La rivoluzione (e’) open data

Scritto da:     Tags:  ,     Data di inserimento:  9 marzo, 2014  |  Nessun commento
9 marzo, 2014
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L’apertura dei dati pubblici – open data – è stata al centro del dibattito tra gli esperti dell’innovazione negli ultimi anni.
Oggi il tema si sta affermando anche nell’opinione pubblica: il giornalismo, l’analisi delle politiche pubbliche, la visualizzazione delle informazioni, la mappatura del territorio vedono nei dati pubblici un’occasione di rilancio, di risparmio, di qualità. Sono gli spunti al centro della giornata “La rivoluzione (è) open” che si è svolta a Palazzo Lascaris giovedì 6 marzo.

Il Consiglio regionale del Piemonte negli ultimi anni ha messo al centro della propria attività la libera e accessibile diffusione dei contenuti del patrimonio informativo di cui dispone, prima fra tutti “Arianna” la banca dati delle leggi e dei progetti di legge regionali.

Con questo appuntamento il Consiglio ha deciso di fare un passo ulteriore, domandandosi – e domandando a un gruppo di qualificati esperti – quali riflessi, quali miglioramenti, quali ricadute può avere la messa a disposizione del patrimonio informativo pubblico sul cittadino?

È possibile parlare di vera e propria rivoluzione nel rapporto tra cittadini e amministrazioni in termini di trasparenza, lotta alla corruzione, partecipazione e impegno civico?

Ne hanno discusso Luca De Biase (Nòva 24 – Sole 24 Ore), Federico Morando (Centro Nexa – Politecnico di Torino), Guido Romeo (Wired), Juan Carlos De Martin (Centro Nexa – Politecnico di Torino), Maurizio Napolitano (Fondazione Bruno Kessler Trento) e Paolo Ciuccarelli (Density Design Lab – Politecnico di Milano).

L’accesso agli open data può avere diverse declinazioni, a livello italiano siamo a metà del guado di un processo delicato – ha spiegato Morandoora è il momento di investire sui dati che hanno un vero interesse economico, come la Sanità“.

Una nuova forma di giornalismo è ormai protagonista nel mondo dell’informazione. Il data journalism si fonda sull’uso intensivo di database, mappe digitali e software per analizzare, raccontare e visualizzare una notizia. Oggi alcune delle più importanti inchieste di politica estera, di economia, di sicurezza pubblica vengono arricchite dagli open data. L’Italia è ancora un passo indietro ma stiamo facendo già ottime cose“, ha rilevato Guido Romeo.

Impietosa l’analisi di De Martin: “L’arrivo di internet sta modificando la diffusione della ricerca accademica. Spariscono i costi legati alla carta ma il modello economico non cambia. Vediamo ogni giorno l’aumento vertiginoso dei costi degli abbonamenti alle riviste scientifiche, tanto che Università e imprese non possono più permetterseli. Ci sono profonde disuguaglianze tra Università ricche e meno ricche, tra paesi ricchi e paesi poveri. Ma con internet è possibile pubblicare in tutto il mondo a costi molto ridotti, si potrebbe passare da ‘paga chi legge’ a ‘paga chi pubblica e tutti leggono gratis’, con un nuovo ruolo per gli editori. Purtroppo c’è ancora molto lavoro da fare“.

Visto che esiste Google Maps, perché c’è bisogno di un progetto come OpenStreetMap?”, ha domandato Napolitano. “La risposta è semplice, perché in una società nessuna azienda dovrebbe avere il monopolio sui luoghi e decidere cosa visualizzare e cosa no. OpenStreetMap è un progetto trasparente e neutrale, sfrutta il contributo della comunità che arricchisce i dettagli delle mappe e ne corregge gli errori senza pensare ad alcuno sfruttamento economico. Ci sono vantaggi enormi per le PA“.

Oggi quando parliamo di design non possiamo prescindere dall’elemento dell’esperienza legato al dato – ha concluso Ciuccarelligli strumenti e i metodi di visualizzazione dei dati, delle informazioni e della conoscenza vanno sempre più a supporto dei processi decisionali e cognitivi e di apprendimento. Retorica, emozione, piattaforme abilitanti, partecipazione sono elementi essenziali per il lavoro del designer“.

Nel pomeriggio sono stati premiati da Giampaolo Colletti (Sole 24 Ore) i vincitori del Piemonte Visual Contest (www.piemontevisualcontest.eu), concorso per la realizzazione di infografiche e data visualization basate su open data piemontesi, ideato con il consorzio Top-Ix e che ha messo insieme numerosi partner pubblici e privati.  Hanno partecipato al concorso 94 progetti, i temi più gettonati istruzione, turismo, ambiente, cultura.

Tutti i dettagli sui lavori e sui premiati

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