Open data Census: riprendiamoci le citta’

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  13 marzo, 2014  |  Nessun commento
13 marzo, 2014
Assedio di Firenze - Giovanni Stradano

Visite: 1407

Bill Hicks, uno degli stand up comedians più importanti del nostro tempo, durante un famoso spettacolo a Londra descriveva con una scena di un western l’arroganza del potere politico. Un pistolero, sotto un portico polveroso, punta l’arma verso un contadino intimandogli di sfoderare la propria, per poi sparargli giustificandosi: “l’avete visto tutti, aveva una pistola”. Far-West a parte, è chiaro che la salute di una comunità democratica non si valuta solo dai doveri ai quali come cittadini ottemperate, ma anche da quanto siete messi in condizione di esercitare i diritti che vi spettano. Lo siete? Se vi sentite un po’ come il contadino del film probabilmente no.

Forse, ma solo forse, nel posto in cui vivete qualcosa non torna più, qualcosa manca. Di cosa siete stati privati? del potere di conoscere la stessa società che contribuite a sostenere. Cosa non torna? che chi vi intima di sfoderare la pistola sono anche quei pochi che usano quella conoscenza su di voi, e spesso contro. La soluzione? riprendersela.

E’ semplice sapere quante sono le cose che non sappiamo. Immaginate. Comincia la giornata e voi uscite di casa, sulla solita strada che percorrete verso il lavoro c’è sempre un dannato incidente che crea fila, ma quanti incidenti avvengono? l’aria che respirate, sapete se è inquinata e quanto? passate al bar sotto casa per prendere un panino, ma la maionese si muove da sola, avranno mai fatto un’ispezione sanitaria? e non sarebbe bello evitare di correre fuori dal bar (insieme alla maionese) inseguendo l’autobus che passa quando vuole? Abbiamo appena iniziato la giornata e le cose che non sappiamo ci hanno già stancato in partenza.

E forse la cosa più stancante, a fine giornata, è quella di non sapere le cose che ci fanno vivere meglio. Ma le informazioni sono li fuori, da qualche parte sul web, su un tabellone cartaceo, o dentro l’hard-disk di un computer. Non importa dove siano, si tratta di cercarle, trovarle, e metterle tutte insieme. Si ma dove? Sul nuovo open data census Italia, che domande.

L’open data census è un’iniziativa civica, fatta dai cittadini per i cittadini. Non vuole essere l’ennesimo strumento per le amministrazioni pubbliche, che di strumenti ne hanno già molti, ma è PA friendly perché aiuta le amministrazioni a lavorare più facilmente. Il census vuole soprattutto creare comunità cittadine interessate a viversi il proprio territorio in modo più consapevole e chiaro. Non solo, vuole creare un po’ di sana (e divertente) competizione tra le diverse città a chi è più bravo ad andare a caccia di informazioni.

Quanto è grande o smart la città, o quanto è trasparente la sua amministrazione, conta poco per il census. Quel che conta è quanto i suoi cittadini sono bravi a riprendersi la conoscenza che hanno smarrito. Mi direte “ok, mettiamo che lo vogliamo fare, ma come facciamo?“. Semplice, organizzando una caccia al dato. Lo potete fare da soli a casa, ma farlo insieme ad altri cittadini è molto più divertente (in questo caso i nerd lo chiamano Hackathon). Serve un computer connesso ad Internet, si va sul sito del census, si trova la propria città e si comincia a vedere cosa manca nella lista della spesa. E quel che manca lo si cerca, a partire da google.

Non è presente la vostra città? nessun problema, fatecelo sapere e la inseriremo nell’elenco. Man mano che le informazioni fluiscono dentro il sito del census, il vostro prossimo panino non correrà con voi dietro all’autobus appena passato, anzi, non dovrete proprio correre, perché saprete esattamente a che ora presentarvi alla fermata. Avete trovato tutti i dati della vostra città e pensate che il gioco sia finito? Pensate male. Il campionato opendata è solo all’inizio. E non ci troverete a fare da arbitri, giocheremo insieme sul campo.

E’ ora di uscire allo scoperto. Accendete i monitor, sguainate le tastiere, la battaglia per la vostra città è appena cominciata.

L’informazione è potere. E’ tempo di riprendervelo.

Lascia un commento


Ti potrebbe interessare anche: