente fondi per improbabili esoscheletri, caschi di realtà aumentata, intelligenze parallele e qualsiasi altro, peraltro lecito esercizio di stile che rimarrà nella migliore delle ipotesi una buona pratica, ma per cose concrete, immediatamente percepiti e risolutrici ….. NO !!

Sono arrabbiato perché chiunque mi senta parlare del mio progetto si prostra ed emoziona e poi si gira e si dimentica, sono arrabbiato perché è successo a me e non a voi, sono arrabbiato perché per fare quello che facciamo io è tanti altri tutti i giorni… Ci vogliono le Palle quelle vere, quelle che fanno male, altro che Olimpiadi e Traversate Oceaniche o affari milionari, tutte cose che vanno e vengono, da dove stiamo noi invece non si torna, e può capitare a tutti.

Concludo ricordando ai vari guru fanatici di citazioni che popolano il nostro ambiente che se è vero che “Se miri alla luna colpirai almeno una stella” è vero anche che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” .
Ci sono tanti fiori in quel letame… Ogni tanto guardate giù e … Attenti a non cadere!!!!

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Foto del profilo di Ferdinando Acerbi
C.E.O. e Founder, 47 anni, atleta professionista con la passione per il mare, nel 2004 subisce un incidente subacqueo, causa di una aprassia midollare, gravissima lesione spinale che lo paralizza dalla vita in giù e che la medicina tradizionale non è in grado di curare. Trascorsi alcuni anni dedicati ad una intensa riabilitazione, Ferdinando torna a camminare grazie ad un semplice ausilio. Inguaribile “visionario” entra con H-enable nel Seed Village di H-FARM, il Venture Incubator trevigiano che opera a livello internazionale in ambito Web, Digital e New Media, proponendosi di porgere un bastone digitale a chiunque voglia approfittarne.

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