Senza Whatsapp non possiamo stare: via alle chiamate gratuite!

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25 febbraio, 2014
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Sabato sera, per 210 minuti circa, Whatsapp ha smesso di funzionare e in tutto il mondo si è scatenata l’ironia collettiva. Sui social network, tantissima gente convinta (o preoccupata) del fatto che potesse esserci una qualunque correlazione tra la recente acquisizione di Whatsapp da parte di Facebook e un tilt storico, il più lungo di sempre da quando esiste l’applicazione.

Il mistero del down e l’illuminazione di Zuckerberg

Qual’è la realtà? E perché i server di Whatsapp sono andati in crash? Non è che c’è stato di mezzo qualche hackeraggio? Niente di tutto ciò, almeno a sentire i vertici dell’azienda americana. La disfunzione non è da imputare ad un attacco hacker ma è stata causata da una “semplice interruzione dei server“, come ha dichiarato immediatamente il CEO di Whatsapp, Jan Koum con un’email la cui esistenza è stata resa pubblica dal giornalista Scott Thurm (Wall Street Journal) tramite il proprio account Twitter.

Sarà effettivamente così? O qualcosina Facebook centra? Difficile, in effetti, credere che non esista un piano di backup e uno di recupero di emergenza in caso di interruzione dei server, soprattutto considerando che Whatsapp, in tutto il mondo, ha 450 milioni di utilizzatori e si presume che a fine anno arriveranno al miliardo.

Allora potrebbe anche prendere quota l’ipotesi di un errore o anomalia nel codice dell’applicazione di messaggistica, pista più battibile considerando che negli ultimi 10 giorni Whatsapp ha fatto appello al Digital Millennium Copyright Act, la legge USA a tutela della proprietà intellettuale, per contrastare la concorrenza.

Col senno di poi questa azione assume un senso specifico nel quadro della recente acquisizione ad opera di Facebook ma non esclude che la pesante avaria delle ultime ore sia dovuta, appunto, ad alcune massicce operazioni di miglioramento del proprio software che hanno disatteso, in produzione, i risultati mostrati durante le fasi di test.

Ultima ma non ultimissima, l’ipotesi che da Facebook abbiano volutamente interrotto “le comunicazioni” per qualche ora proprio per verificare il grado di pandemia da “assenza di Whatsapp”, soprattutto dopo che, in diversi, avevano minacciato di trasferirsi su qualche altra app di messaggistica all’indomani dell’acquisto di Zuckerberg, anche e non solo per paura della privacy a rischio (come se nel 2014 la privacy esistesse ancora…). Se fosse così – è solo pura teoria, ribadiamolo -, di certo il creatore di FB avrà avuto un ulteriore conferma di quello che è diventato oggi Whatsapp. Ossia un bene collettivo non rinunciabile, anche e soprattutto più di Facebook!

Le chiamate gratuite: Skype e Viber tremano

Non si sa se Jan Koum lo abbia fatto così presto per togliere un po’ di pressione dalle spalle di Facebook (o di Whatsapp?), fatto sta che, direttamente al MWC di Barcellona, il boss della messaggistica ha annunciato che a breve Whatsapp integrerà un servizio di telefonia VoIP, gratuito e suppletivo all’attuale attuale che permette di inviare immagini e foto.

Useremo meno banda dati possibile e sapremo come cavarne fuori il meglio“, lo spot di Koum. Il servizio arriverà entro l’estate su piattaforma iOS (Apple) e Android in un primo momento, poi anche su Windows Phone e Blackberry. Sarà ovviamente possibile usarlo per comunicare tra diverse piattaforme, come accade oggi già con altri servizi analoghi, da BBM di Blackberry, da Viber  fino a Skype.

La mossa servirà a prendere ulteriore quota di mercato? Chissà. Di sicuro l’applicazione di messaggistica istantanea più scaricata al mondo ha i numeri e le potenzialità per dichiatare guerra anche a un colosso come Skype (Microsoft), soprattutto in considerazione dello spostamento continuo degli utenti verso il mondo mobile.

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