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Startup: Henable #digitalmenteabili

Startup: Henable #digitalmenteabili
4 minuti di lettura

Ho incontrato per la prima volta Ferdinando Acerbi, in Digital Accademia, un paio di anni fa e da subito il suo entusiasmo e la sua curiosità mi hanno profondamente colpito.

Ci siamo rivisti in altre occasioni, chiacchierando di Open Data e soprattutto Civic Hacking, tema che lo intrigava particolarmente. Oggi è incubato in H-Farm e si sta sbattendo alla grande su diversi progetti e in particolare su Henable ZTL, app che semplifica l’accesso alle zone ZTL.

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L’altra settimana gli ho proposto questa intervista per Pionero perchè considero la sua tenacia, la sua visione e soprattutto il suo entusiasmo come contaminanti per chiunque voglia fare start-up. Inoltre Ferdinando mi aiuta molto a dimostrare che l’Open Data, oltre che utile alla trasparenza e alla democrazia, è anche vantaggioso da un punto di vista di business.

Raccontaci un po’: chi e’ Ferdinando Acerbi?

Sono un ex atleta azzurro di equitazione poi istruttore subacqueo e skipper che, purtroppo, in un momento della sua vita incorre in un incidente iperbarico che mi pregiudica l’uso degli arti inferiori. Facendo di necessità virtù e grazie alla mia tenacia, nonchè ad un’intensa educazione di impronta sportiva, non mi do per vinto e comincio un percorso di formazione personale che poi mi porterà a fondare H-enable, traducendo così gli ostacoli imposti dalla mutata condizione fisica in vere e proprie opportunità imprenditoriali.

Cos’e’ Henable?

Henable è il progetto nato da H-enable S.r.L., società nata ed incubata in H-farm. Si tratta del primo portale interattivo che seleziona, promuove e realizza progetti volti verticalmente a risolvere difficoltà e problemi di persone disabili o, per vario titolo, in difficoltà, attraverso una costante call to action rivolta al pubblico.

Perche’ una SRL?

La scelta della forma giuridica è stata quasi una provocazione al sistema che, troppo spesso, vuole iniziative di questo genere appannaggio di onlus e associazioni. Dopo un’esperienza associazionistica, mi sono convinto di voler scardinare la percezione che le persone disabili siano improduttive e comunque sempre nella posizione di dover/poter cedere (ricevere?) qualcosa. Credo che instaurare un circuito virtuoso, in grado di reggersi autonomamente sul mercato, sia il miglior esempio e sprone per una parte di società, nemmeno troppo piccola, ad uscire dal guscio e proporre soluzioni per se stessa e non solo. Confido sia una via di rivalutazione importante che col tempo darà ottimi risultati.

E qual’e’ l’approccio di Henable che vorresti enfatizzare?

Il carattere innovativo del nostro approccio si basa principalmente sui motivi sopra citati, e sul

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fatto che i nostri progetti non nascono dall’imposizione di qualche “pigmaglione” o abbiente portatore di interesse, che li fa calare dall’alto senza una reale consapevolezza del problema e della sua soluzione. Ci rivolgiamo alla base, raccogliendo proposte e bisogni reali che, dalla base stessa, vengono successivamente “promossi” o eventualmente “bocciati” dopo una fase di screening e verifica. Siamo convinti che solo così si possano creare interventi e prodotti che, a differenza di quelli oggi sul mercato, soddisfino in maniera completa bisogni reali e non solo la coscienza di pochi.

La tua idea di responsabilita’ sociale come la persegui?

Ragionando per cerchi concentrici, la prima società della quale dobbiamo essere responsabili è la nostra persona, poi la famiglia, poi gli amici e così via fino al paese di appartenenza e il mondo. Io credo che solo chi sta bene con se stesso possa fare per gli altri e la società, di qui il desiderio e l’impegno per fare in modo che sempre più persone che oggi si sentono invisibili ed inutili possano “uscire” dal guscio ed autodeterminarsi aiutando la società a snellire il peso sociale di chi, purtroppo, per diversi motivi (gravità), non ne ha la possibilità.

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Visto che vivi in un ambiente estremamente stimolante per l’innovazione come H-Farm, mi sapresti dire in poche parole cos’e’ per te l’innovazione?

Bella domanda, per me tutto è potenzialmente innovativo, dipende da come viene usato e per che scopi. Fondamentalmente credo che, per un innovatore “sociale”, il trucco stia nel creare prodotti o situazioni, razionalizzando l’esistente attraverso i nuovi media a diffusione di massa.

Dove va e come si muove Henable?

Henable oggi vanta un’arricchita compagine sociale che ne fa, come detto, il primo Hub di riferimento sul terzo settore, ci stiamo sempre più accreditando su vari fronti (dalla produzione di app, alla distribuzione di soluzioni terze, vd. Vodafone, alla formazione), il nostro sogno è quello di diventare a nostra volta un incubatore/acceleratore di soluzioni affini alla nostra mission, così da allargare sempre più la base e contribuire ad alleviare il peso sociale della categoria.

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Foto del profilo di Gianluigi Cogo
Da anni facilita i processi che sfruttano le nuove tecnologie e diffonde cultura digitale nella Pubblica Amministrazione. In rete dai primissimi anni ‘90, a Venezia fonda la prima rete civica ‘Venice On-Line’ e poi il primo portale cittadino: ‘Venezia.Net’. Verso la fine degli anni ’90, assieme ad altri colleghi, crea il primo network dei Comuni della Provincia di Venezia ‘Polo Est’ e, infine, uno dei primi social network italiani: ‘Networkingitalia.it’. Presso la Regione Veneto (dove ora ha la responsabilità della Community Network inserita nella struttura di e-government) crea la prima rete intranet basata su workspace e dinamiche 2.0. Sviluppa, insieme ad altri colleghi di diverse regioni italiane, Ritef, la ‘rete delle regioni per l’e-learning’ ed è fin dai primi anni 2000 uno dei protagonisti del Cisco Networking Academy in Italia. Attualmente svolge consulenze per Università, Centri di Formazione Pubblici e Privati e Ministeri, per divulgare le dinamiche e i valori della ‘collaborazione e della partecipazione’. E’ docente presso la Facoltà di Informatica dell’Università Ca Foscari di Venezia del corso ‘Social media e smart apps’, Presidente di Assint (Associazione per lo sviluppo dell’innovazione e delle nuove tecnologie), è stato anche Segretario Generale dell’Associazione Italiana per l’Open Government, Componente del Comitato Scientifico della rivista Egov, membro dell’esecutivo dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, fondatore/animatore della rete degli innovatori della pubblica amministrazione, consulente di FormezPA e molto attivo con il suo blog: http://webeconoscenza.net/. Ha ideato e promosso il primo Barcamp degli innovatori della Pubblica Amministrazione e collabora come docente e curatore scientifico per master e corsi sull’e-government 2.0 e sull’Enterprise 2.0. Scrive su diverse riviste del settore e ha pubblicato i libri: ‘La cittadinanza digitale’ , ‘I siti web delle Pubbliche Amministrazioni’ e ' I Social Network nella PA'.

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