Digitale: Dolcetto o scherzetto?

Scritto da:     Tags:  , ,     Data di inserimento:  28 febbraio, 2014  |  Nessun commento
28 febbraio, 2014
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Concentriamoci sui fatti, perché le chiacchiere son più adatte al Bar dello Sport.
Dunque il 23 febbraio il nostro premier assicura che sul tema del digitale resteremo sorpresi.

Per dare un senso e un segno forte a sostegno di questa promessa, il nostro premier alla prima uscita si reca in una delle culle del digitale, ovvero l’acceleratore di StartUp di H-Farm a Roncade (TV).

Direi, alla luce dei fatti recenti, che la promessa di sorpresa citata in quel tweet è largamente mantenuta, perché leggendo il comunicato di Palazzo Chigi non vi è traccia di incarico POLITICO e STRATEGICO sul tema del digitale.

Ma andiamo con ordine. Le chiacchiere da Bar dello Sport potrebbero diventare realtà se dopo lo scherzetto di cui sopra il nostro premier volesse proporci anche un dolcetto, ovvero tenersi la delega in prima persona.

Ma andiamo ancora con più ordine e con un po’ di raziocinio e sale nella zucca.

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Ciò significa che un Presidente del Consiglio che sta per affrontare la più grossa crisi economica e istituzionale della storia repubblicana e si appresta a condurre il semestre di Presidenza Europea, troverà il tempo per le politiche e le strategie digitali in prima persona?

No, non è così. Sempre le chiacchiere da Bar dello Sport ci dicono che si avvarrà di una squadra. E dunque dov’è la novità?

Facciamo un passo indietro e chiediamoci se non si tratta di un film già visto, ovvero l’eterna partita a scacchi fra una Cabina di Regia e un’Agenzia, ora, completamente e finalmente operativa e strutturata.

A cosa servirebbe una Cabina di Regia a fare le politiche? Così poi un Boccia o una Carlucci di turno a quelle politiche faranno sberleffi? Ok, sarà allora una cabina tecnica. Ma perché, non c’è già l’Agenzia che ha questo compito?

Ma il dramma, il vero dramma di cui nessuno parla perché non sa andare oltre gli slogan da Bar dello Sport, non è tanto la mancanza del sottosegretario al digitale ma, e soprattutto, la mancanza di un ministro o di un sottosegretario alla Coesione territoriale.

Forse non si è capito che l’Agenda Digitale non si fa con i soldi provenienti dalle lotterie, ma con i Fondi Strutturali UE che sono governati dal Ministero della Coesione Territoriale a cui l’allora Ministro Barca aveva dato ruolo, organizzazione e strategie per spendere meglio e più in fretta quelli che, ad oggi, sono gli unici fondi su cui fare affidamento.

Citando un vecchio film: ‘il resto son solo chiacchiere e distintivo‘. E comunque spero di sbagliarmi su tutto e di cospargermi il capo di cenere.

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