Whatsapp nel regno di Facebook: ecco cosa cambia

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21 febbraio, 2014
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Ci mancava solo Whatsapp, nel “parco auto” di Facebook: ora che anche l’app di messaggistica più famosa, utilizzata e chiacchierata del mondo è passata sotto il regno social di Zuckerberg, forse capiamo l’impatto allucinogeno che Whatsapp, nel giro di 5 anni, ha ottenuto sul pianeta messaggi tanto da meritarsi 19 miliardi di dollari, più inserimento del suo ad all’interno del Cda di Facebook.

L’obiettivo finale di Facebook è far si che tutti gli abitanti del pianeta che sia su Facebook, Instagram o Whatsapp passino dalla corte di FB per parlare gli uni con gli altri. L’egemonia della comunicazione che poi diventa fatturato nell’era dei social, questa è la vision – neppure troppo complicata a comprendersi – di Zuckerberg.

Numeri da record

Partiamo dai numeri, per capire il perché della mossa di FB, che dopo l’acquisizione di Instagram e il rifiuto di Snapchat, quindi, si prende Whatsapp e continua nella sua corsa costante al dualismo con Google, l’altro grande operatore web dei giorni nostri.

Whatsapp, negli ultimi 5 anni, ha raggiunto la bellezza di 450 milioni di utenti unici al mese. Non solo: nel 2013 sono stati inviati 200 milioni di messaggi vocali al giorno, 100 milioni di video messaggi e 600 milioni di foto. Pazzesco, vero? Sentite ancora: ogni giorno, il numero di utenti di Whatsapp aumenta di circa 1 milione al giorno, tanto che presto arriveremo ad 1 miliardo!

L’operazione dovrebbe avere un costo complessivo di 19 miliardi di dollari, pari a circa 14 miliardi di euro. Il pagamento dovrebbe avvenire sotto forma di azioni e contanti, rispettivamente per 16 e 3 miliardi di dollari. Jan Koum, uno dei fondatori di Whatsapp, entrerà a fare parte del board di Facebook.

E chisseneferga, avrà pensato Zuckerberg, se il titolo di Facebook è calato dopo l’annuncio (le azioni hanno perso il 2,5% a 66,36 nel dopo borsa di mercoledì da una chiusura a 68,06 al Nasdaq): se Whatsapp ha sempre chiuso alla pubblicità e, per un anno, consente ai suoi utenti di spedire messaggi gratis (poi si paga 0.89 dollari/anno), si fa sempre in tempo a cambiare strategia, no?

Cosa cambiera’

Secondo gli accordi stipulati, Whatsapp manterrà la sua autonomia gestionale, il suo marchio, il suo stile, le sue features. Un po’ come fatto da Instagram, che però, a ben vedere, nell’ultimo anno è stato parzialmente integrato in Facebook. Sui social network si è già scatenata la diatriba, e in particolare su Twitter, ieri l’hasthag #Whatsapp è stato uno dei trend assoluti.

Cosa succederà quindi a Whatsapp? Non è che nel giro di qualche mese, in modo graduale, inizieremo a ritrovarci dei box pubblicitari? Probabilissimo, considerando che Facebook ha comprato l’app per guadagnarci, mica per aggiungere un amico a tavola. Nonostante le rassicurazioni, fatte addirittura sul suo blog da Jan Koum, che su Whatsapp non ci sarà mai pubblicità, stentiamo a crederci.

Whatsapp integrerà i servizi di chat e di messaggistica esistenti per fornire nuovi strumenti, come specificato nel comunicato di acquisizione. Tutti pensano subito a Facebook Messenger: che fine farà? Resterà li, perchè secondo la casa madre Whatsapp e FM hanno due target di riferimento diversi (mah…), ossia “Facebook Messenger è ampiamente utilizzato per chattare con i tuoi amici di Facebook e WhatsApp per comunicare con tutti i tuoi contatti e piccoli gruppi di persone“. Voi li usate così?

E la privacy?

Ora sarà interessante capire se, come fatto per Messenger, nel giro di breve anche tutti i numeri di telefono che utilizzano Whatsapp diventeranno visibili per la casa madre: in molti se lo chiedono, considerando che avere 1 miliardo di contatti in più significa, nell’era del cellulare come primo riferimento per tutti, assicurarsi una fetta di mercato assoluta. E, a naso, gli imprenditori è questo che vogliono fare…

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