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Tablet a scuola: come cambia la didattica

Tablet a scuola: come cambia la didattica
3 minuti di lettura

Abbiamo letto l’interessantissimo “Tablet a scuola: come cambia la didattica” di Carlo Mazzucchelli  ideatore, fra l’altro, di Solo Tablet. Il volume, quarto della collana TechnoVisions, è completamente dedicato al tema della didattica in una scuola che cambia, ovvero che stenta a cambiare.

Dall’introduzione di Luigi Pachì:
Il tema del terzo e-book di Carlo Mazzucchelli per la collana TechnoVisions  non è casuale. L’impiego della tecnologia a scuola non è più solo un obiettivo ma un imperativo e una necessità, per una società italiana che vuole crescere al passo con i tempi e innovando. L’arrivo del tablet e delle nuove tecnologie digitali ha mutato lo scenario e i contesti della didattica scolastica evidenziando ancor più l’urgenza di cambiamento della scuola italiana. L’introduzione delle nuove tecnologie mobili può facilitare il superamento del ‘digital divide’ italiano rispetto ad altri paesi europei
Dunque un’opera che pone l’accento sul cambiamento in atto e sull’effetto trainante delle nuove tecnologie digitali. Molta enfasi viene data ovviamente al tablet, strumento che suggerisce nuovi approcci e nuove forme di apprendimento. Magari non tutti saranno d’accordo sull’efficacia di questi nuovi strumenti e sulla portata di questi nuovi paradigmi, magari facendo un distinguo basato sulle discipline più o meno idonee a lasciarsi contaminare dalle tecnologie ma, è un dato di fatto, difficilmente si potrà ignorare quello che sta succedendo. 

L’autore ammonisce da subito, nell’introduzione al testo, sul presunto dominio assoluto delle tecnologie sulla didattica:  ‘Per quanto sia importante la tecnologia non agisce in perfetto isolamento. Fa parte di un sistema complesso di tipo adattativo nel quale vanno tenuti presenti tutti i fattori e gli elementi che lo caratterizzano e le loro implicazioni e interrelazioni. Per realizzare il cambiamento attraverso la tecnologia è necessario prestare attenzione ad altro, a esempio alle forme della didattica e all’esperienza di apprendimento dello studente.’

Dunque la tecnologia è funzionale alla didattica e serve a far funzionare e a rendere più efficienti i processi amministrativi e gestionali della scuola come istituzione e organizzazione. Permette di far comunicare i diversi attori della scuola tra loro, di collaborare e interagire meglio.

L’introduzione delle nuove tecnologie mobili può facilitare il superamento del ‘digital divide’ italiano rispetto ad altri paesi europei, introduce nuove metodologie e tecniche innovative per la formazione in classe, fornisce agli studenti nuovi e potenti strumenti di apprendimento e può contribuire al rilancio della nostra scuola. Tutto ciò, unito al potere dei Social Media determina quello che viene definito ‘apprendimento informale’: L’apprendimento informale che avviene attraverso i social media, le nuove tecnologie 2.0 e i dispositivi  mobili produce benefici reali per l’individuo e per l’organizzazione sociale nella quale esso opera, vive e lavora.L’apprendimento informale è particolarmente importante per le organizzazioni che da anni condividono ruolo e importanza delle comunità di pratica e delle “knowledge communities” nel creare culture condivise e processi di apprendimento sociali utili sia a livello individuale che aziendale. (tratto dal cap.9)

In estrema sintesi,  un testo che contribuisce al dibattito in corso sulla nuova scuola e sui paradigmi educazionali emergenti. Un riferimento per quegli insegnanti che non vogliono rimanere indietro e per quei genitori che stentano a comprendere cosa sta succedendo ai loro figli quando studiano con i nuovi strumenti.

Indice del libro

Premessa

Tecnologia e didattica per una scuola digitale interattiva e sociale

  • Una rivoluzione nella didattica
  • Nuovi contesti didattici: reale/virtuale, aula fisica/online.
  • La situazione Italiana

Le nuove generazioni digitali

Generazione touch e apprendimento. Grazie mille Tablet!

L’apprendimento è diventato Mobile

  • Le criticità dell’apprendimento Mobile

Tablet, Social Media e apprendimento informale

  • Pervasività di social media e dispositivi mobili
  • Apprendimento informale
  • Social Media
  • Apprendimento informale nella vita reale e online
  • Problematiche aperte e criticità
  • Alcune considerazioni finali

La complessità dell’insegnare in tempi tecnologici e di cambiamento.

  • Il computer non sostituirà l’insegnante
  • Tecnologie digitali e didattica.

Le domande da porsi prima di adottare il tablet a scuola

Il tablet richiede la riconfigurazione dell’aula

  • L’uso del tablet in classe rende la cattedra obsoleta.

Il ruolo delle APP educazionali e didattiche

Conclusioni: alcune considerazioni finali

Referenze e bibliografia

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Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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