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Mondadori acquista Anobii: finalmente un senso per l’editoria digitale… Non sappiamo quale ma almeno c’e’

Mondadori acquista Anobii: finalmente un senso per l’editoria digitale… Non sappiamo quale ma almeno c’e’
3 minuti di lettura

In quest’epoca di leggendarie acquisizioni a sei zeri tra colossi globali dell’I.T. mondiale, il fatto che per una volta uno dei due contraenti – quello che compra e non quello che vende – sia un gruppo della nostra piccola e malconcia Italia fa sorridere e tirare un sospiro di sollievo 🙂

Ancora di più se, come in questo caso, si tratta di un’operazione oltre che commerciale “di contenuto”, nel senso di “editoriale”.
Proprio così, editoriale: ieri il Gruppo Mondadori, in quel di Segrate, ha firmato un accordo con Anobii, la piattaforma mondiale di social reading che vanta più di un milione di utenti nel mondo di cui 300mila proprio in Italia, per acquisirne marchio e asset.

Visto che esattamente un anno fa Amazon comprava Goodreads e in proposito avevamo già parlato di evoluzione naturale, viene da chiedersi perché non ci abbiano pensato prima. Manca solo l’acquisto di un e-commerce di libri e l’affare è fatto.

“Siamo entusiasti” ha detto il fondatore di Anobii Greg Sung, “di entrare a far parte del Gruppo Mondadori che, con la sua storia editoriale, rappresenta la casa perfetta per Anobii.

La nostra missione è da sempre quella di dar vita a una comunità dove i lettori di tutto il mondo possano condividere, approfondire e alimentare la loro comune passione per la lettura e i libri. Con questo accordo abbiamo finalmente le risorse per portare avanti questa missione in modo ancora più incisivo”.

Entusiasti saranno anche quelli di Mondadori: quale luogo migliore, infatti, per capire in che direzione sta soffiando il vento della lettura, se non proprio quello in cui i lettori si consigliano titoli, condividono scoperte, o ancora meglio fanno scoppiare quei casi letterari tanto cari agli editori?!?!

“Con l’acquisizione di Anobii”, ha sottolineato Ernesto Mauri, amministratore delegato del Gruppo Mondadori, “la nostra strategia di sviluppo nell’area libri si concretizza con un’operazione che ben ne rappresenta le caratteristiche: i lettori al centro.

Una piattaforma che ci permetta di ascoltare le persone è fondamentale per la crescita del digitale nei libri e per la costruzione della casa editrice del futuro”.

Questo sarà interessante e non mancheremo di osservare: quanto e in che modo un’operazione del genere avrà effetti sullo sviluppo dell’editoria e sulla sua capacità di cogliere le opportunità del digitale. Che, immaginiamo, cambierà a sua volta se dovrà servire imprese editoriali più innovative.

A parte questo, l’accordo – come fu per Facebook con Whatsapp e Google con Waze – prevede che tutto il team che ha ideato Anobii abbia un ruolo centrale nel progetto per capitalizzare il prezioso patrimonio di conoscenza della comunità e delle sue dinamiche.

“Mondadori metterà in campo il meglio della propria cultura editoriale – si legge nel comunicato stampa  – abbinato a una forte propensione verso l’innovazione, con l’obiettivo di far crescere la comunità di appassionati di libri. Sono già previsti investimenti per una nuova fase in cui, in breve tempo, Anobii raggiungerà i più elevati standard tecnologici e sarà dotato delle risorse necessarie per lo sviluppo di nuove funzionalità al servizio degli utenti”.

Che dire, ci auguriamo che gli annunci stampa non vengano delusi dai fatti e che i lettori, al di là dei guadagni, resteranno al centro della piattaforma.

Ma cosa e’ Anobii?

E soprattutto, cosa vuol dire?

Il nome Anobii deriva dall’Anobium punctatum, il “tarlo della carta”, termine con cui, nei paesi anglosassoni, viene designato colui che passa molto tempo sui libri.

Il social network invece nasce nel 2006 a Hong Kong da un’idea di Greg Sung, quella di creare una piattaforma 2.0 interamente dedicata ai libri. Un’idea di successo visto ad oggi più di un milione di lettori appassionati si incontrano lì.

Gli utenti hanno la possibilità di condividere la propria libreria, scrivere recensioni e commenti, dare giudizi, scambiarsi suggerimenti e consigli, scambiare e vendere libri.

È diffuso in molte lingue, ma il Paese nel quale gode della massima popolarità è l’Italia: esiste in versione completamente tradotta e in grado di classificare oltre 40 milioni di libri.

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