Maxi sequestri e film in streaming: quanti siti pirata ci sono in Italia?

Scritto da:     Tags:  , , , ,     Data di inserimento:  6 marzo, 2014  |  Nessun commento
6 marzo, 2014
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Quarantasei sono stati ‘beccati’, ma la sensazione è che di siti pirata, in Italia, ce ne siano migliaia. Che poi “in Italia”, parlando di rete, è quantomeno limitativo: la realtà è che si sfruttano domini italiani da ogni parte del mondo, e l’operazione della GDF apre il dibattito proprio a pochi giorni dall’entrata in vigore del regolamento AgCom sul diritto d’autore online, in vigore dal prossimo 31 marzo.

Il fatto

Su mandato della Procura di Roma, la Guardia di Finanza ha messo a segno quella che è stata definita la più grande operazione in Italia (nome in codice Publifilm) contro 46 siti torrent e di file-sharing illegale che distribuivano illegalmente migliaia di opere cinematografiche, tra cui numerosissimi film in prima visione assoluta, anche di produzione italiana.

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di questi siti pirata o, addirittura, chi non li ha utilizzati: tra questi ci sono i molto famosi piratestreaming.tv, robinfilm.tv, mondotorrent.eu: ancora visibili perché i provider hanno dalle 48 alle 72 ore di tempo per oscurarli, ma ormai in manette. Il reato contestato ai siti pirata sarebbe quindi diffusione di materiale protetto da copyright a scopo di lucro (dall’art 171 ter, comma 2, della legge 633 1941 sul diritto d’autore).

La lista completa

L’avvocato Fulvio Sarzana è stato il primo a segnalare questa operazione, pubblicando anche l’elenco completo dei siti pirata sequestrati, tra i quali compaiono riferimenti quali Filmxtutti.org, Eurostreaming.org, Piratestreaming.tv, Filmsenzalimiti.net, Filmgratisonline.org, 21bit.org, Filminstreaming.eu, Onestreaming.org, Filmitalia.tv, Casa-Cinema.tv, CineBlog01 e molti altri ancora. Tutti finalizzati al lucro tramite l’utilizzo di inserzioni pubblicitarie particolarmente remunerative grazie al folto pubblico raccolto.

Paura e stratagemma

Dato l’oscuramento dei provider per richiesta della GdF di molti siti di file sharing è meglio modificare i propri DNS: lo stratagemma per risultare visibili anche dopo l’oscuramento è una tecnica semplice, possibile sia tramite browser sia tramite installazione di software, che i siti pirata stanno suggerendo ai loro utenti per difendersi e continuare il loro business.

E l’AgCom?

Lo stesso avvocato Sarzana fa inoltre notare come l’ordine abbia già subito una modifica “in virtù degli effetti collaterali che rischiano di coinvolgere centinaia di siti del tutto incolpevoli“, un’accortezza che AGCOM difficilmente avrà quando, da fine mese, comincerà a inibire i siti ritenuti pirata senza passare per il giudizio delle autorità competenti.

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